“Aspetta te stesso”

WALTER VELTRONI

“Aspetta te stesso”

Corti di Carta del “Corriere della Sera”

E’ un testo finito di stampare nel mese di maggio 2007 ma l’ho trovato nei giorni scorsi sugli scaffali dell’Edicola Longobardi di Piazza Enrico de Nicola a Napoli.

E’ una storia che ci porta nell’intimo mondo di estremo disagio e profonda sofferenza di un ragazzo (Giulio) intelligente, sensibile, riflessivo, silenzioso, fragile; un ragazzo che non ha trovato la forza di… aspettare se stesso.

Il libro è basato sul diario ritrovato dopo vari anni, dove sono annotati i pensieri dolorosi di un ragazzo di fronte alla difficoltà della vita; diario tenuto dalla madre che l’ha conservato e nascosto.

Nel consegnarlo al fratello maggiore (Giuseppe) piange, in un gesto che sembra quasi il passaggio del testimone della “memoria”… “Memoria” che, di questi tempi, è considerata come “vintage”, anzi “roba da vecchi”, inutile.

Giulio nel diario si racconta così: “Cosa posso dire di bello? I miei genitori si sono conosciuti attraverso un’agenzia matrimoniale, si sono separati, io ho vissuto in un centro di accoglienza, mia madre fa l’infermiera. Ah, dimenticavo. Sono mulatto.”… Come si vede parole chiare, precise, con una grande amarezza di fondo, mitigata dall’amicizia con un altro ragazzo peruviano come lui (Carlos).

Le 55 pagine del libro di Veltroni scorrono veloci ed intriganti, incuriosendo il lettore…

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1 Commento

  1. Veltroni dovrebbe solo scomparire con tutto il danno che ha provocato alla sinistra! Ora si ricicla come scrittore e ci sta pure chi lo legge e lo consiglia?! Non uno di sinistra credo!!!!!

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