Il paese degli imbecilli

Da pochi giorni, nella mia libreria di casa, oltre a “Taranto Zio Papà, Papà Zi-Zio” (Edizioni Cuzzolin – Ottobre 2008), c’è anche “Il paese degli imbecilli” (Edizioni il papavero – 2019), sempre di Corrado Taranto.

Chi è Corrado?

E’ il figlio di Carlo e nipote di Nino.

Attore, autore e regista, ha lavorato in teatro, al cinema e in tv al fianco di Massimo Troisi, Marcello Mastroianni, Giancarlo Giannini, Jack Lemmon, Anthony Quinn, Mariano Rigillo, Luigi de Filippo, Tato Russo, Lina Sastri, Angela Pagano, Mario Scaccia, Nunzio Gallo, Tecla Scarano, Dolores Palumbo, Luisa Conte, Sandra Milo, i fratelli Giuffrè, tanto per citare i più famosi.

Docente di laboratori e corsi teatrali in numerosi teatri campani e per due anni presso l’Università degli studi di Napoli “Federico II”.

Ora si presenta con un nuova fatica libraria, la cui copertina è curata dalla piccola Aurora Cotugno Taranto.

Non è un libro che fa ridere ma non è neanche un libro che fa piangere: è, invece, un libro che fa riflettere ed anche tanto…

Scritto sulla tazza del cesso dell’autogrill sulla Napoli-Roma alle 2,05 di una normalissima domenica di aprile, anno 2019, su otto rotoli di carta igienica doppio velo alla camomilla… Per cui gli otto capitoli sono denominati rotoli.

“Sensazioni”, “Tutto ebbe inizio”, “Paura di sapere”, “Un esempio di vita”, “La camorra fa share”, “Siamo tutti buoni e uguali”, “Il vuoto”, “Il paese degli imbecilli” sono basati su un leit-motiv: un popolo di imbecilli è più facilmente gestibile.

Su questa tesi si basa il libro di Taranto, che esterna sensazioni e sentimenti, sicurezze e dubbi, ricordi e prospettive, in piena libertà di espressione.

E’ un libro “provocazione”, un libro “denuncia”, che si fa leggere molto facilmente ma che invoglia alla riflessione al termine di ogni capitolo.

Pardon, al termine di ogni rotolo…

CORRADO TARANTO

“Il paese degli imbecilli”

€ 10,00

EMILIO VITTOZZI

Posted in Recensioni | Leave a comment

NO AL RAZZISMO!

Il mio è un invito a tutti, al di là e al di sopra di differenze di sesso, di età, di estrazione geografica…

D’altronde se mi leggete ora è perchè, come me, siete amici di Tonino Scala. O no?

Sabato 4 maggio prossimo, a Napoli, si svolgerà una “Marcia contro il razzismo”, un argomento divenuto centrale in quest’ultimo periodo, con esponenti di primo piano di questo governo che minimizzano il problema…

Si partirà da Piazza Mancini, ore 10.30, lato statua Giuseppe Garibaldi.

Credo che sarebbe una cosa assai bella, significativa, se a sfilare fossimo in tanti lettori di www.toninoscala.it.

Io ci sarò!

EMILIO VITTOZZI

Posted in Riflessioni | Leave a comment

FESTA DI LIBERAZIONE

di Emilio Vittozzi

Anche Napoli ha celebrato il 74° Anniversario della Liberazione ricordando tutte, tantissime!, le vittime del nazifascismo e le persone impegnate nella Resistenza.

La cerimonia ufficiale si è svolta al Mausoleo di Posillipo dove sono state deposte varie corone d’alloro; poi in Piazza Salvo d’Acquisto con la partecipazione delle massime cariche istituzionali come il Presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, e il Sindaco del Comune di Napoli, Luigi de Magistris.

Un’altra manifestazione, promossa dall’A.N.P.I. di Napoli, si è svolta al Maschio Angioino con la partecipazione del Partigiano Antonio Amoretti (91 anni!), delle EbbaneSiS e dei Foja.

Le parole del Presidente dell’A.N.P.I. e quelle del Sindaco hanno infiammato la gremita Sala dei Baroni, dove erano presenti uomini, donne e bambini, di diversa estrazione sociale, politica e sindacale.

