Il cavallo di ritorno – La prima indagine del commissario Peppenella di Peppe Lanzetta in libreria il prossimo 24 settembre

il-cavallo-di-ritornoIl romanzo che avete fra le mani parla di sangue, di dannazione e d’amore. Non cercate i buoni e i cattivi, perché non li troverete. Troverete però un pulsare sordo e costante, quello del cuore nero della città moribonda e immortale. (Dalla prefazione di Maurizio de Giovanni)
Il cavallo di ritorno – La prima indagine del commissario Peppenella di Peppe Lanzetta uscirà in libreria il prossimo 24 settembre per i tipi delle Edizioni Cento Autori. Lanzetta è scrittore, attore di cinema e teatro ed uno di quegli intellettuali che non la mandano a dire, ma si espongono di persona. Un personaggio complesso che si muove a suo agio tra scrittura, recitazione e impegno sociale.
Il romanzo sembra un thriller all’americana, con tanto di caccia al serial killer, ma definire in tal modo Il cavallo di ritorno è molto riduttivo. In realtà il romanzo presenta molti spunti originali e inaspettati. Il fulcro della storia ruota intorno alla caccia di un omicida seriale che, come segno distintivo, lascia dodici coltellate sul corpo delle vittime. Chi è? Perché uccide? Le dodici coltellate hanno un significato preciso? Sono un messaggio? Il commissario comincia una serrata caccia all’assassino che s’intreccia con una serie di furti, ma anche drammi personali di vari personaggi che ruotano intorno alla vicenda principale.
Il ritmo del romanzo è travolgente, non lascia tregua al lettore che non riesce a staccarsi dalla pagina. Lanzetta racconta il microcosmo di alcuni personaggi che esprimono uno spettro di sentimenti che vanno dalla rabbia alla passione, dalla speranza alla delusione, dove i buoni e cattivi non sono facilmente riconoscibili e i loro valori si confondono in una Napoli dalle mille ombre oscure e dalle poche luci. Tragedia e farsa si alternano sul palcoscenico della vita che lo scrittore napoletano racconta con dovizia di particolari e poesia.
Il titolo spiega già l’anima stessa del romanzo ed il riferimento è ad un furto che non è un furto: ti rubano l’auto, di solito nuova e di grossa cilindrata, per chiederti un riscatto in danaro. Il malcapitato ha due opzioni: denunciare il furto oppure pagare il riscatto e ritornare in possesso dell’auto. Lo scrittore napoletano immagina che lo stesso meccanismo venga applicato prima ai morti e poi ai monumenti di Napoli. Così, un bel giorno, i napoletani che passano per la nota piazza Dante si accorgono che il Sommo poeta non è più al suo posto e al Comune di Napoli arriva una richiesta di riscatto. Al centro delle vicende del romanzo c’è il commissario Peppenella, napoletano, tifoso juventino, obeso e divoratore di kebab, accompagnato da almeno due bottiglie di birra.
La domanda è: sarà riuscito uno scrittore e drammaturgo atipico come Lanzetta a seguire le regole del giallo e del thriller, introducendo una notevole dose di originalità negli schemi narrativi?
La sfida per il lettore è quella di scoprirlo, afferrando la verità che tenterà di nascondersi nelle pieghe della trama.
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