CATTOCOMUNISMO

di Emilio Vittozzi

La foto potrebbe essere stata scattata in una periferia del Nord o in un paesino del profondo Sud.

Ciò non ha assolutamente nessuna importanza. E’ una foto vera, reale. Un’immagine che, in un certo senso, racchiude due filosofie, la cattolica e la comunista. Una sorta di Peppone e don Camillo di “guareschiana memoria”.

Don Camillo è un personaggio letterario creato dallo scrittore Giovannino Guareschi, opposto al “nemico” Peppone, Sindaco Comunista.

Nelle elaborazioni cinematografiche don Camillo, interpretato da Fernandel, è Parroco di Brescello; Peppone, Gino Cervi, è l’amico-nemico.

In pratica, il diavolo e l’acqua santa…

Così potrebbe chiamarsi ‘sta foto.

Posted in Riflessioni | Leave a comment

Chiude una libreria non si aprirà un portone

 di Tonino Scala

Chiusa una libreria, non si aprirà un portone, ma si chiuderanno ancor più le porte della nostra mente collettiva. Mi rattrista la notizia e non solo per Tina, per i ragazzi che lavorano in quella struttura tra le più belle della Campania. Non sto esagerando, il complesso Stabia Hall è uno dei bauli culturali polivalenti privati più interessanti che la nostra regione ha al suo attivo. Dico non solo per i lavoratori perché non sono i soli a perdere qualcosa, perdiamo tutti, perdo io, perdi tu, perdiamo noi, perde la città. Già so la domanda dei tanti: e il comune? Conosco anche la risposta che ci staremo dando davanti allo specchio della nostra ipocrisia: La politica doveva fare qualcosa! La politica deve sempre fare qualcosa, ma noi? Bello lavarsi le mani è lo sport che più amiamo! Penso che il problema sia altro, che riguardi la mia città, ma il mio paese nel complesso. Leggiamo poco, leggiamo in pochi e sempre meno. Perché? Son tante le ragioni, ma non sto qui per mettermi sul piedistallo e pontificare, non amo fare questo esercizio retorico molto in voga. Provo a dare risposte innanzitutto a me stesso facendo un sano esercizio di autocritica. Son fatto così provo a guardare i miei limiti come individuo prima di lanciare frecce o sassi agli altri. Ricordo una versione di latino che Camilla, la mia prof del biennio del liceo, ci assegnò come compito in classe: le due bisacce. Il sunto di questa bella favola è questo: Giove ci impose due bisacce: ci mise dietro quella piena dei nostri difetti e davanti, sul petto, quella con i difetti degli altri. Perciò non possiamo scorgere i nostri difetti e, non appena gli altri sbagliano, siamo pronti a biasimarli. Inutile dire che non presi la sufficienza, ma questo c’entra poco con il ragionamento. L’unica cosa che migliora i nostri “difetti” è la lettura che nutre il pensiero e l’animo. Quando siamo davanti ad un libro, bello o brutto che sia, facciamo i conti non noi stessi. Noi i conti non li vogliamo fare, questo il problema a mio modesto e sommesso avviso. Non siamo più abituati a ragionare proprio perchè non leggiamo più. Nel 2016 nel nostro paese sono state circa trentatré milioni le persone con più di sei anni che non hanno letto nemmeno un libro in un anno. La lettura induce a un rigore di pensiero, di logica e ci dà un approccio razionale al mondo. Chiude una libreria perché non abbiamo più voglia di sognare, di osare la speranza, di cambiare prima noi stessi. Una libreria, così come un libro allungano la vita rendendola ricca e movimentata, abbiamo deciso in modo collettivo di renderla più breve e piatta. Un libro è un oggetto rivoluzionario, ma noi la vogliamo fare la rivoluzione?

Migliorando noi stessi, miglioreremo anche il nostro paese. Pensare che la colpa sia sempre del nostro vicino, del politico che però votiamo ci libera da responsabilità che sono anche nostre e ci fa navigare nella melma.

Buona giornata e buona traversata a tutti noi.

 

Posted in Libri, Riflessioni | Leave a comment

L’albero della buona idea

di Emilio Vittozzi

Valeria Verolino, quarantenne napoletana, durante la stesura di questo libro, ripeteva “Non sono una scrittrice ma sto scrivendo col cuore”…

Il desiderio irrefrenabile di scrivere per ricordare Attilio Romanò, suo collega al call center della Wind a Pozzuoli, ucciso il 24 gennaio 2005 nel suo negozio di telefonia Mediatel in Via Napoli a Capodimonte dalla camorra della zona, il clan Di Lauro.

