Carmela è una bambola

“Carmela è ‘na bambola, e fa ‘ammore cu me. Ma ‘a mamma è terribile, nun mm’ ‘a vò’ fá vedé…” chi  si è imbattuto nel corso della sua esistenza terrena in questa bella canzone degli anni cinquanta, non può non vedere la commedia Carmela è una bambola. È arrivata l’estate, la stagione e con essa non solo il caldo, ma le commedie all’italiana in onda sulle emittenti locali e nazionali. Mi divertono, mi fanno trascorrere novanta minuti di relax. Quelle in bianco e nero poi: deliziose. Questa mattina nel solco della tradizione ho visto Carmela è una bambola, una bella commedia ambientata tra Amalfi e Sorrento con Nino Manfredi giovanissimo e una bella Marisa Allasio. Chi segue i miei scritti sa che Marisa, la bella Marisa,  è su di un piedistallo nel mio Pantheon delle belle donne del cinema. È stata Lei a farmi soffermare su un film che non vedevo da tempo. Realizzato nel 1958 con la regia di Gianni Puccini su un soggetto di Alessandro Continenza,Bruno Baratti, Marcello Coscia. Il film è tratto dalla canzone napoletana ‘A sunnambula, composta nel 1957 da Gigi Pisano ed Eduardo Alfieri, nel film Sergio Bruni interpreta la canzone nella colonna sonora. A interpretare per la prima volta ‘A sonnambula fu Aurelio Fierro nella Piedigrotta del ’57. Una commedia ricca di garbo e ironia con Manfredi e Allasio che si divertono e fanno divertire. Carmela è la figlia di un ex-guappo napoletano diventato per così dire un imprenditore nel camo dei trasporti. Ha un autobus nuovo di zecca don Di Capua, questo il nome del papà di Carmela alias Marisa Allasio. Don Di Capua ha un concorrente, un bel giovane Totò anch’egli proprietario di un vecchio pullman. Carmela non è la classica donna di provincia è una laureata in legge, destinata dal padre a sposare un aristocratico. Bella Carmela, molto bella, ma con un grande problema: è soggetta a una strana forma di sonnambulismo. Nel paese tutti pensano che la notte ci sia un fantasma che si aggira per i tetti, come sempre accade a Napoli quest’evento straordinario si trasforma in lunghe processioni al banco lotto. Ma i numeri non escono perché è Carmela, la bellissima Carmela il fantasma che di notte si reca nella stanza di Totò, un giovane che le è del tutto indifferente per di più anche avversario del suo genitore. Rivoltasi a un medico perché le chiarisca il motivo di questa imbarazzante anomalia, Carmela capisce che, in realtà, è proprio Totò l’uomo di cui è inconsciamente innamorata. Nella speranza di beccare quest’estate altre commedie spassose, quelle che preferisco della Allasio sono Poveri ma belli e Susanna tutta panna, non mi resta che augurarvi  una buona visione. A proposito: “Allora aggio truvato nu bellu ritrovato: Carmela fa ‘a sunnambula pe’ mme vení a truvá… E fa scema a mammá!E cu ‘a scusa ch’è na sunnambula, chesta bambola, nèh, che fa? Tutt’ ‘e ssere, pe’ copp’a ll’ásteco, vène a ll’ùnnece a passiggiá… ‘Ncopp’a ll’ásteco ce stóngh’io e lle dico: “Stó’ ccá pe’ te…” E ‘a sunnambula, ch’è na bambola… fa ‘a sunnambula ‘mbracci’a me!”

È inutile aspettare Carmela… fa ‘a sunnambula ‘mbracci’a me!

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