Incontro con l’autore

 

 

INCONTRO CON L’AUTORE

Il Centro Sociale Polifunzionale di Portici, sito in Via Benedetto Croce, ha organizzato Domenica 15 ottobre 2017, alle ore 17.00, la Manifestazione “Incontro con l’Autore”: Emilio Vittozzi intervisterà lo Scrittore Tonino Scala, la cui ultima fatica libraria, “Felicissime Condoglianze”, è divenuta un film che uscirà in tutte le sale italiane a partire da giovedì 2 novembre (e mai data è stata più adeguata…) Al termine dell’intervista, un sobrio buffet e la vendita autografata di libri di Tonino Scala (attualmente il totale supera i 30 titoli!).

 

 

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Felicissime condoglianze il film tratto dal mio libro

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Il Trailer di Felicissime Condoglianze il film tratto dal libro di Tonino Scala il 2 nov. al cinema

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Trattoria “da Concetta”

E’ stata inaugurata domenica 10 settembre, alla presenza (anche) del Sindaco di Napoli, nel “cuore” dei Quartieri Spagnoli a Napoli, la Trattoria “da Concetta”, nata dalla costola della più famosa “Nennella”.
Ciro e Gaspare, con le rispettive mogli, hanno dato vita a questa nuova attività culinaria che vorrebbe divenire un punto di riferimento per gli amanti della cucina tradizionale napoletana.
In Vico Santa Maria delle Grazie al numero 6, quindi, c’è un piccolo accogliente locale il cui colore dominante è il turchese, in un’atmosfera serena pur essendo a due passi da Largo Berlinguer-Via Toledo.
Il menù prevede antipasti di terra, antipasti di mare, primi piatti, secondi di terra, secondi di mare, insalatone, contorni, dolci, frutta, vini.
Osservando i piatti dei vari clienti, si riesce subito a capire cosa è più richiesto: i vermicelli alla Nerano, il risotto alla Concetta, i mezzanelli allo scarpariello per i primi piatti; baccalà alla Concetta, polipo alla brace, alici fritte e frittura di paranza per i secondi di mare; il tiramisù alla banana per i dolci.
In cucina, a supportare il valente cuoco Antonio, Concetta e Susetta; a servire a tavola, agli ordini di Gaspare, Davide e Claudio.
Ciro è la “stella nova”, in quanto, essendo impegnato con la trattoria “Nennella”, appare quando può, proprio come quelle stelle dotate di grande luce ma che appaiono e scompaiono all’occhio di chi le guarda.
I clienti che si siedono ai tavoli quadrati in legno turchese provengono da ogni dove: ci sono italiani e no, romani e fiorentini, napoletani dei quartieri popolari e quelli di zone altolocate. Non mancano quelli che prima andavano all’altro locale e che ora, per stima nei confronti di Gaspare, si annoverano fra quelli di “Concetta”. Ma tutti, e sottolineo tutti, ribadiscono che non c’è stata frattura con “Nennella”, solo un’apertura di un altro locale, seppur poco distante.
L’ambiente è arredato con i tipici ninnoli napoletani: San Gennaro, ‘o scartellato, ‘o cuorno, ‘o fierre ‘e cavall, ‘o munaciello…
Il cibo è ottimo; il rapporto qualità-prezzo molto più che soddisfacente.
Andate “da Concetta”: è un consiglio di Emilio Vittozzi
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“BIANCOMANGIARE” – cucina e cantina -