Attilio, un ragazzo come tanti, impegnato su due fronti separati ma collegati: il call center e il suo negozio.

Era sposato da soli quattro mesi con Natalina, la sua fidanzata di sempre, conosciuta quando aveva sedici anni…

Attilio aveva la delicata abitudine di donare l’8 marzo rametti di mimosa alle sue colleghe; da quando è stato ucciso la signora Rita, l’amata mamma, ripete il suo gesto in quella data! Nel ricordo di Attilio, team leader della Wind, è stato piantato un albero di mimosa, tutto giallo, nel giardino del call center della Wind dove lavorava: si chiama “Albero della buona idea” perchè Attilio aveva sempre una buona idea e gli piaceva rispondere così ogni volta che poteva…

Attilio, una delle tante, troppe, Vittime innocenti della criminalità organizzata in Campania, non deve essere dimenticato: nè lui, nè tutte le altre…

Ecco il motivo di questo delicato libro di Valeria Verolino, che si legge con estrema facilità, lasciando al lettore un vago sapore di amarezza con una speranza: che la morte di Attilio, come quella di tutte le altre Vittime, non sia vana!

Posted in Recensioni | Leave a comment

LA CANTATA DEI PASTORI

di Emilio Vittozzi

Grande successo di critica e buona risposta del pubblico ha avuto “La cantata dei pastori” – Concerto di Natale / Special Tourist (Free entry), svoltasi nell’accogliente “Domus Ars”, il Centro di Cultura di Via Santa Chiara a Napoli.
Curata dall’impareggiabile Carlo Faiello, ha visto la partecipazione di Mimmo Maglionico, Fiorenza Calogero, Maria Teresa Iannone e Pietro Quirino, musicalmente supportati dal Quartetto Santa Chiara Orchestra.

In questa versione, quasi esclusivamente basata sulle musiche di Carlo Faiello e di Roberto de Simone, brillano le esibizioni di Mimmo Maglionico, un virtuosista dei flauti, Fiorenza Calogero, soave voce, Maria Teresa Iannone, elegante declamatrice, e Pietro Quirino, autentico “padrone della scena” con la sua potente voce, la sua significativa gestualità, la sua coinvolgente verve, la sua enorme educata modestia: un’autentica sorpresa per chi, come chi scrive, non lo aveva mai ascoltato!
Un consiglio per chi legge: se Vi imbattete in un cd di Mimmo Maglionico, di Fiorenza Calogero o di Pietro Quirino, non abbiate timore; acquistatelo senza ombra di tentennamento, perché ne vale veramente la pena…
Parola di Emilio Vittozzi

Posted in Recensioni | Leave a comment

CENTO PAROLE…

 

Con la generosità che lo contraddistingue in famiglia, mio cognato Lello mi regala un libro acquistato alla “Libreria Iocisto”, sita in Via Domenico Cimarosa n°20 a Napoli: si tratta de “Il libro dei libri in cento parole” di Autori vari – l’Erudita edizioni.

E’ il quarto libro di tal genere a cura di Vincenza Alfano, insegnante di Letteratura: di cosa tratta questo? Cento autori raccontano i loro irrinunciabili libri, amati al punto da “presentarli” in cento parole. Ognuno con il suo stile, hanno scavato nei propri ricordi, scolastici e no, focalizzandoli in un libro che è rimasto nel loro cuore, lasciando un indelebile segno nella propria vita: le proprie emozioni, così, vengono “rispolverate” dal tempo trascorso dalla lettura e condivise con altre persone. E’ un invito, in fin dei conti, a leggere, a leggersi “dentro”, in un contesto generale di estrema frenesia in tutto: dalla lettura ai rapporti umani, dalla tavola a…

Leggendo l’elenco dei cento libri si scopre della vastità della scelta: ad esempio, c’è “Il deserto dei tartari”, “Và dove ti porta il cuore”, “Il giorno della civetta”, “L’insostenibile leggere dell’essere”, “Il cacciatore di aquiloni”, “Il senso del dolore”, “Il gabbiano Jonathan Livingston”, “Il ritratto di Dorian Gray”, “Il vecchio e il mare”, “Il diario di Anna Frank” (per citarne solo dieci).

