Recensione di Pastorale Vesuviana – Il Gazzettino Vesuviano

Lunedì 18 novembre alle ore 18 presso la libreria Mondadori di Castellammare di Stabia, locata in via Santa Maria dell’Orto 35 e gestita da Giuseppe Carotenuto, è prevista la presentazione dell’ultimo romanzo di Tonino Scala dal titolo “Pastorale vesuviana”. Moderatore dell’incontro aperto al pubblico sarà il prof. Pierluigi Fiorenza, mentre le letture saranno curate da Giusy Somma. Personalità poliedrica il bravo Tonino, impegnato come…https://www.ilgazzettinovesuviano.com/2019/11/08/pastorale-vesuviana-lultimo-romanzo-del-politico-e-scrittore-stabiese-tonino-scala/

Posted in Libri, Recensioni | Tagged | Leave a comment

Pastorale vesuviana, la prima a Castellammare

Posted in Senza categoria | Leave a comment

LA NAPOLI VELATA

Da sabato 26 ottobre 2019 a martedì 7 gennaio 2020, sulla scalinata principale del Pio Monte della Misericordia in Via dei Tribunali a Napoli, è visitabile la mostra fotografica di Oreste Pipolo “La Napoli velata”, da un’idea di Giovanni Mangiacapra con la collaborazione di Miriam Pipolo.

Oreste Pipolo, nato a Napoli il 30 giugno 1949 ed ivi morto il 15 febbraio 2015, è stato un fotografo italiano attivissimo nella sua città natale.

E’ stato considerato uno dei fotografi che meglio ha ritratto il capoluogo partenopeo, la Napoli di Eduardo, di Totò, di Pino, di Massimo, di Nino, di Sophia, nonostante, fin dall’inizio della carriera, fosse specializzato in servizi matrimoniali, al punto che per i napoletani rimane il “Fotografo delle Spose”, per il suo inconfondibile stile.

Oreste Pipolo, morto a 65 anni dopo una breve malattia, fu omaggiato da Matteo Garrone che nel 1998 girò “Oreste Pipolo fotografo di matrimoni”, da cui Marco Bellocchio trasse il film “Il regista di matrimoni” con Sergio Castellitto.

Basterebbe queste poche e scarne notizie per definire Oreste Pipolo divenuto “personaggio nazional-popolare” anche grazie ad idee pubblicitarie singolari.

Sempre in giro con il suo adorato scooter, Pipolo era un fotografo talentuoso, inventore di un nuovo modo di raccontare il matrimonio, al punto da divenire un’istituzione a Napoli e nel circondario…

Questa mostra presenta persone e monumenti coperti da un velo trasparente, un modo per raccontare la sua città; quella di Eduardo e Totò, Pino e Massimo, Nino e Sophia.

Quel velo è una placenta: nutrimento, abbraccio, protezione per monumenti e persone.

Dopo i veli delle spose, quelli su cui nessuno penserebbe di mettere al centro di una festa…

Non perchè gratuita, ma proprio per la singolarità delle foto, che io invito a visitarla.

Posted in Senza categoria | Leave a comment

MORTI CHE PROFUMANO DI VITA…

Reduce dal concorso letterario “Giancarlo scriverebbe di – in ricordo di Giancarlo Siani”, indetto dagli “Studenti contro la camorra” e da “Radio Siani”, in stretta e proficua collaborazione con www.ilmattino.it (risultando, fra l’altro, fra i 5 vincitori!), mi sono recato al PAN (Palazzo delle Arti di Napoli) in Via dei Mille 60, ubicato nello storico Palazzo Carafa di Roccella.

