È ferragosto. È calda la sabbia ed è caldo il mar.

Fa caldo ma che fa’. È festa, è la Madonna Assunta. Il mare è calmo: ‘na tavola di ponte. Nun c’è sta’ ‘na refola ‘e viento. Don Peppe al mare con la sua bandana a stelle e a strisce, copre quei quattro capelli  che gli sono rimasti. “Me pare ‘o Cavaliere ma vuie  site chiù giovane e chiù sicche” gli dice il genero mettendosi il cappellino. “Se la mette lui che ha ditte che gli gronda il cuore di sangue, a me che mi abbrucia il culo, me po’ pure vollere ‘a capa?”.

Sulla spiaggia c’è aria di festa, gli ombrelloni sono già in piedi, sugli attenti, tutti disordinati in un sistema  armonico. Sembrano messi apposta così. Nessuno è uguale all’altro. A volte compri il vestito nella migliore boutique della città, vai ad una cerimonia ed il tuo vestito esclusivo c’è l’ha pura la figlia della cummarella. Al mare no, anche se compri l’ombrellone su una bancarella, nel negozio migliore, all’Ipercoop non lo troverai mai uguale a quello del tuo dirimpettaio di spiaggia. Strano ma vero. Gialli, rossi, verde, a spicchi, a strisce, a fiori, a fantasie, di stoffa, di plastica, di carta, con scritte, senza scritte, quelli che ti ha regalato il bibitaro con la scritta Coca-cola o Gigino ‘o Gassusare. I lettini e i canotti sono gonfi. Le ciambelle pure, i braccioli anche.

La signora Assunta sta’ mangiando una bomba al cioccolato, vedere quella crema alla nocciola, che chiamano Nutella ma che Nutella non è, scendere sul suo costume è uno spettacolo, si prova invidia. Pasqualino è sulla riva con il suo costumino di Batman, ha fatto colazione alle otto, ma la mamma non vuole che faccia il bagno prima che siano passate le tre ore. È triste Pasqualino, da grande mi drogo, pensa, e perché diranno gli altri, Mamma non mi faceva andare in acqua … un dispetto niente più.

Ida legge il suo Harmony, il libro più letto sulle spiagge italiane. Un libro che da più di quarant’anni parla d’amore e riempie di calore e di storie le donne nostrane. Pensa Ida, legge e pensa al suo amore che è in Afganistan per quella guerra che chiamano missione di pace.

Arriva la famiglia Esposito: Mamma, padre, due figli e nonna. Tre frigo bar, due ombrelloni, pallone e tanto cibo. Che bello vedere quei contenitori zeppi di pasta al sugo. Quando ero piccolo sognavo che si aprissero e come accade per quei pupazzi incastrati in quelle scatole magiche, d’improvviso saltasse tutto in aria. Sognavo di prenderli ad uno ad uno al volo quei maccheroni al sugo! Solo un sogno, mamma mi portava il classico panino con il San Daniele, peccato! Nelle borse della famiglia Esposito tutto il ben di Dio. Il marito con in mano un cocomero gigante da mettere in un sacchetto di plastica legato ad una grossa pietra e gettalo nell’acqua salata per tenerlo al fresco. Ma il sale poi non lo renderà amaro? Vivo con questo dilemma da trentasette. La nonna ha in mano il termos con il caffè spero che pronunci la parolina magica: Ne volete un poco è ancora caldo.

Dalle radio dei lidi a pagamento si sente la hit del momento Danza Kuduro. I bambini a riva ballano, i grandi sognano le spiagge sudamericane. Arriva un gozzo di legno, di quelli stile Sorrento, colore blu. Si ferma a riva, un omone aiuta il giovane a salirlo sulla spiaggia: “pesce fresco, appena pescato” grida il giovane rivolgendosi ai bagnanti. C’è di tutto in quella barchetta: polpi, spigole, calamari, totani, qualche ricciola, gamberi giganti e anche cozze. In tanti accorrono, sono incantati da tenta grazia. Possibile che il nostro mare inquinato possa avere ancora tanti pesci!

“Maria guarda quelle spigole sono tutte uguali, che strana la natura, sono freschi e sembrano di allevamento, come quelle che compriamo al supermercato” con tutta l’ingenuità di questo mondo Don Peppe con la sua  bandana prova a esternare le sue sensazioni alla moglie.

“Ma ve facite e fatte vuostre, io devo lavorare a casa tengo 4 figli”. La cosa che non capisco è perché chi ha 4 figli deve essere autorizzato a vendere pesce decongelato per pesce fresco. Boh non lo capirò mai!