Giovedì 21 settembre (Festa di San Matteo Apostolo, Patrono della Città di Salerno) si è inaugurato “Biancomangiare” – cucina e cantina – nato sulle ceneri ancora calde de “La Vecchia Cantina”.
In Via San Nicola la Carità 13/14 a Napoli c’è, dunque, una nuova-vecchia trattoria popolare, tipicamente napoletana. Tutto nuovo, tutto bello, tutto funzionale che ha preso il posto della “arte povera” della vecchia struttura culinaria.
Le mura sono quelle dove nel 1800 c’era la torrefazione del “Caffè Greco”, un prodotto assai rinomato all’epoca; in seguito i locali divennero un’enoteca, grazie alle mura spesse atte alla conservazione del vino.
Da circa 10 anni la gestione è affidata a Mamma Patrizia e allo Chef Mimmo in cucina e ad Antonio nelle sale. La clientela de “La Vecchia Cantina” era variegata: c’era il napoletano e si trovavano turisti provenienti da ogni dove, soprattutto per la postazione strategica della trattoria, veramente nel Centro Storico di Napoli!  Così sara’ anche per “Biancomangiare”, visto che i nostri-magnifici-tre son rimasti al loro posto di… combattimento (quotidiano).
Il vecchio o il nuovo cliente viene, infatti, sempre accolto dal sorridente Antonio, “anima” del locale, che consiglia ed è anche lesto a servire ai tavoli, senza, però, infondere a chi mangia la frenesia del “far presto”; anzi, l’atmosfera che si respira è quella delle vecchie case napoletane di una volta, con tutta la famiglia riunita a tavola, le foto di famiglia e un sottofondo musicale piacevole mai invadente.
Appena si entra, non si può non notare il pavimento, di parquet e mattonelle colorate di Vietri! I colori dominanti sono il giallo senape delle mura e l’azzurro delle sedie; caratteristica è la fontanella installata su di un lato della sala da pranzo dove il cliente può servirsi da solo di acqua naturale o gassata; tante foto in bianconero fanno bella mostra un po’ dovunque così come angoli accuratamente forniti di antichi oggetti da cucina e splendide porcellane, una originale e moderna cantina a vista.
E poi si arriva al menù che è diviso così: gli antipasti, i primi, i secondi, i capricci, le bruschette, i crostoni, in punta di dita, i piatti unici, i dessert.
Fra gli antipasti, su tutti il “Biancomangiare” (parmigiana di melenzane, gattoncino di patate, bocconcino di salsiccia a punta di coltello e friarielli) e il “Morro di baccalà” (su passatina di ceci al rosmarino).
Fra i primi: gnocchetto di patate con colatura di alici , cimette di broccoli e finocchietto e lo spaghettone cacio, pepe, piennolo e basilico senza, ovviamente, dimenticare il ragu’ e gli ziti alla genovese per cui, più volte, “La Vecchia Cantina” è stata menzionata e premiata da vari gourmet!
Fra i secondi: scaloppa di tonno rosso leggermente scottata, insalatina riccia con pomodorini e melenzane, olio al tartufo e il filetto di maialino nero casertano su zoccoletto di polenta e salsa di provolone del monaco, senza dimenticare le polpette al ragù napoletano con ricciolo di friarielli!
Fra i capricci: al primo posto, insuperabile, imbattibile, ‘o puparuol ‘mbtuttunat!
Fra i dessert: la pastiera e il “Biancomangiare”.
Ottima la carta dei vini, da intenditori, (non dimentichiamo che nella cantina sottostante, unica nel suo genere, la sera trovate una fornita enoteca!).
Come ben si evince da queste notizie, il menù è ben articolato e piuttosto variegato; esso sposa, in un perfetto equilibrio di gusto, la tradizione e l’innovazione, senza mai dimenticare la qualità degli alimenti.
Inoltre, il bravissimo Chef Mimmo è sempre disponibile ad accontentare richieste estemporanee dei clienti.
Mamma Patrizia, con il suo dolce sorriso, supporta tutto e tutti, in un ruolo veramente unico.
Di Antonio s è già scritto prima e l’invito è andare a conoscerlo di persona recandosi a pranzo o a cena da soli, in coppia, in compagnia, per “gustare” i sapori di una Napoli che, ahimè, è difficile trovare altrove ed un interessante rapporto qualità-prezzo.

EMILIO VITTOZZI

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ADDIO, FRANCO!