Cosa c’è di tanto importante da condurmi lì?
E’ stata la voglia di ri-vedere la Citroen Mehari color verde di Giancarlo Siani, l’auto sulla quale fu ucciso il giovane giornalista de “il Mattino” il 23 settembre 1985!
Nella location dove è posizionata l’auto, è possibile vedere tante foto del giovane Giancarlo, immagini di un giovane come tanti, con la passione della penna.
E’ una “Sala della Memoria” dedicata a tutte le Vittime innocenti di camorra: in Campania ben 180!
E poi sono esposte anche le foto di 28 giornalisti ammazzati nel compimento del loro lavoro, come Giancarlo Siani…
Il tutto crea un’atmosfera di sdegno, rabbia, perché la camorra, come la mafia, è una montagna di merda!
I tanti volti di bambini, giovani ed anziani uccisi dalla delinquenza organizzata non possono che far nascere dentro ogni persona civile una sola domanda: “Perché?”, con una sola risposta: “La camorra è un cancro che va estirpato con tutte le radici!”.
Volti conosciuti ai più e volti anonimi, uniti dallo stesso destino: essere stati colpiti dalle armi della camorra.
Giancarlo Siani, Petru Birladeanu, Pasquale Miele e tanti, troppi ancora…

Posted in Legalità, Libri | Leave a comment

BUON COMPLEANNO, GIANCA’!

Una Festa di Compleanno per festeggiare i 60 anni di Giancarlo Siani…

Ma non è morto? Fisicamente si, ma rimane vivo, ben vivo, nel cuore dei familiari, degli “Studenti contro la camorra”, di “Radio Siani”!

Cosicchè una torta caprese, due bottiglie di spumante, dei palloncini colorati e… “Buon Compleanno, Giancà!”.

Questo è stato l’augurio di quanti si sono radunati dinnanzi la nuova sede de “il Mattino” al Centro Direzionale di Napoli, giovedì 19 settembre, proprio in occasione del 60° anniversario di nascita di una delle tante, troppe Vittime innocenti di camorra.

Si, una festa perchè come riportato dagli Organizzatori, “Non muore mai chi si batte per la Verità”!

E Giancarlo è caduto proprio per la Verità, la Legalità, la Giustizia!!

L’ingresso del quotidiano napoletano, per una volta, è stato molto più colorato del solito, visto che l’intera zona del Centro Direzionale, a dir poco, è di uno squallore unico, di una sporcizia non da terza città italiana…

Gli “Studenti contro la camorra”, in stretta e proficua collaborazione con “Radio Siani”, avevano lanciato il concorso “Giancarlo scriverebbe di…”, a cui hanno aderito 18 persone, di diversa età, sesso, estrazione sociale.

Oggi, dunque, Giancarlo avrebbe 60 anni: forse avrebbe qualche filo d’argento sulle tempie ma avrebbe lo stesso sorriso cancellato dalla raffica di camorra.

60 anni: l’età dei bilanci…

Ci si avvicina alla terza età, il fisico mostra gli inevitabili segni del tempo inesorabile, si comincia ad intravedere il traguardo della propria attività lavorativa: insomma, è una tappa veramente fondamentale nella vita di un uomo.

Che scriverebbe di questa tormentata città, di questo mondo “inbastardito”?

Lui, più di vent’anni prima di “Gomorra” di Roberto Saviano, raccontò la malavita organizzata, non in un libro, ma su “il Mattino”, che, in quel periodo, aveva un “sapore” di vero giornalismo!

Per questo fu ammazzato la sera del 23 settembre 1985…

Per tale motivo anch’io ho partecipato alla Festa di Compleanno di Giancarlo Siani: mi sono immaginato come avrebbe scritto della tragedia di Petru Birladeanu, ucciso da una stesa camorristica il 26 maggio 2009, nella stazione della Cumana di Montesanto, dove io lavoro da un quinquiennio circa.

Anch’io ho mangiato la caprese, anch’io ho bevuto lo spumante, anch’io ho urlato “Buon Compleanno, Giancà!”, con la mia divisa di Autoferrotranviere dell’EAV.

Ed anch’io plaudo all’iniziativa degli “Studenti contro la camorra” e “Radio Siani”: giovani validi, preparati, in lotta per la costruzione di un mondo migliore.