Come dimenticare le famose “Quattro Giornate di Napoli”, più volte citate da “Gigino ‘o Sindaco”, tra il 27 e il 30 settembre del 1943, quando un gruppo di cittadini, uomini e donne, insorse e riuscì a liberare la città partenopea dall’occupazione delle forze della Wehrmacht?

L’avvenimento valse il conferimento della medaglia d’oro al valor militare alla città!

Tutto questo grazie al coraggio e all’eroismo dei suoi abitanti come Maddalena Cerasuolo ed Antonio Amoretti.

Napoli così fu la prima delle grandi città europee ad insorgere contro il nazifascismo!

Posted in Politica, Riflessioni | Leave a comment

Buon Compleanno, Isabella!

“Cosa c’è nella padella

mmm che profumino,

fai assaggiare un pezzettino?

ma che bontà, ma che bontà,

ma che cos’è questa robina qua,

ma che bontà, ma che bontà,

ma che gustino questa roba qua,

ma che bontà, ma che bontà,

ma che cos’è questa robina qua,

ma che bontà, ma che bontà,

ma che gustino questa roba qua”

cantava così, nel 1977, la “Divina” Mina nella canzone “Ma che bontà”.

E questo pezzo potrebbe essere il leit-motiv venerdì 19 aprile quando la “Pizzeria Isabella De Cham” compirà 1 anno…

In Via Arena alla Sanità n.27 sarà festa per la miglior pizzaiola dell’anno 2017, Isabella, e la sua equipe, tutta femminile (a parte il simpatico Kikkotto).

E’ proprio nel cuore della Sanità, il quartiere dell’indimenticabile Totò, “Principe della risata”, dove esiste lo stupendo Palazzo Spagnuolo, che operano Isabella (dinamicissima Titolare), Imma (autentica “Regina delle due sale”, Maestra del servizio), Francesca, Aurora, Debora, Susanna, Alessandra, Ilaria, Ludovica e il già citato Kikkotto, unico maschietto.

Superato il mercatino popolare del Borgo dei Vergini, attiguo alla nota “Pasticceria Poppella”, c’è un ambiente moderno ed elegante, in bianco e nero, dove la pizza è sottile, leggera, non unta, senza odore di olio: la “Pizzeria Isabella De Cham” ha 35 coperti ed offre ben 17 tipi di pizza fritta: tradizionali, classiche ed aperte.

Un servizio impeccabile, veloce ma non invadente con l’alter ego di Isabella al piano superiore, Imma, che coordina tutte le dinamicissime collaboratrici in sala, mentre la titolare è in cucina coadiuvata da altre attivissime ragazze.

Il menù è un vero e proprio attacco al peso corporeo, al diabete, ai transaminasi & affini: pizza completa, classica, marinara, diavola, Nonna Carmela, Mammina, Papino, Donna Isabella, Zio Paoletto, Zia Nuna, Fratemo, Nonno Peppe, Alessandrina, Immarella, Genovese, Deborina, Mavi…

La birra proposta è intitolata ad Isabella ed è bionda o rossa; i dolci finali sono un inno alla dolcezza!

Un avventore, al mio fianco, rivolgendosi alla compagna seduta a tavola con lui, termina il pranzo con un estasiato “…E mò posso pure murì!”, che è un’affermazione estremamente significativa.

Credo che sia un’affascinante location per festeggiare assunzioni e quiescenze, compleanni ed onomastici, diplomi e lauree, fidanzamenti e matrimoni, previo prenotazione allo 081-18639669; o più semplicemente per un pranzo e una cena fuori dall’ordinario, sinceramente “in”…

 

EMILIO VITTOZZI

Posted in Riflessioni | Leave a comment

La chiesa di Santa Luciella è stata riaperta

E’ STATA RIAPERTA…

Venerdì 5 aprile è stata riaperta la chiesa di Santa Luciella ai Librai, chiusa dopo il terremoto del 1980, situata in Vico Santa Luciella 5/6 a Napoli, proprio vicino al Museo delle torture.

Fu fondata da Bartolomeo Di Capua nel 1327 e divenne, successivamente, luogo di culto per la Corporazione dei Pipernieri, Frabbicatori e Tagliamonti che proprio a Santa Lucia affidavano la protezione della vista, messa a grave rischio dal proprio mestiere.

