Resta cu me

Resto in città non perché c’è la crisi, perché voglio stare con te ‘o mia bella Napoli, mai più ti rivedrò così, tra un anno forse, dopo che saranno arrivate le piogge, il freddo, i cappotti, le sciarpe, tra 12 lunghi mesi, quando tutti saranno ripartiti. Ma non ne parliamo, mo’ siamo soli, godiamoci questi momenti: le piazze vuote, le strade libere dal traffico, l’aria buona.

Resto in città perché ti amo e mi piace vederti rilassata con i negozi chiusi, con i turisti, senza munnezza, con le insegne spente. Restiamo insieme, soli, accucculiati come due innamorati.

 Resto in città perché mi piace il mare. Mi dirai è sporco, non si può fare il bagno. Hai ragione, ma è bello guardarti, bello pensare, sperare e sognare che un giorno potremo, si un giorno io e te potremo. Mi piace il mare, le città di mare hanno sogni nascosti. Scopriti, fammeli vedere, fatti scrutare, toccare, fammi godere, voglio una erezione dell’anima. La mia, la tua anima.

Resto in città prendilo come un regalo, come una vera e propria prova d’amore, una cena intima, a lume di candela sotto ‘a na luna buciarda e rossa. Una luna c’a me parle ‘e te lontano dal frastuono, dai rumori, dal caos.

Resto in città da sempre, non è un ripiego, ti assicuro. È vero hai ragione ho una moglie casalinga, tre figli, faccio ‘o fravecatore, 1000 euro al mese più gli assegni quando va bene, quando il lavoro c’è. Di certo non potevo andare alle Sayscelle! Ma a Torregaveta, a Baia, a Scalea, a Terracina, a Mondragone, a Baia Domizia si. Ed invece no, voglio stare con te, voglio tenerti compagnia. Ho voglia di ammirarti in tutta la tua bellezza. No, non ti preoccupà di mia moglie, non è gelosa, pur’essa te vo’ bene, è un rapporto a tre.

Resto in città … resta cu me, nun me lassà … per carità!

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