Come agognava Giancarlo Siani…

EMILIO VITTOZZI

Posted in Legalità | Leave a comment

Cronache psichedeliche racconti di rottura

di Tonino Scala

Un’analisi profonda, intensa, intima, oserei dire romantica e a tratti poetica del mondo contemporaneo fatto attraverso tre racconti che compongono un libro che v’invito a leggere così come ho fatto io in questi giorni. Sto parlando di Cronache Psichedeliche racconti di rottura edito dalla casa editrice A&M scritto da Ripley Free, ovvero Anna Di Vito, una scrittrice giornalista di origini nocerine, una delle tante emigrazioni intellettuali che tanto nuocciono alla nostra amara terra. Un libro pesante nella sua leggerezza narrativa. Trattasi di racconti (INarcisi, L’adattato, Una lucida dimenticanza) che possono sembrare dei comuni episodi di cronaca legati a pedofilia, femminicidi, al ruolo dei bambini e delle donne nella società contemporanea, che capovolgono la narrazione comune e fanno male, credo non solo agli animi sensibili. In realtà sono qualcosa di più, molto di più. Un linguaggio semplice, profondo e incisivo che rientra nel solco della letteratura gotica-psico-noir, ma con un piglio più minuzioso e il taglio giornalistico, non voyeuristico, cosa rara e interessante, come spesso accade per la cronaca. L’autrice non guarda dal buco della serratura, ma fa inchiesta, analisi ed entra nella psiche di un mondo che ha paura di analizzarsi. Sempre presente in tutti e tre i racconti “lunghi” la condizione della donna, raccontata senza retorica e senza luoghi comuni. Ripley Free scava con la sua penna nelle viscere di un universo di invisibili che, mi permetto di dire, non sono solo le vittime. Non trattasi di femminismo tout court, né solo di un Urlo di Munch in formato romanzo, ma di un’attenta analisi che invita ad una riflessione seria che prima o poi ognuno di noi dovrà fare. Cronache psichedeliche è un libro che fa male, proprio per questo lo consiglio.

Posted in Libri | Tagged , , | Leave a comment

L’isola del tesoro

di Tonino Scala

Questa volta Gaetano Amato, il mio amico Gaetano si è superato con il suo atto d’amore nei confronti di una città che è più di una città: Napoli. Ho appena finito di leggere L’isola del tesoro edito dalla casa editrice Cento Autori, l’ultima in ordine temporale indagine di Gennaro Di Pala un investigatore privato squattrinato, amante della vita, della cucina, delle donne, delle missioni impossibili, uomo d’amore che oltre ad avere, come tutti i napoletani, una comicità innata è un concentrato di variegata umanità che riempie l’animo. Come dicevo Gaetano si è superato al punto che mi verrebbe voglia di spoilerare tutto per quant’è bella la trama, gli intrecci, i risvolti e il tesoro che c’è, si vede ed è immenso, ma non posso. Non per una regola non scritta quando si tratta di gialli, ma per farvi gustare ogni si gola pagina, ogni affresco, ogni ricerca di questa finzione nella finzione, fiction nella fiction che vi terrà incollati pagina dopo pagina. Mo’ son curioso di capire come andrà a finire. No, non ha un finale aperto, l’indagine, le indagini si concludono, ma come andrà a finire quel sentimento nuovo che è nato così, per caso. Grazie Gaetà. Mo’ scendo mi hai fatto fare tardi, mannaggia ‘a capa toie!