Nel mare grandi e piccini si skizzano con l’acqua salata. Come al solito c’è la signora che ci mette tre ore prima di entrare in acqua. Si  bagna prima i polsi, poi le braccia, poi il dorso, poi le gambe, poi il culo e poi tutto il corpo. La lamentatio è un classico: ”Scostumati non buttate l’acqua, screanzati possibile che non si può fare nemmeno un bagno in santa pace in questa città”.

Sulla spiaggia grandi e piccini fanno i gavettoni con i secchielli e le bottiglie d’acqua. Al largo vicino alla boa che delimita le acque nelle quali è possibile bagnarsi, due giovani fanno l’amore. Si reggono sulle corde delle  boe, si abbracciano, si muovono e si augurano di non avere addosso occhi indiscreti.

Oggi la spiaggia sembra un grande supermarket si vende uno e tutto dai ventagli alle radioline, dai  pupazzetti alle carte di YuGhi-Jo, dalle calamite per i frigo ai mocio, dalle fette di cocco alle bibite fredde, dalle carte napoletane alle collanine, dai cappelli alle ciabatte passando per i Supersantos, dalle mozzarelle di bufale aversana alle ricotte di fruscella fino ad arrivare ai biscotti di Castellammare. C’è chi propone massaggi o tatuaggi, chi semplicemente un ristorante per la sera 20 euro la cena compreso dolce, bibite e fuochi d’artificio. Gente di ogni colore e razza dagli oriundi ai cinesi passando per i pakistani ai marocchini fino ad arrivare agli indiani. Ecco arrivare un milanese accompagnato da una bambola tutta curve, che venne? Niente propone una serate in discoteca con un Dj famoso. Che se fa’ pe’ campà!

Rosario legge il giornale sul telo mare, è una guardia carceraria in ferie. Sta facendo lo sciopero della fame, aderisce alla manifestazione indetta per oggi dai radicali per le condizioni delle carceri italiane: pietose non degne di uno stato che parla di democrazia dove ci si lava la bocca con la libertà. Oggi ha deciso di non mangiare in segno di protesta, ma si abbuffa d’acqua minerale e ogni dieci minuti va in acqua a bagnarsi!

Michele 14 anni corre, corre, deve buttarsi in acqua. Il suo bell’affare è in bella mostra sta per fuoriuscire da quel costumino aderente. Colpa della signora in topless. È lì sulla riva al mare, nera nera, con un cappello di paglia, con un tanga strepitoso e due zizze esagerate, seduta su una piccola sedia aspetta quelle poche onde per rinfrescarsi, il mare è calmo. Gli uomini si inventano le scuse più strane per passarle davanti o dietro. Loro si che hanno bisogno di rinfrescarsi! Non si può non guardarla! Le donne si ingelosiscono ed iniziano i commenti:

“Chella zocchele”.

“Quella svergognata”.

”’O marito si legge ‘o giunale, non la vede come sta combinata”.

”E Liegge tu”.

A pochi passi dallo scandalo al sole c’è un’altra donna con le zizze da fuori: è Teresa e sta allattando la figlia piccola. Ma nessuno ci fa caso. Si sa le donne incinte e quelle che allattano hanno un velo di santità! Eppure la zizza di Teresa è proprio una bella zizza!

“Mario non ti buttare mi raccomando” sono le parole della signora Carmilina.

“Non ti preoccupare” risponde Don Mario in riva al mare con la sua spiaggetta, una sedia di plastica bassa. Con un occhio guarda la signorina in topless con l’altro  la sua settimana enigmistica: sta facendo le parole crociate. Carmilina prova a familiarizzare con la vicina di ombrellone: “Sapite signò, la Madonna Assunta non vuole che nel giorno della sua festa, i suoi devoti facciano il bagno in mare, è una forma di rispetto altrimenti la Madonna si incazza e ti fa’ morire in mare”.

“Ma non è San Giovanni, il 24 giugno, che ti fa morire in mare?” risponde la signora.

”Al vostro paese. Al mio è la Madonna Assunta” ribadisce la moglie di Mario.

”Meno male maggio appena fatto ‘o bagno!” esclama la dirimpettaia di ombrellone.

Armando è un uomo panciuto con i capelli biondi, tinti forse, è in vacanza, torna nella sua terra dopo quaranta anni. Era partito emigrante per l’Australia quando aveva trenta anni in cerca di fortuna oggi ritorna per quindici giorni di relax. Ama la sua terra, ama questo mare con una schiuma bianca in superficie. È sul bagnasciuga lo guarda quasi si commuove, guarda le isole in lontananza, con una mano sugli occhi guarda il cielo: “Che bello chist’è ‘o pese do’ sole”. Bastasse solo questo!

“Armando corri” la moglie lo chiama con un accento anglo-italiano “Hanno cancellato il tuo paese, Tramonti non c’è più”. Armando corre non crede alle sue orecchie “E chi è stato una bomba, stiamo in guerra, non sapevo nulla”.