 

La notizia mi è stata data da un suo Collega di lavoro, Paolo Celotto, un altro dipendente della Ditta di pulizie “Florida 2000″ operante nella Stazione di Montesanto dell’ex Cumana: “Emì, Franco ‘o barese è morto stamattina!”…
Una domenica di sole, una giornata di un autunno ancora… estivo, si è trasformata, in un battito di ciglia, in una domenica oscura.
Franco Pepe, detto “‘o barese”, neanche sessantenne, era un’istituzione a Montesanto, fra tutte le Maestranze, al di sopra e al di là di ogni qualifica: per la sua educazione, per la sua disponibilità, per la sua professionalità, indiscutibile.
In un mondo fatto “per bande”, Franco era una persona “per-bene”!
Non l’ho mai sentito bestemmiare, nè tantomeno urlare verso chicchessia; sempre sorridente, sempre con la mano tesa per salutare, per accogliere, sempre disposto a raccogliere un tuo sfogo, lavorativo o personale.
Quando con Tonino Scala “omaggiammo” Petru Birlandeanu, nel novembre del 2014, con Roberto Intermoia di “Articolo 16″, nella stazione dove fu barbaramente massacrato a colpi di pistola da una “stesa”camorristica, volle farsi la foto-ricordo con noi, a testimonianza di un suo impegno (sindacale) per un mondo più giusto e civile.
Con la sua divisa azzurra d’ordinanza, con la sua barba bianca, si mise in posa proprio vicino a Roberto.
Ultimamente soffriva e la sua sofferenza lasciava strascichi di profonda amarezza in chi lo conosceva: il male l’ha consumato, giorno dopo giorno, inesorabilmente.
Lascia la moglie Maria e le due figlie Alessia e Miriam e tanti, tanti amici che l’hanno stimato.
Addio, Franco!EMILIO VITTOZZI

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PARLARE DI PACE E’ BELLO…

Continua il tour per la presentazione del libro “Quella sporca dozzina” di Tonino Scala ed Emilio Vittozzi, dopo quelle al “Teatro Sales” di Portici, a “Villa Bruno” a San Giorgio a Cremano, a “Villa Savonarola” a Portici, alla Biblioteca del CRAL della Circumvesuviana di Napoli, a “Stabia Channel”, al Palazzo dell’Infanzia e dell’Adolescenza di Via Semonella a Pascarola – Caivano, alla Basilica di San Mauro Abate a Casoria, alla “Vecchia Pastaia” di Via Marra a Boscoreale, a “Radio Blu Napoli”, a “Radio Entropia”, al Ristorante-Pizzeria “E’ quasi pronto” di Scafati, al 1° Circolo Didattico di Poggiomarino, a Caserta, all’Associazione “L’Albero Rosso” di Napoli, al 1° Circolo Didattico di Poggiomarino (seconda volta!), nell’Aula Consiliare di Sarno, a “Road TV Italia”, a Giugliano, alla Biblioteca “Casa Nostra” alla Salita Cinesi nel Quartiere Sanità di Napoli, al Centro Sociale Polifunzionale di Via Benedetto Croce a Portici …

Il libro, nonostante la data di uscita (gennaio 2012), è sempre di attualità perchè il tema “Pace” è di quelli sentiti. Lo dimostra anche la sensibilità di chi organizza le presentazioni o di chi appoggia il libro: il Sindacato O.R.S.A. dell’ex Circumvesuviana, per le feste natalizie dell’anno scorso, unitamente ad una penna ed un artistico portapenne in legno, come cadeau ai suoi Iscritti, ha donato ben 250 copie!

Un’Insegnante di Scuola Elementare, ai suoi alunni che si accingevano al loro Primo Incontro con Gesù Eucarestia due anni fa, invece del solito “pensierino della Maestra” (penna, portachiavi o ciondolo), ha donato loro una copia del libro personalizzata alunno per alunno!!

Un Dirigente dell’Ente Autonomo Volturno, per Pasqua 2015, ha legato una copia del libro ad ogni uovo di cioccolata donato a nipoti e parenti vari!!!