Ma ci sono anche autori che hanno scelto lo stesso libro: “Un uomo”, “Il piccolo principe”, “Cent’anni di solitudine”.

“Sostiene Pereira”, addirittura, è stato scelto ben tre volte…

A mio modesto parere penso che quest’opera possa essere un buon regalo per Natale, da regalarsi o da regalare, proprio per il piacere di leggere, spegnendo la televisione di Mamma Rai o del Cavaliere “mascarato” con i programmi delle varie Caterina Balivo, Barbara d’Urso, Maria de Filippi o Cristina Parodi…

E’ un intelligente modo di rapportarsi con gli altri, anche se non si conoscono personalmente.

Ah, dimenticavo: il mio libro è “Quaquaraquà” di Tonino Scala (a pagina 105).

 

EMILIO VITTOZZI

 

Mostra testo citato

 

Posted in Recensioni | Leave a comment

Festa sui muri

 

 

 

VITTORIO PALIOTTI

“Festa sui muri”

Rogiosi Editore

€ 14,00

 

Vittorio Paliotti è un giornalista, scrittore e commediografo, le cui opere sono state tradotte anche in francese, inglese, tedesco, polacco e greco.

Attualmente scrive per “il Mattino” di Napoli.

Questo romanzo di 207 pagine mi ha letteralmente “stregato”, “prendendomi” dalla prima all’ultima pagina!

E’ ambientato nella Napoli degli anni ’50, un mondo che non c’è più: tutto ruota attorno alla vita di Giovanni Pasca, di sua moglie Lucia, dei suoi figli Emilio, Alda e Marisa.

Il protagonista, uomo non più giovane, pensionato, all’insaputa dei suoi, si candida alle elezioni amministrative, suscitando le scettiche rimostranze dei familiari, figlio in primis.

La prima volta, in tanti anni di matrimonio, che Giovanni prendeva un’iniziativa senza avvertire la moglie precedentemente.

Non che fosse molto loquace, anzi; ma a sera, prima di spegnere la luce dell’abajour, i coniugi riepilogavano, in un sussurrio, gli avvenimenti della giornata trascorsa…

Lei era una donna autoritaria, mai una parola che sapesse di smanceria, mai un gesto di dolcezza, solo sguardi intensissimi (e stava là il suo fascino).

E’ un’elezione che interessa la falce e martello, il sole nascente, lo scudo crociato, la bandierina, la fiamma, la stella e corona, la foglia d’edera.

E’ lo scontro fra chi crede nel Partito e chi, invece, cerca di salire sul carro del vincitore.

All’Università si scontrano gli studenti dell’Intesa, della Fuci, di Nuova Golardia, di Rivolta Ideale.

Sono i tempi in cui è in auge il “delitto d’onore”, quello contemplato dal famoso articolo penale 587.

Sono i tempi post-Seconda Guerra Mondiale, definiti della “ricostruzione”.

Sono i tempi che, all’indomani delle elezioni, i quotidiani di tutti i partiti grideranno vittoria con vari artifici: “Arginato il comunismo” scriverà il giornale democristiano; “La DC perde voti” annuncerà quello comunista; “Il proletariato è in marcia” proclamerà l’organo socialista.

E’ la Napoli dei rioni popolari e delle zone borghesi, con le sue chiese e i suoi casini, la sua Umanità fatta di odori, sensazioni, sentimenti.

Alle elezioni Giovanni Pasca prende…

 

EMILIO VITTOZZI

 

 

 

 

Posted in Recensioni, Senza categoria | Leave a comment

Non la pizza in quanto tale ma l’arte,il lavoro che c’é dietro, Patrimoniodell’umanità

Di Tonino Scala

 

Cento Paesi e oltre due milioni di firme hanno accompagnato la decisione di riconoscere da parte dell’UNESCO “L’ arte del pizzaiuolo napoletano patrimonio culturale dell’Umanità ». La motivazione ufficiale riconosce la fase e modalità di preparazione della pizza come un originale know-how di competenze gastronomiche, artistiche, culturali , di socialità e tecnica lavorativa che si trasforma in una indiscutibile ricchezza da preservare e valorizzare. Per molti giovani praticanti, diventare Pizzaiuolo rappresenta anche un modo per evitare la marginalità sociale. Insomma nella pizza non c’è solo la riconosciuta bontà ma una storia, una cultura e un territorio che si fondono in un unico e irripetibile sapore: quello della napoletanità.

