A Sinistra il libro di Stefano Corradino e Giorgio Santelli

vitt 1di Emilio Vittozzi
Che cosa significa oggi dichiararsi di Sinistra?
Cosa significa sentirsi di Sinistra?
Quali Valori, quali principi ideali, quali battaglie accomunano partiti, associazioni, movimenti, cittadini che si identificano con questa parola?
Ha ancora senso una prospettiva di Sinistra nella contemporanea società?
E in che modo essere di Sinistra si differenzia dal passato?
Gramsci, Pertini, Nenni, Berlinguer, Cossutta, Ingrao, per esempio, cosa possono ancora dire in questo contesto?
Per rispondere a queste ed altre domande (che avrebbero avuto l’attenzione del grande Giorgio Gaber…), i due Autori hanno interpellato dieci personalità con storie, esperienze, provenienze e professioni diverse:  il valente giurista Stefano Rodotà, il battagliero sindacalista Maurizio Landini, la nota scrittrice Dacia Maraini, la delicata cantante Fiorella Mannoia, il noto attore di teatro Moni Ovadia, il sarcastico umorista Vauro, Pippo Civati, Nichi Vendola, Michele Giarrusso, Francesco Campanella.
Già questo variegato elenco di intervistati basterebbe ad attirare l’attenzione dell’ipotetico lettore.
Se per Rodotà “la Costituzione è la via maestra”, per Ovadia la cosa più importante è lo studio; se per Landini bisogna “agire alle origini delle diseguaglianze”, per Civati “bisogna parlare ai movimenti e ai cittadini”; se per Mannoia “la politica vive in un universo parallelo”, per Vendola bisogna “reinventare la trama di fraternità”.
Tutti gli intervistati si sono espressi chiaramente, rispondendo alle domande di Corradino e Santelli. Il libro non è assolutamente un compendio filosofico sul significato della Sinistra, né si propone di dare ricette o soluzioni precostituite. L’obiettivo degli Autori è invece quello di aprire una riflessione, a più voci, fra varie autorevoli personalità del mondo politico, sindacale, sociale e culturale che hanno una visione di Sinistra della società, nelle sue più diverse accezioni e sfumature.
Mi permetto di riportare qui parte del monologo che scrissi e declamai ad un’iniziativa intrapresa da Sinistra Ecologia Libertà.
Sono di Sinistra e voto SEL, senza se e senza ma!
Sono di Sinistra perché, nonostante un infarto mi abbia “declassato” lavorativamente, non posso non guardare indietro e vedere disoccupati, “sottoccupati”, “cassintegrati”, precari, “sfruttati”, “senzatetto”, “senza futuro”, “senza niente”, in condizioni economiche peggiori delle mie (che pure mi trovo 400/500 €  mensili in meno in ogni busta paga…):
Sono di Sinistra perché il mio impegno di Cattolico di ispirazione Salesiana è per una vera Società a dimensione d’Uomo, dove i giovani non siano considerati “rompiscatole”, gli anziani non siano paragonabili a “pesi inutili”, le Donne e i “diversi” degli oggetti per soddisfare desideri sessuali più o meno “nascosti”.
Sono di Sinistra perché la disperazione di un contadino dell’avellinese, la frustrazione di un operaio di Pomigliano d’Arco, lo sbigottimento di un malato al “Cardarelli”, la solitudine di un anziano di Torre del Greco sono (anche) mie.
Sono di Sinistra perché non so rispondere niente a mia madre, ottantaseienne, vedova, pensionata a 640 € mensili che mi domanda: “Emì, come faccio a campà con ‘sti soldi?”.
Sono di Sinistra perché non credo, come affermavano i centro-destrorsi di “Berlusca” che con la mafia si debba convivere: la mafia, la camorra, la ‘ndrangheta vanno combattute e sconfitte, senza se e senza ma.
Credo che il Partito Democratico di Matteo Renzi sia la sinistra del centro!
Vorrei chiudere questa recensione sull’ennesimo libro sulla Sinistra su un dichiarazione di Walter Weltroni  apparsa su “Il Corriere della Sera” mercoledì 27 gennaio 2016: alla domanda “Ma Renzi è di sinistra?” risponde così: “Renzi è segretario di un partito di centrosinistra. Sinistra non è una parolaccia. Il sentimento della sinistra esiste. Non parlo di quella conservatrice, ma di quella della legalità, del cambiamento sociale, dei valori. Non è un armamentario del passato; è l’anima del Pd. Della storia bisogna avere cura, altrimenti comincia una lenta diaspora, una perdita di consenso con conseguenze anche elettorali. Il Pd esprima un pensiero politico proprio, quello della cultura democratica; non diventi un pendolo che quando si sposta al centro perde voti a sinistra, e quando si sposta a sinistra perde al centro.”.-
“A SINISTRA!”
a cura di Stefano Corradino e Giorgio Santelli
Melampo Editore
€ 10,00
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