La chiesa dal 2016 è affidata all’Associazione Culturale “Respiriamo Arte”, fondata da 5 dinamici ed intelligenti giovani napoletani: avendo concluso la “messa in sicurezza” dell’immobile, l’associazione si impegnerà a trasformarlo in un sito museale, legato al MANN, attraverso eventi culturali e visite guidate (chi scrive ha ascoltato la pimpante Francesca, simpatica e preparatissima “Cicerone”!).

Nei sotterranei della chiesa è custodito il famoso “teschio con le orecchie”, autentica star dell’intera struttura, da cui i napoletani si recavano per rivolgergli le proprie preghiere, nella speranza che, ascoltandole, le portasse nell’aldilà: un vero e proprio messaggero tra il mondo dei vivi e dei morti.

Il ticket è di € 4,00 dopo la prenotazione a respiriamoarte@gmail.com o al 331/4209045 per il venerdì, sabato, domenica e festivi dalle 10,30 alle 18,00.

L’associazione cura anche l’apertura della Chiesa dei SS.Filippo e Giacomo in Via San Biagio dei Librai 118 (esiste un ticket unico per le due visite!).-

Posted in Recensioni | Leave a comment

’A sfugliatella

Chi non conosce il detto “Napule tre cose tene bbelle: ‘o mare, ‘o Vesuvio, ‘e sfugliatelle”? riportato, in bella vista, su tanta carta da involucro di pasticcerie?

E chi non ha mai sentito dire il più lusinghiero complimento ad una donna: “Signò, site bbella comm’a na sfugliatella”?

L’ultima fatica libraria di Renato Ribaud riporta questo ed altre curiosità dei dolci napoletani, dopo aver dato alla luce anche “’A tazzulella ‘e cafè” e “Cent’anni della pizza Margherita”, mentre è prossima l’uscita di “’A pizza”.

Ribaud, napoletano di Via Toledo, per “il Mattino” ha redatto, in oltre vent’anni, una rubrica quotidiana di eventi cittadini, firmando anche numerosi testi di satira di costume per il cabaret.

In quest’ultima sua opera Ribaud parla della nascita della sfogliatella, avvenuta nel Convento di Santa Rosa a Conca dei Marini (Salerno) nel 1600 circa ad opera di Suor Clotilde (delle Clarisse Alcantarine) in onore del Vescovo: così nacque la gustosa sfogliatella Santa Rosa…

Ribaud cita “Caflish”, “Pintauro”, “Cuori di sfogliatella – Ferrieri”, “Molinari”, “Carraturo”, “Bellavia”, “Attanasio”, “Leopoldo” e… “Scaturchio”.

Quest’ultima pasticceria è assai vicino al mio posto di lavoro, la Stazione di Montesanto “Petru Birladeanu” dell’ex Cumana, essendo in Via Portamedina 24 alla Pignasecca.

A pagina 53 c’è scritto “…Di queste ultime diventeranno i più stimati artefici, imponendosi con la loro bravura ad una vasta clientela. A tutt’oggi Armando, che appartiene alla quarta generazione dell’operosa famiglia Scaturchio, ne rinnova il prestigio mantenendo sempre alto il livello della propria pasticceria.”

Superando il dilemma sfogliatella riccia-sfogliatella frolla (che è un po’ simile a pizza al forno o pizza fritta /zeppola al forno o zeppola fritta), non svelando, neanche sotto tortura le mie preferenze (sic!), bisogna dire che superare lo scalino della “Antica Pasticceria Armando Scaturchio – dal 1903 – unica sede” e posizionarsi davanti alle vetrine colme di ogni genere di dolci è un vero e proprio colpo al diabete, al colesterolo, al peso del proprio corpo in generale…

Crostatine alla frutta, deliziose bianche o nere, bignè, pasticci all’amarena o al limone, cassatine, cannoli, zeppolone di frutta, tupella alla frutta, babà, pastiere ed altro ancora fra cui, ovviamente sfogliatelle ricce o frolle…

Stefania, Patrizia ed Annalisa attendono che il cliente scelga, Maurizio, Pino, Massimiliano e Maicol son pronti a porgerti un corroborante caffè, mentre la dinamica Marta sorveglia tutti dalla sua postazione “cassa”.

Il sarcastico Federico Salvatore in “’E sfugliatelle” così risponde al dilemma: “…latte, sèmmola e rricotta, ova, zucchero e ccandite… Riccia o frolla? Damme retta, tutt’’è ddoje so ssapurite!”.