Tutto questo perché il ricavato va alle Vittime innocenti di camorra; tutto questo perché di Pace si sente sempre il bisogno…

Parlarne con bambini di Scuola Elementare o con studenti di Media Superiore, con anziani o ad un pubblico eterogeneo per età, è cosa buona e giusta, eccitante come poche: sapere che, per due ore pomeridiane, si è stati preferiti a Barbara d’Urso o a Maria de Filippi (tanto per citare solo due “pezzi grossi” della televisione) è cosa assai gratificante, che fa bene al cuore…

Che si canti “Imagine”, “We shall overcome”, “Dio è morto”, “Auschwitz” dal vivo o le si ascolti da un dvd è quasi una “liberazione”, un “mantra”; ascoltare bambini che spiegano ad altri bambini e ai rispettivi genitori chi sia stato Aldo Capitini (ideatore della Marcia della Pace Perugia-Assisi) o don Tonino Bello è come una lezione di “educazione civica”, una sorta di “coltivazione della memoria storica”.

Inutile sottolineare che l’unione fra i due Autori si rafforza ulteriormente, presentazione dopo presentazione, autografo dopo autografo, fotografia-ricordo dopo fotografia-ricordo…

Le differenze di età fra i due (43/59), di nascita (Krefeld/Napoli), di tifo (Napoli/Inter), di estrazione religiosa (Azione Cattolica/Salesiani), di preferenze musicali (neomelodici/cantautori), gastronomiche (parmigiana di melenzane/bistecca ai ferri) si annullano dinnanzi ad un Valore autenticamente inter-nazionale come la Pace…

TONINO SCALA-EMILIO VITTOZZI

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“ROCK 7”

 

 

Da sabato 2 settembre a sabato 30, con ingresso libero, è allestita nel Palazzo delle Arti di Napoli (PAN), sito in Via dei Mille n.60, la settima edizione della Mostra Internazionale sulla Musica e i suoi Linguaggi “Rock”, da un’idea di Carmine Aymone e Michelangelo Iossa, con il Patrocinio del Comune di Napoli – Assessorato alla Cultura e al Turismo.

“Mai avremmo immaginato di giungere alla settima edizione di un’idea, di una mostra nata da un appunto a matita su un taccuino pieno di sogni-rock: una mostra che originariamente doveva occupare solo una manciata di giorni a cavallo tra il 2010 e il 2011…” scrivono sul depliant dell’iniziativa i due autori della mostra.

Finora ben oltre 77mila visitatori hanno visitato le varie edizioni; la settima ha per leit-motiv il numero 7: come i giorni dei cicli lunari, le bande di frequenza in cui si suddivide l’arcobaleno a livello cromatico, le note musicali…

In quest’edizione c’è un settore dedicato ad Elvis Presley, nel quarantesimo anniversario della scomparsa del “Re del Rock”; ci sono i Punk; c’è il Rock “maledetto”; ci sono i “Bee Gees”; ci sono i Doors; ci sono i Pink Floyd; ci sono i Traffic; c’è Jimi Hendrix; c’è David Bowie; c’è Michael Jackson; ci sono i Beatles…

Come ben si evince ci sono esponenti musicali per tutti i gusti, con aree di proiezioni e di ascolto.

Chi scrive, in modo particolare, è stato attratto dalle sezioni dedicate ad Elvis Presley e ai Beatles…

“Prima di Elvis non c’era niente” affermò un giorno John Lennon, a testimonianza della grandezza mondiale del messaggio musicale del “Re del Rock”, di cui i visitatori potranno ammirare la camicia militare originale indossata durante il suo leggendario servizio di leva a Friedberg, l’originale suo distintivo da sceriffo della Contea di Shelby, lettere, foto ed altro ancora.

Elvis vuol dire 149 dischi d’oro, platino e multiplatino; unico artista ad essere inserito in quattro Hall of Fame: Rock, Gospel, Country e Rockbilly; la sua casa è stata dichiarata monumento nazionale ed è la seconda casa più conosciuta d’America dopo la “Casa Bianca”; il suo concerto “Aloha from Hawaii” fu visto da più di un miliardo di persone (meno persone videro lo sbarco sulla Luna!).

Basta per far capire a tutti la grandezza di Elvis Presley?