Posted in Libri | Tagged , , | Leave a comment

Storia di molti delitti e di poche pene dove i numeri non tornano

di Tonino Scala

L’ignoranza dei numeri  di Francesco Paolo Oreste

Gli uomini d’amore mi son sempre piaciuti e Romeo Giulietti è un uomo d’amore. Un uomo che nonostante il suo ruolo, ispettore in un commissariato di periferia centro di mondo che non importa a nessuno, se non per qualche giornalista della cronaca giudiziaria, è rimasto uomo. Un uomo che soffre per amore. Amore non solo inteso nel senso classico per una donna, ma per i libri che identifica con una donna, libri ai quali stare vicini quando si ha voglia di soffrire, lontano quando… è meglio così. Uomo d’amore perché soffre per la sua terra che considera come la sua donna, la sua mamma, che non giudica: in amore non si giudica mai, altrimenti non è amore. Romeo Giulietti ha un’anima fatta come un grande lago ricoperto di barchette a vela colorate, una sorta di caveau dal quale entrare e uscire grazie alla poesia e alle canzoni. L’Ispettore, sto per dire una cosa ovvia, è un uomo di Stato che quando lo Stato, durante le manifestazioni contro la discarica a pochi passi dalle abitazioni, sbaglia, si scusa. E lo fa attraverso una lettera pubblica, indirizzata ad una ragazza che ha avuto un pugno da qualche collega o poco esperto o con un animo diverso dal suo. Giulietti si scusa con una, per scusarsi con tutti. Romeo non è il solito ispettore sicuro di sé, è un essere umano in tutta la sua accezione. Vede i mostri che gli appaiono sotto nelle vesti di Alfonso Gatto, ha le sue paure, mostra le sue fragilità soprattutto amorose legate a quella Rebecca che non gli fa chiudere gli occhi. Sogni che però aiutano, ma non vi dirò il perché, un po’ di cazzimma fa sempre bene… mica posso dirvi tutto?

Ma chi è Romeo Giulietti? Perché sto parlando di lui? Semplice, è il protagonista del bel romanzo del mio amico Francesco Paolo Oreste edito dalla Casa editrice Baldini+Castoldi dal titolo enigmatico, ma basta leggere per prime pagine per comprendere che di enigma non si tratta: L’ignoranza dei numeri. Storia di molti delitti e di poche pene. Non ho scritto che un giallo, perché sarebbe riduttivo includerlo in un solo genere letterario, l’ignoranza dei numeri è più cose. Vero il morto c’è, e c’è anche la soluzione, il colpevole, ma il giallo più grande, il delitto irrisolto è quello di una terra morta dentro e fuori nell’indifferenza dilagante in una ingiustizia disarmante. Questo uno dei tormenti che accompagna non solo l’ispettore Giulietti, ma tutto gli uomini e le donne di buon senso che questa terra la considerano una pertinenza del proprio animo e che, come lui, han deciso da che parte stare. Un plauso all’autore che con una scrittura asciutta, e nello stesso tempo pesante, riesce a farci assaporare un mondo senza giudicarlo. Quella di Francesco Paolo Oreste non è una radiografia dell’esistente fatta attraverso microstorie che fanno la storia, ma una risonanza con mezzo di contrasto in grado di vedere in modo dettagliato un mondo che dovrebbe essere il fulcro dal quale far ripartire un Paese che arranca.

I numeri sono una scienza esatta, ma quando dietro quei numeri ci sono volti, c’è sangue, ci sono uomini, donne e soprattutto bambini, diventano ignoranti. Un plauso a Francesco, alla sua passione, alla sua bella penna, al aver voluto dare dignità a una figura piccola per il mondo criminale e per lo Stato, il giovane Totore ‘o Scarrafone vittima di sé stesso e di una società che lo ha relegato ai margini. L’aver puntato i riflettori su un microcosmo fatto di piccoli uomini che han bisogno di avere una dignità non solo letteraria è una scelta che mi riempie di gioia in una tristezza cosmica che mi assale, è scelta onesta in questa storia disonesta che è la vita. Grazie Francesco, ti voglio bene! Romeo Giulietti come tanti di noi è innamorato di questa terra, ne è geloso, pazzo, e non riesce a capire. Perché anche chi ama, talvolta vorrebbe capire e comprendere. Tutto questo in un mondo dove la legge è uguale per tutti, ma la giustizia non esiste. Non ti pigliare collera Francesco se voglio bene pure a lui, al suo animo nobile e tormentato come il mio, confusi, entrambi, tra il volere e il dovere.