 

Bene ha fatto, quindi, la Commissione Internazionale preposta al prestigioso riconoscimento a consacrare la cultura di una eccellenza storica italiana e non il mero prodotto commercializzato .

Ma tra le righe della motivazione occorre sapere leggere anche un altro significato, oserei dire più profondo, che riguarda non solo la tecnica produttiva e la sua relazione ambientale ma il lavoro che, riconosciuto come arte, diventa, nella sua stessa proiezione di costume relazionale, un valore, un patrimonio da tutelare.

Senza il riconoscimento della centralità del mestiere non vi sarebbe il resto . Quindi, per la prima volta nella meritoria storia decennale dell’UNESCO non è solo un monumento, una città, una cultura , un’opera dell’ingegno creativo a essere riconosciuto ma il lavoro in sé che diventa patrimonio immateriale universale.

Una gran bella cosa perché in un mondo che più che la democrazia e i diritti ha globalizzato le speculazioni, gli sfruttamenti e le guerre, e dove il lavoro sta perdendo sempre più la sua funzione sociale e di dignità per milioni di uomini e donne, il riconoscimento universale del mestiere del pizzaiolo riscatta il valore del capitale umano e ripropone con forza il dovere di tutelarlo .

Da Napoli non parte solo un messaggio evocativo pieno di meritato orgoglio ma anche un incoraggiamento per continuare a sperare in un mondo più libero ed uguale.

 

Napoli, 07/12/2017

 

Posted in Lavoro, Riflessioni | Leave a comment

…E’ BELLO ‘O MAGNA’!

Di Emilio Vittozzi

 

Era una frase cara al grande Mario Merola, autentico “Re della Sceneggiata Napoletana”.

Molto attuale per le prossime feste natalizie che per molti è sinonimo di grandi abbuffate a tavola con parenti ed amici.

Sopravvivere a questi momenti senza accumulare qualche chilo di troppo è autentica utopia!

All’orizzonte ci sono gli appuntamenti gastronomici della vigilia di Natale, di Natale, della vigilia di Capodanno, di Capodanno e dell’Epifania (che tutte le feste si porta via!)…

Non far mai mancare sulla tavola acqua, evitando, al massimo, le bevande gassate, zuccherate e i superalcolici: uno-due bicchieri di vino a pasto è concesso (caso mai il Lambrusco tanto caro a Ligabue e a Francesco Guccini o la Falanghina dei Campi Flegrei).

Evitare, al massimo, gli insaccati grassi preferendo, invece, verdure grigliate, funghi, salmone, insalate di mare, alici marinate.

Limitare il consumo di pane, evitando la classica “scarpetta” (è ‘na parola…).

Benefico il consumo di orate, dentici, spigole, pesci bandiera, pesci spada, sgombri così come quelli di legumi, soprattutto le lenticchie che la tradizione vuole foriere di denaro (che, nonostante i grossi ingoi in famiglia, non si è mai visto a casa mia!).

Portare in tavola a fine pasto frutta fresca a volontà (agrumi, ananas, kiwi, mele e pere).

Ma, soprattutto, è necessario sedersi a tavola con lo spirito giusto, che non è quello di mangiare tutto e di più, ma di condividere il pasto con allegria, serenità, gioia, pensando, perchè no?, a chi ha molto meno di noi…

Ecco perchè piccoli-grandi gesti di Solidarietà sono sempre importanti.

 

EMILIO VITTOZZI

 

Posted in Senza categoria | Leave a comment

L’Anisello Nunù, la dislessia spiegata ai bambini, una lezione per noi adulti.