Se Pintauro era stato indicato come il “Principe della sfogliatella”, io proporrei Armando Scaturchio quale “Artista del dolce”, in quanto abilissimo pasticciere vestito con mise coloratissime con tanto di cappello: chapeau, Armando!

Per l’Estate 2019 propongo una t-shirt al sorridente “Artista del dolce” recante la scritta “ Quant’è triste ‘a vita mia / si nun cè stà d’Armando ‘a pasticceria!”.-

 RENATO RIBAUD
“’A sfugliatella”
Adriano Gallina Editore
€ 10,00

EMILIO VITTOZZI

Posted in Recensioni | Leave a comment

CAMMAROTA SPRITZ – QUARTIERI SPAGNOLI

I “Quartieri Spagnoli” di Napoli sono una città nella… Città.

Il grande Raffaele Viviani ne parlò in varie occasioni, a cominciare da “Bammenella” (‘e coppe quartiere), portata al successo da Angela Luce, Mirna Doris, Fiorenza Calogero e cantata anche dalla Milanese Ornella Vanoni.

I “Quartieri Spagnoli”, per molti, sono sinonimo di “zona degradata ad alta presenza camorristica”, ma sono molto affascinanti da visitare, vicoli dove il sole a volte non entra, dove si respira una “umanità” variegata, di uomini, donne e bambini di ogni età, dove sui muri sono affissi immagini di San Gennaro e di Maradona, della Vergine Maria e di Pino Daniele, a testimonianza di una Napoletanità radicatissima.

Non bisogna mai lasciarsi fuorviare dai pregiudizi…

In Vico Lungo Teatro Nuovo c’è la famosissima “Nennella”, in Via Santa Maria delle Grazie a Toledo c’è “da Concetta”.

In questo caratteristico luogo a ridosso dalla centrale Via Toledo c’è “Cammarota Spritz” di Armando Cammarota in Vico Lungo Teatro Nuovo N.32 (si, a pochi metri da “Nennella”).

Il suo notissimo locale ha avuto una decisa trasformazione: da “vini ed olii” in un must dell’happy hour.

Le botti capovolte fungono da tavolini, situate all’interno e all’esterno di questo particolare punto di riferimento per molti…

Nella vineria vecchio stile, piccolo locale sempre sovraffollato (tanto che la gente si riversa all’esterno occupando completamente la strada antistante), Armando serve spritz, digestivi, vini e spumanti ad un pubblico molto variegato: turisti, studenti, abitanti del quartiere, spettatori del vicino “Teatro Nuovo”, avventori della rinomatissima “Trattoria Nennella” e della neonata “Trattoria da Concetta”.

Armando, infatti, con cordialità e allegria vi accoglierà nel suo regno per offrirvi un bicchiere di Fiano, di “Lacrima Christi”, di Falanghina o di Aglianico; non solo, potrete comprare bottiglie di vino e qui il vuoto è davvero a rendere, così come si “usava” una volta….

Vedrete che riportando la bottiglia vuota Armando vi farà una piccola attenzione!

Anche perché i prezzi sono ottimi, anche per vini di diverse zone al calice e per l’aperitivo che è accompagnato da tarallini e patatine.

Certo, ora dovrà sostituire i bicchieri di plastica, visto le ultime ordinanze comunali: ciò, però, non intaccherà nulla di Armando e del suo celebre “Spritz”.

A cui, nel lontano gennaio 2017, regalai una bandiera della Pace da installare sopra l’ingresso…

All’interno, il colore predominante è l’arancione.

Chi predilige l’arancione ha una grande vitalità, fiducia in se stesso, ottimismo e buonumore; ponderano le loro decisioni e denotano forza, onore e generosità.

Il colore arancione simboleggia la comprensione, la saggezza, l’equilibrio ed armonia interiore.

Ogni mossa di chi predilige l’arancione è gestita dalla ragione (Armando è così?).

Chi indossa indumenti di colore arancione ha un carattere gioioso, esprime buonumore e ottimismo.

Il colore arancione irradia calore e felicità, combinando l’energia fisica e la stimolazione del rosso con l’allegria del giallo.

