Filomena De Mare – Simona Capone
“Santo Romano – la notte in cui Napoli rimase in silenzio”
Newton Compton Editori
Nella notte tra l’1 e il 2 novembre 2024, a San Sebastiano al Vesuvio, viene ammazzato Santo Romano, colpevole solo di aver difeso un amico al termine di una lite per un futilissimo motivo: uno dei suoi amici, Alessandro, ha inavvertitamente calpestato la costosa scarpa di un ragazzo sconosciuto. Santo fa da piacere ma l’offeso estrae una pistola e gli spara al petto… Il suo assassino verrà condannato a soli diciotto anni ed otto mesi di reclusione!
Questo libro è una sorta di diario della mamma e della fidanzato di un giovane sportivo morto ad appena 19 anni.
E’ delicatissimo, tenero, struggente, grondante amore da ogni pagina: Mena e Simo si alternano ad esternare emozioni, sentimenti, ricordi che attanagliano il lettore dalla prima all’ultima riga del libro…
Libro che ho letto, riletto e consiglio a tutti.
Personalmente, durante la lettura e, soprattutto, al termine mi sono posto alcune domande:
– I ricordi sono consolazione o tristezza?
– Vive chi dimentica o vive chi ricorda?
– E’ il dolore che rende grande ed eterno un amore o è l’amore che rende grande ed eterno il dolore?
– E’ meglio aver amato e perduto o non aver mai amato?
– E’ più il dolore che rovescia la vita o è più la speranza che determina una rinascita?
– C’è più gioia quando ci si incontra o c’è più tristezza quando ci si lascia?
– Si vive per amare o si vive solo quando si ama?
– Si dice che la storia è maestra di vita: come mai non impariamo mai nulla?
– Come si vive dopo la morte di un figlio?
– Come si può morire, una sera qualunque, solo perchè si cerca di difendere un amico?
– Come si può scegliere di sparare per una scarpa sporca?
– Ripensare a quei giorni è come farlo morire un’altra volta?
– Francesco Pio, Giogiò, Santo… Quando finirà ‘sto triste elenco?
EMILIO VITTOZZI
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