di Tonino Scala

Quattro bambini su cento soffrono di dislessia, un disturbo dell’apprendimento che si presenta nei primi anni di scuola. Un disturbo che crea al bambino non poche difficoltà quando legge, quando fa i calcoli e quando scrive. C’è soluzione? Sì, i metodi sono tanti, ma non sono un esperto e non vorrei dilungarmi su vicende non essendo persona competente. Son certo però che in questo come in altri disturbi l’importante sia l’approccio con il bambino. Carmine Spera, un valente autore stabiese, ha provato con grande intelligenza e lungimiranza ad affrontare il tema e l’ha fatto con una canzone per bambini. Il testo in questione è “L’Anisello Nunù”, canzone in concorso al sessantesimo Zecchino d’oro. Un testo simpatico, scorrevole, divertente, efficace che prova a dare un approccio alla questione con la pazienza dovuta ai bambini, con parole semplici e senza preconcetti. Vorrei partire dall’ultima vicenda, il preconcetto. Già so cosa in tanti staranno pensando: perché proprio l’asino? Non poteva scegliere altro animale? Carmine nel solco della tradizione che va da Fedro, passando per Esopo, giungendo ai Fratelli Grimm, fino ad arrivare al famoso e amato Ciuchino di Shrek, una fiaba del 1990 di William Steig, ha utilizzato l’animale più amico dell’uomo e del bambino l’asino che ha accompagnato l’uomo per 2000 anni prima che il cavallo fosse addomesticato. Per gli adulti, che hanno preconcetti, l’asino è una figura sciocca, bislacca, senza senso; nelle fiabe, nel mondo dei bambini, non è così anzi di solito è furbo. Basti pensare che Apuelio ne ”L’asino d’oro” racconta la storia di Lucio e della sua trasformazione in asino. Lucio asino, nell’attesa di riassumere le sembianze umane, vivrà mille peripezie, mantenendo però ragionevolezza, logica, giudizio. Per non parlare poi della morale: l’aspetto non conta, non è detto che il culto dell’immagine renda felici.

“Tutti i grandi sono stati bambini…ma pochi di essi se ne ricordano”. Ci rammenta “Il Piccolo principe” e Carmine per nostra fortuna ha un gran ricordo della sua infanzia, per questo riesce con semplicità a raccontare ai bambini come sia semplice approcciarsi anche a un disturbo. Con grande delicatezza, l’autore napoletano riesce a fare centro parlando di un asinello speciale che capovolge le parole, le inverte, talvolta le confonde, ma non è un “somaro” è un essere speciale siamo noi a non conoscerlo.

Il bambino con la dislessia ha bisogno di una guida in grado di comprenderlo, di aiutarlo nel suo percorso di vita, ma ha bisogno di star bene nel luogo dove trascorre più tempo, la scuola, gli spazi che frequenta con gli amici. Questa canzoncina lo aiuterà non poco, perché lo farà sentire speciale. Ognuno ha qualità differenti basta saperle trovare, Carmine c’è riuscito.

L’artifizio del raglio capovolto poi è geniale . L’anisello Nunù quando raglia non fa “iò iò” ma “oì oì” ed è proprio questo che resta impresso al punto da renderlo simpatico e speciale.

Un testo, un ritornello che resterà impresso nella mente dei bambini, spero anche in quella di noi adulti, anche se i dubbi e le perplessità restano.

Ultima cosa non riesco a pronunciare Anisello Nunù, per me è Asinello Nunù, ho un disturbo, e si sa: l’essenziale spesso, è invisibile agli occhi!

Posted in Recensioni, Riflessioni | Leave a comment

“Aspetta te stesso”

WALTER VELTRONI

“Aspetta te stesso”

Corti di Carta del “Corriere della Sera”

E’ un testo finito di stampare nel mese di maggio 2007 ma l’ho trovato nei giorni scorsi sugli scaffali dell’Edicola Longobardi di Piazza Enrico de Nicola a Napoli.

E’ una storia che ci porta nell’intimo mondo di estremo disagio e profonda sofferenza di un ragazzo (Giulio) intelligente, sensibile, riflessivo, silenzioso, fragile; un ragazzo che non ha trovato la forza di… aspettare se stesso.

Il libro è basato sul diario ritrovato dopo vari anni, dove sono annotati i pensieri dolorosi di un ragazzo di fronte alla difficoltà della vita; diario tenuto dalla madre che l’ha conservato e nascosto.

Nel consegnarlo al fratello maggiore (Giuseppe) piange, in un gesto che sembra quasi il passaggio del testimone della “memoria”… “Memoria” che, di questi tempi, è considerata come “vintage”, anzi “roba da vecchi”, inutile.

Giulio nel diario si racconta così: “Cosa posso dire di bello? I miei genitori si sono conosciuti attraverso un’agenzia matrimoniale, si sono separati, io ho vissuto in un centro di accoglienza, mia madre fa l’infermiera. Ah, dimenticavo. Sono mulatto.”… Come si vede parole chiare, precise, con una grande amarezza di fondo, mitigata dall’amicizia con un altro ragazzo peruviano come lui (Carlos).

Le 55 pagine del libro di Veltroni scorrono veloci ed intriganti, incuriosendo il lettore…

Posted in Libri, Recensioni | 1 Comment