Il colore arancione influenza fisicamente, stimola l’attività, stimola l’appetito, incoraggia la socializzazione (e ciò avviene da “Cammarota Spritz”…).-

EMILIO VITTOZZI

Posted in Recensioni, Riflessioni | Leave a comment

LA “CIRCOLAZIONE”… DELLA CULTURA

Sabato 30 marzo è tornata la manifestazione dell’Associazione “Librincircolo” denominata “Bookmob – Scambiamoci un libro”.

L’obiettivo, come sempre, è quello della condivisione gratuita di libri.

A mezzodì, scandito dall’orologio del Convitto di Piazza Dante a Napoli, decine e decine di Uomini e Donne di ogni età si sono disposti in cerchio nella grande piazza e ciascuno ha passato il proprio libro “incartato” alla persona alla sua sinistra e ha preso quello che gli era stato consegnato dalla persona alla sua destra, facendo questo movimento per 20 volte, urlato dalle voci dei tantissimi presenti; i libri sono scorsi, così, all’interno del cerchio in senso orario e in maniera casuale, tutti “incartati” con il leit-motiv del tema prescelto dagli organizzatori: la Primavera.

Io ho “incartato” una copia di “Quella sporca dozzina”, il libro scritto con Tonino Scala, il cui ricavato è andato alle Vittime innocenti della camorra, che tante soddisfazioni mi ha/ci ha dato!

Basti pensare che, finora, ci sono state ben 20 “presentazioni”…

In questo cambio casuale, voluto dal fato, ho ricevuto “Il beneficio del buio” di Simona Carosella, giovane scrittrice e cantautrice napoletana.

Si dice che la “curiosità sia femmina”: non è affatto vero! Ho cercato di vedere chi avesse in mano il libro dalla copertina rossa opera del Maestro Valerio Iermano: era una giovane studentessa universitaria, bruna, occhialuta, accompagnata da un nugolo di altre studentesse napoletane, a cui, prima dello scioglimento finale della manifestazione, ho augurato “buona lettura”, io Autore del libro che aveva in mano…

In fin dei conti, se si riflette un attimo, è una manifestazione antifascista: gli uomini in camicia nera (in Italia), in camicia bruna (in Germania) erano solerti nell’incendiare pile di libri di autori a loro contrari: cattolici, socialisti, comunisti, omosessuali, futuristi, europeisti. Questa manifestazione, invece, è l’esatto opposto: dare ulteriore “vita” ad un libro, gratuitamente, senza motivi commerciali o partitici…

EMILIO VITTOZZI

Posted in Recensioni, Riflessioni | Leave a comment

Caro Presidente ti scrivo… non archiviamo Dario Scherillo

Caro Presidente ti scrivo…

Oggi ho scritto al Presidente della Repubblica, l’ho sentito come un dovere morale. Di seguito la lettera:

Caro Presidente,
so che ha tanti impegni e chiedo umilmente scusa se scrivo e se non uso convenevoli, ma oggi non è un bel giorno. C’è il rischio che dopo 15 anni l’omicidio di Dario Scherillo venga archiviato nonostante ci siano tre pentiti che confermano esecutori e mandanti.
Presidente, Dario aveva 26 anni quando fu ucciso per errore, dalla camorra, il 6 dicembre del 2004, durante la seconda faida di Scampia.
Su questa storia ho scritto un romanzo e sceneggiato un film che in queste ore è nelle sale italiane il cui titolo è “Ed è subito sera”. Una pellicola di impegno civile, oserei dire didattica, indirizzata ai nostri ragazzi per far comprendere loro, quanto la camorra condizioni la nostra normalità, le nostre vite. Una pellicola fatta con pochi mezzi, dove tutti quelli che hanno dato il proprio contributo artistico, lo hanno fatto per mantenere accesa la memoria. Dopo tanti dinieghi per fortuna c’è stata la lungimiranza del comune di Albanella, un piccolo comune del salernitano dove fu arrestato Raffaele Cutolo, ha fatto sì che la storia avesse un set.
Faccio voti a Lei signor Presidente, alla sua sensibilità, alla sua onestà intellettuale, di intervenire. Lei può, Lei solo sa e comprende ciò che sta attraversando la famiglia Scherillo. Intervenga Presidente, a nome di tutto quella parte di Paese, la stragrande maggioranza, che chiede giustizia.
Presidente, una eventuale archiviazione ucciderebbe non solo Dario per la seconda volta, ma sarebbe un colpo anche ai tanti che in questi anni hanno alimentato la memoria e la speranza. E noi tutti, caro Presidente, abbiamo il diritto dovere di mantenere accesa la speranza.
Presidente la ringrazio in anticipo per quanto farà.
Tonino Scala