Posted in Libri, Storie di periferia | Tagged , , | Leave a comment

di EMILIO VITTOZZI

Se ci fossero state un pò di parolacce e bestemmie varie sarebbe stato un libro “alla Peppe Lanzetta”…

Invece è la storia, vera e cruda, di un Uomo nato a Nord di Napoli, precisamente a Scampia.

Un luogo, una volta, tristemente famoso in tutt’Italia per l’enorme diffusione di droga di ogni genere; da un pò di tempo, luogo di rinascita.

Proprio come quella di Marco, attuale Capotreno dell’EAV, che firma 161 pagine che colpiscono il lettore: le parti sono tre – 1) inciampare (1980-1996), 2) affondare (1996-2002), 3) risorgere (2003-2015).

Come ben si evince dai titoli dei capitoli, Marco non si “nasconde”: chiama i suoi periodi di vita con parole chiare, definite.

Così come racconta la sua vita, paragonabile ad una corsa di “montagne russe”, tanto famose all’Edenlandia.

Ma Marco ha punti fissi nella vita: il padre, la moglie, i figli, un prete, gli amici (quelli veri, però…)!

Ora Marco è un Uomo “nuovo”, in forza presso l’EAV come Capotreno, allenatore alla Scuola Calcio ARCI Scampia: è un Uomo soddisfatto e felice, con una bella famiglia, un lavoro gratificante, un futuro meno incerto di tanti anni fa…

Le tante “mazzate” ricevute nella sua vita lo hanno reso cosciente e forte al punto da scrivere la sua storia con l’unico intento di “aiutare” chi è ora nelle sue condizioni di una volta.

Lodevole intento che va sottolineato a chiare lettere, con un evidenziatore fluorescente.

Il libro si legge con attenzione, nonostante la sua “durezza”, facendo pensare che anche a Scampia, come a Nazareth, può nascere qualcosa di buono, di bello, di significativo.

A Scampia dove vive ed opera Rosario Esposito La Rossa di “Scugnizzeria” ed Antonella Leardi della “Associazione Ciro Vive”.

Probabilmente nel prossimo settembre “presenterò” questo libro al CRAL della Circumvesuviana del Presidente Gianfranco Lombardo: vorrei che partecipasse anche un altro scrittore che a me piace tantissimo, Tonino Scala…

MARCO PIRONE

“OCCHI LUCIDI – NASCERE A SCAMPIA”

SPRING EDIZIONI

€ 14,00

Posted in Libri | Leave a comment

LA FISARMONICA DI PETRU TORNA A SUONARE!

“Cinque anni fa ci siamo assunti l’impegno di ricordare Petru Birladeanu quotidianamente, riscattandolo così da quella indifferenza che, invece, aveva accompagnato i suoi ultimi attimi di vita” ha affermato la dinamica Maria Teresa Nicastro, Dottoressa in Legge, Referente del Presidio Vomero-Arenella di Libera, l’associazione fondata da don Luigi Ciotti.

Ora la stazione di Napoli Montesanto dell’ex Cumana è intitolata allo sfortunato musicista rumeno, come ricorda la targa affissa all’entrata; ogni anno l’attivo Presidio di Libera ricorda Petru con una manifestazione semplice, significativa, popolare, dopo la raccolta di firme, andata a buon fine anche grazie alla sensibilità del Presidente dell’EAV, Umberto de Gregorio, in accordo con l’Assessorato all’Istruzione, Politiche Sociali e Sport della Regione Campania.

Come si racconta una morte? E una morte tragica? E una morte “per sbaglio”? E una morte di cui si vuol perdere la memoria?