La sezione dedicata ai “Bee Gees” ri-porta il visitatore al 1977, anno de “La febbre del sabato sera” con Tony Manero, alias John Travolta.

Oggi Barry è l’unico sopravvissuto: il fratello più piccolo Andy è morto per problemi cardiaci nel 1988, Maurice il 12 gennaio del 2003 per un attacco cardiaco, Robin il 20 maggio del 2012 di cancro.

E poi gli abiti di scena del “Duca Bianco” (David Bowie), di Michael Jackson, con foto, manoscritti, lettere di vario genere di tanti Artisti del Rock.

Sabato 30 settembre gran party di chiusura “Disco fever Night Party” con proiezione del film “Saturday Night Fever”.

E tu che mi leggi, non pensi di andarci, da solo o in compagnia?

 

EMILIO VITTOZZI

 

 

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Libri sotto le stelle ad Albanella servizio tg3 del 5 settembre 2017

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SE NON ORA, QUANDO?

“Il tempo non si trattiene, la vita è un compito da fare che ci portiamo a casa. Quando uno guarda, già sono le 6 del pomeriggio; quando uno guarda, già è venerdì; quando uno guarda, già è finito il mese; quando uno guarda, già è finito l`anno; quando uno guarda, già sono passati 50 o 60 anni; quando uno guarda, perdiamo l`amore della nostra vita e adesso è tardi per tornare indietro…

Non smettere di fare qualcosa che ti piace per mancanza di tempo.

Bisogna eliminare il dopo…

dopo ti chiamo… dopo lo faccio… dopo lo dico… dopo io cambio…

Lasciamo tutto per dopo come se il dopo fosse il meglio perché non capiamo che dopo il caffè si raffredda, dopo la priorità cambia, dopo l`incanto si perde, dopo, presto si trasforma in tardi.

Dopo la malinconia passa, dopo le cose cambiano, dopo i figli crescono.

Non lasciare niente per dopo perché nell`attesa del dopo puoi perdere i migliori momenti, le migliori esperienze, i migliori amici, i migliori amori…..

Ricordati che il dopo può essere tardi, il giorno è oggi….”

 

Concordo totalmente su quanto sostiene Paola Vernasca, di professione Coach (ma non di compagini sportive!).

Letto e riletto quanto riportato sopra, sottoscrivo in pieno l’esaustiva affermazione.

L’affermo anch’io che, dopo un infarto, ho avuto anche un edema polmonare che ha costretto il Cardiochirurgo di turno ad installarmi un impianto di defibrillatore automatico bi ventricolare.

Ecco perché, come ha affermato un mio collega di lavoro, sembra che io “prenda a morsi la vita”…

Ho ancora voglia di leggere, di recensire libri, di vedere film, di presentare manifestazioni sportive-sociali-culturali, di confrontarmi con tutti, di osservare il mare di Via Caracciolo, il Vesuvio (ma non in fiamme!), il Centro Storico di Napoli con tutte le sue bellezze artistiche, una partita di calcio all’Inter Club Ottaviano, di fare pit-stop da “Montaditos 100″ a Piazza Garibaldi a Napoli (dove Luigi accoglie i clienti con simpatica ed efficace professionalità!), di gustare una “pizza alla genovese” alla “Hostaria Mediterraneo”, una “pizza al ragù” da “Concettina ai Tre Santi”, un babà da “Mazz”, un gelato da “Leopoldo”.

Ecco perché cerco di reagire all’apatia generale di Socialità che vedo regnare dovunque…

Ecco perché non rispondo con sms agli sms ma con telefonate; non rispondo alle email con email ma con telefonate; rispondo ai generici inviti “Ci vediamo?” con “Fissiamo un appuntamento”; coltivo l’Amicizia con i vivi prima che diventino morti…

“Se non ora, quando?” era uno slogan femminista; lo faccio mio per rispetto alle battaglie delle Donne e perché “del doman non v’è certezza”…

“La vita è adesso” canta il Claudio Nazionale (Baglioni): si, la vita è adesso.

Sempre, comunque e dovunque.

 

EMILIO VITTOZZI

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