Tutte eguale songhe e criature, nisciune è figlio ‘e nisciune!

Una volta venivano chiamati scugnizzi, poi sciuscià, oggi muschilli. Sono loro, i figli di una terra adulta che non vuole diventare bambina. Di una terra, di un mondo che ha perso la speranza e si adegua per campare. Sì, perché da queste parti in molti casi non si sopravvive, si campa! Ammesso che questa vita, senza futuro, già segnata dall’odio e dalla cazzimma, che o riesce ad essere il tuo pane quotidiano o ti mette fuori gioco, possa essere contemplata nel verbo campare! Napoli città negata, capitale di un sud che anche a mezzogiorno non si è ancora svegliato. Napoli, amara terra mia, amare e belle…  Tutte eguale songhe ‘e criature canta Enzo Avitabile, ma a Napoli, nella periferia di un mondo periferico, ‘e criature sono meno uguali degli altri. Se per criature s’intendono quelle anime innocenti, candide. Questa innocenza purtroppo, in alcuni casi, devi perderla o non campi. Deve tenere gli occhi aperti e camminare già a dieci anni, con le spalle al muro… e non è una metafora. Se non si salvano i bambini, difficilmente il mondo sarà salvato da loro. Questo lo scriveva la scrittrice che amava Napoli, Elsa Morante, questo è l’assunto dal quale partire. Dico volutamente partire e non ripartire perché in questa terra non si è mai partiti sul serio. Solo false e farse partenze. Questa riflessione mi è stata indotta da due fatti di cronaca che mi hanno colpito particolarmente e non solo perché avvenuti di fatto a casa mia, a Torre annunziata e a Castellammare di Stabia, la mia città. Il primo la richiesta da parte dei commercianti di Torre Annunziata che hanno chiesto, dopo una sparatoria mortale, che venisse ripulito subito il sangue da terra: i bambini non devono vedere il sangue, non devono vedere ciò che tutti hanno visto. La seconda nella mia bella e difficile Castellammare dove una bambina di tredici anni è stata usata dai suoi stessi genitori come pusher.  I bambini non devono fare, non devono vedere certe cose, ma a Napoli, in questa periferia del mondo, i bambini non ci sono più. Forse non ci sono mai stati. In una società di tagli, ci hanno tagliato fuori. Bambini senza famiglie, pur avendone una all’anagrafe, senza regole, se non quelle della strada. Una terra dove le uniche cose che promuovono politiche servizi per l’infanzia, la prima forma di lotta alla diseguaglianza, sono il sole e la strada. Le uniche cose che rendono uguali i bambini in tutti i non luoghi! Tagli, assenza di coraggio, povertà, scuole arrepezzate con lo scotch che tentano di supplire ciò che non è più supplibile. Ai bambini bambini, ai bambini adulti è stata rubata l’infanzia, sono stati rubati i sogni. E un popolo che non sogna è destinato a morire.

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