Sono trascorsi, oramai, ben dieci anni da quel “maledetto” 26 maggio 2009…

Petru Birladeanu è un trentatreenne di nazionalità romena che suona l’organetto-fisarmonica nella stazione di Montesanto della Cumana (la fusione dell’EAV sarebbe avvenuta anni dopo); accanto a lui la moglie Mirela che raccoglie l’obolo dei passeggeri meno distratti e più generosi. Han lasciato la Romania dove lui era un calciatore, il centravanti del Poli Iasi, la Serie A Romena.

E’ martedì 26 maggio, quasi sera, fa già caldo. C’è ancora gente per strada. I bar vendono bibite più o meno fredde per fronteggiare l’arsura. C’è chi si affretta per prendere il treno della Cumana e chi per quello della Circumflegrea, chi la metropolitana e chi la funicolare. C’è chi entra o esce dalla accogliente Chiesa di Piazza Montesanto per una fugace visita alla Vergine: d’altronde è il suo mese…

Siamo nel centro di Napoli dove pullulano botteghe di ogni genere ed anche i ciottoli hanno una loro storia che gronda allegria e amarezza, frustrazioni e speranze.

Improvvisamente un commando di otto persone su quattro motociclette attraversa contromano via Pignasecca fino alla piazzetta della stazione. Sono sicari e sparano colpi a raffica in aria. E’ uno show, purtroppo già visto in altre zone della città, per il controllo del territorio.

Viene ferito alla spalla un ragazzo di quattordici anni e Petru, in due parti del colpo: alla gamba e al torace. Il fisarmonicista cerca riparo all’interno della stazione, insieme alla moglie. Dopo una prima caduta, rialzatosi, Petru ricade e lì rimane, vicino ai tornelli. La moglie invoca aiuto, la gente guarda, qualcuno fa fotografie… Rimane lì, muore dissanguato!

Era venuto in Italia per vivere in pace; l’ha trovata, solo che è quella Eterna…

Alla presenza del Presidente dell’EAV Umberto de Gregorio, dell’Assessore Comunale Alessandra Clemente, dell’Assessore Municipale Marcello Cadavero, del Referente di Libera-Campania Fabio Giuliani, di Francesco Clemente della Fondazione Silvia Ruotolo, del Presidente della Federconsumatori di Napoli Rosario Stornaiuolo, del Presidente della Fondazione Polis don Tonino Palmese, dell’Architetto Antonella Palmieri, si è svolta giovedì 18 luglio l’annunciata nuova collocazione, al primo piano, della stazione di Napoli Montesanto della fisarmonica di Petru, con la partecipazione di lavoratori dell’EAV, di militanti di Libera, di viaggiatori in attesa del treno.

Nel corso dell’iniziativa il cantautore Roberto Ormanni, accompagnato dal trombettista Enrico Valanzuolo, ha omaggiato Petru con una canzone a lui dedicata.

I lavoratori dell’EAV hanno esternato la loro partecipazione con uno scritto di Tonino Scala, declamato da Emilio Vittozzi, accompagnato dalla chitarra di Mariano Finizio. Entrambi esivivano un fregio multicolore sulla guancia sinistra assai significativo.

Da segnalare il Sindacato OR.S.A. ha donato un proprio “kit sociale” agli Operatori della Stampa & Addetti ai lavori, contenente, fra l’altro, anche una copia del libro “Quella sporca dozzina” di Tonino Scala ed Emilio Vittozzi e una spillina a forma di cuore rossa; l’Associazione “Gaetano Marzano & Friends”, infine, cappellini (tipo baseball) a tutti i presenti.

Tutto ciò per un momento di memoria collettiva e di impegno nella lotta contro le mafie: nonostante la non felicissima data prescelta (18 luglio) e l’orario (10), il primo piano della Stazione “Petru Birladeanu” era affollatissimo per l’occasione. Il sole picchiava, il caldo era asfissiante, ma tutti, sottolineo tutti, erano bel lieti di essere presenti ad ascoltare la storia di Petru, a parole e in musica.

Servizio Redazionale

Foto di Ferdinando Kaiser

Posted in Eventi, Legalità | Leave a comment