 “No è stato Tremonti” risponde la donna.

“Tremonti, Tramonti ma mi stai prendendo in giro”.

Armando prende il giornale legge la notizia sulla finanziaria: hanno cancellato i comuni al disotto dei mille abitanti. È tutto vero. C’è sta’ ‘o sole ma è trasute vierno: che fridde dinte a stu’ core.

Marittiello, un bullo di Casandrino, si avvicina a Michele, un ragazzo esile, con gli occhiali, con l’aria da intellettualino di periferia, un fisico minuto quasi rachitico: “Perché guardi il culo della mia ragazza, che de’ non hai mai visto un culo?”.

 Michele prova a difendersi posa il suo libro, Terroni di Pino Aprile  e ”ma… sto leggendo… ti stai sbagliando”.

“Me vuò pure piglià per culo” e parte un ceffone.

“Ma sono strabico guarda” prova a giustificarsi ed è a questo punto che partono calci e pugni, cazzottoni esagerati. Marittiello diventa una furia, una belva, si la belva di Ischitella. In lontananza una voce ingombrante “Chio, chiò fermate”.

A parlare è un omone grosso, non muscoloso, ma grosso, gruosse assaie. Due metri di uomo con uno sguardo da far cagare addosso. Si avvicina prende per il braccio Marittiello:

”Non era lui a guardare il culo della tua fidanzata, ti sbagliavi, ero io, prenditela con me”.

Nel dire queste parole l’omone si tocca la patta mettendo in mostra la sua arma naturale. Marittiello lascia Michele e con la lingua in culo va via.

Danza Kuduro continua ad animare il ferragosto. Assunta caccia la frittata di pasta che languorino!!!

Il Napoli ha vinto con il Mallorca gol di Zuniga. La spiaggia già sogna. E se avesse vinto con il Milan o con il Real Madrid cosa sarebbe accaduto? Dai Pedalò tuffi a cannolicchio e a cufaniello fanno da padrone mentre sulla spiaggia i gavettoni e danza Kuduro sono i più gettonati.

È ferragosto … e mi accorgo di amarti ogni giorno di più anche se mi ripeto questa amore non c’è, non c’è, non c’è …

Ida continua a leggere il suo Harmony e mangia un crakers, Michele si lecca le ferite, ha messo gli occhiali da sole: Nun se po’ mai sapè! Legge il suo libro: “Terroni” di Pino Aprile.

C’è chi va e c’è chi viene. La spiaggia si svuota, ma arriva un folto gruppo di ragazzi armati di tenda, barbe chiù e chitarra. Chissà quanti amori nasceranno questa sera, in questa calma e calda notte, in questa notte di ferragosto … no perché se ci fosse un amore così. Come quello che provo tu saresti con me con me …

In tv la Rai da un film di Morandi e Colazione da Tiffany, Rete 4 Separati in casa la trasposizione televisiva del bel libro del compianto Riccardo Pazzaglia, Sky cinema una rassegna su Gabriele Salvadores tre film: Mediterraneo, Sud e Puerto Escondito. Si aspetta il palio di Siena.

Nei terrazzi e nei giardini le fornacelle sono già pronte. Grandi e piccoli si preparano: il rito si ripete gavettoni a go go.

Chi me ‘nfonne pure a me. Sta’ capa me scoppia. Me voglie rinfrescà e penziere. E penziere miei!

In mutande sopra al letto con il balcone aperto aspettando un alito di vento.

Tengo cavere! Sto tutte appicciato. Voglio nu’ poche ‘e frische. Nun voglio ‘o climatizzatore, nun voglio ‘o viente do’ ventilatore. Voglio un fresco dentro!

L’anguria è già in frigo, le vongole dopo aver spurgato tutta la giornata, sono nell’olio caldo. A farle compagnia un aglio gigante e tanto peperoncino.

È ferragosto e non tira un alito di vento. È ferragosto ma me pare Natale pasticcerie e pescherie prese d’assalto: Pesce fresco, pesce surgelato, cozze, lupini, taratufe. Chissà quante epatiti ci saranno nei prossimi giorni.

Io tengo ‘a faccia gialla e nun so’ è cozze!

Le fumarole delle fornacelle riempiono il cielo napoletano. Litri di Falangina, Greco di tufo e limoncello innaffiano questa notte di un tranquillo ferragosto napoletano. Cornetti alla nutella e fuochi d’artificio scacciano il malocchio e chiudono la serata. Dalle radio danza Kuduro ancora impazza.

Domani è un altro giorno … speriamo non di merda.

Buon Ferragosto

Tonino Scala

Share this nice post:

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*