Posted in Riflessioni | Tagged | Leave a comment

“LA VINERIA SENZA CUCINA”

Una volta, vari anni fa, in tutt’Italia c’erano i caffè, le latterie, le drogherie, punto di riferimento e luogo di raccolta , soprattutto alla sera, dopo il lavoro.
I caffè dove, attorno ad un biliardo o ad un tavolino per il gioco delle carte, si alternavano operai e professionisti, giovani ed anziani, in uno spaccato di società autentico, senza fronzoli di nessun genere.
Molte sono le canzoni che narrano di questi ambienti: “Il Riccardo” di Giorgio Gaber è una di queste. O, sempre del Signor G, “Barbera e champagne”.
Le latterie non vendevano solo latte ma anche dolci, biscotti e cose simili ed avevano riservato un angolo del locale ai clienti più fedeli, per la lettura del giornale o per la partita di carte.
Le drogherie, ovviamente, non vendevano le droghe di oggi ma spezie di ogni genere: in questi locali dall’odore assai particolare c’era quasi sempre lo spazio per sedersi, leggere, giocare a carte.
Ora, in pieno 2019, questi locali sono quasi del tutto scomparsi; ne rimangono pochi, pochissimi, soprattutto nei piccoli paesi del Sud.
Era l’Italia che si riuniva attorno ad un tavolino sul finire della giornata; un’Italia che non c’è più scomparsa sotto televisori a colori in tutte le stanze della casa, smartphone, computer, tablet e con l’aggiunta del “riflusso nel privato”.

Domenica 10 marzo, in Piazzale Matteotti a Portici, vicino “Villa Savonarola” di Corso Garibaldi, sulle ceneri ancora calde del “Bar Vertigo”, è nato “La vineria senza cucina”.
Attilio è lo chef, Alberto gestisce la sala, Aldo è “super-partes” (nel senso che è un po’ tutto, un po’ niente, dandosi molto da fare con la sua innegabile affabilità): “Carissimo Emilio, questa è una bettola d’altri tempi. Attualmente ha 40 coperti che aumenteranno con la “bella stagione”, all’esterno. Sono previste “serate a tema” e musica dal vivo. E’ l’unico locale del genere a Portici e dintorni…”.
Nel frattempo, il locale si affolla: Attilio inizia a muoversi in maniera decisa, nonostante una musica di sottofondo piuttosto soft (ah, a proposito: a mio modesto parere, sarebbe il caso di mandare in onda solo musica soul, blues, medioevale, old west, new-age, country, “cantautorale” ma certamente né rock, né pop, né neomelodica, né rap, né hip-hop!); Alberto versa da bere a destra e a manca; Aldo, da buon Cicerone, mi mostra altri aspetti del locale.
“Emilio amabile – continua a spiegare – devi sapere che una volta il vino si beveva in scodella: le prime osterie erano luoghi dove si beveva vino sfuso. Successivamente si iniziò a trovare anche il cibo e ci si poteva fermare a bere e a fare due chiacchiere ma l’oste non forniva calici così ci si portava da casa la scodella. Spesso gli avventori la lasciavano in osteria dove, rigorosamente, non veniva mai lavata perché i grandi bevitori  si riconoscevano dai fondi rossi lasciati dal vino sul fondo della ciotola. Più i fondi aumentavano e più eri riconosciuto come un grande bevitore…”
Da dietro al balcone interviene Alberto che urla a me, facendosi sentire da tutti: “Tranquillo, Emì: noi le ciotole le laviamo!”.
Risate generali mentre salumi e formaggi iniziano ad apparire sui tavoli; il vino è spillato dalle botti o versato da bottiglie etichettate; taglieri di vario genere vengono (assai) apprezzati da tutti. E, poi, cicoli-ricotta, pane-e-genovese, pane-e-polpette, porchetta-e-friarielli…
C’è chi brinda ad un amore nato e chi ad uno finito, chi ad una squadra di calcio e chi ad un esame superato: da “La Vineria senza cucina” c’è sempre un motivo per brindare con dell’ottimo vino!

EMILIO VITTOZZI

Posted in Recensioni | Leave a comment