In 2000 a San Giuseppe per ricordare le vittime di tutte le mafie

Si è appena conclusa  la giornata della legalità organizzata primo Circolo Didattico di San Giuseppe Vesuviano. Grande la partecipazione degli alunni di tutte le scuole della cittadina vesuviana e di tanti adulti che si sono radunati nella piazza Risorgimento e nell’aula consiliare. Più di 2000 presenze visibili dalla web cam in diretta sul sito del comune che ha irradiato la manifestazione a tutti i sangiuseppesi, e non, di tutto il mondo.

Il 21 marzo è la giornata del ricordo delle vittime di tutte le mafie. Il primo Circolo Didattico di San Giuseppe Vesuviano ha onorato questa ricorrenza che, simbolicamente coincide con l’inizio della primavera, risveglio di natura e coscienza, con un ricco calendario di eventi:

Alle ore 9.30, i bambini della Scuola dell’Infanzia, in continuità con gli alunni delle classi prime, dopo un piccolo corteo che ha attraversato le principali strade della città, sono stati protagonisti, in piazza, con laboratori creativi, giochi ed attività ecosostenibili. Continue reading

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MA TU VULIVE ‘A PIZZA…

“Emì, ma sei convinto di ciò che dici? Una “pizza alla genovese”? E chi la fa?” sono le domande che un mio collega mi pone prima della partenza del treno che entrambi dobbiamo prendere per tornare a casa, dopo una giornata di duro lavoro, vista l’innegabile situazione critica del Trasporto Pubblico Locale in Campania.
“Si, sono convinto di ciò che dico…” è la mia immediata risposta.
Ne sono convinto perché, fra le 19 pizze classiche e le 11 “speciali”, all’accogliente “Hostaria Mediterraneo” di Corso Meridionale a Napoli la propongono al cliente, affezionato o “di passaggio”.
Il locale è stato inserito nella lista dei migliori 5 posti di Napoli dove si mangia bene la “pasta alla genovese”; da cui l’idea, innovativa ed apprezzata, di proporre una “pizza alla genovese”…
Io non so se il grande Roberto Vecchioni, la florida Marisa Laurito, il fascinoso Luca Zingaretti, la sempre-verde Angela Luce, il tenebroso Sergio Assisi l’hanno provata nelle loro visite al locale; io l’ho provata e ne sono entusiasta.
“La cosa principale – mi dice il dinamico pizzaiolo Francesco – sono le 36 ore di lievitazione a cui aggiungere la qualità assoluta dei prodotti adoperati”.
Il dinamico titolare del locale Sandro annuisce a tale affermazione, invitando il cliente alla scelta di una birra artigianale “32” fra l’Admiral, la Nebra e l’Audace, anche se non manca quella intitolata “San Gennaro” di Kbirr e vari vini di estrema qualità. Continue reading

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Felicissime Condoglianze a Libri in fiera

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NO A SALVINI!

di Emilio Vittozzi

Della giornata di sabato 11 marzo 2017 a Napoli rimarranno le immagini degli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine mentre Matteo Salvini, leader della Lega Nord, parla alla Mostra d’Oltremare, ma è stata una manifestazione popolare, grande, pacifica e bellissima! Chi c’era lo potrà confermare; chiaramente le immagini degli scontri faranno pensare a tutt’altro…

Ferdinando Kaiser ha pubblicato su Facebook le foto di ragazzi, ragazze, gente di ogni età, si è camminato per cinque chilometri, con sorrisi, musica e cori. C’erano famiglie intere, studenti, movimenti, associazioni di ogni genere! Cinque chilometri di bandiere e striscioni e bellissime persone…

La piazza anti-Salvini si era radunata a Piazza Sannazaro, sotto un gran bel sole di marzo.

Poco alla volta il luogo prescelto per il concentramento si è riempito: da subito si è potuto osservare l’intelligenza e l’humour dei napoletani, espressa su striscioni e cartelli. Continue reading

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HOSTARIA MEDITERRANEO

di Emilio Vittozzi

A pochi metri dalla stazione di Napoli Piazza Garibaldi di Trenitalia, c’è un locale a due piani che merita di essere visitato. L’addobbo è allegro con sedie variopinte; alle mura foto del Personale in posa con Marisa Laurito, Angela Luce, Luca Zingaretti, Sergio Assisi e ritagli di articoli di giornali con recensioni sul locale e non mancano diplomi al merito. La trattoria-pizzeria “Hostaria Mediterraneo” ha un piano superiore “intimo”, nel senso che ci sono vari tavolini a due. Quello che colpisce, inoltre, del locale è il leit-motiv “Fai da mangiare non fare la guerra”, scritto in italiano ed in inglese, riportato un po’ dovunque, a cominciare dalla divisa d’ordinanza del Personale. Il menù illustra ben 7 tipi di antipasti, 7 di stuzzicheria, 23 di primi piatti, 11 di carne, 11 di pesce, 5 di contorni, 9 di insalate, frutta, dolci, pizze (di cui 19 classiche e 11 “speciali”). Ma il piatto per cui la “Hostaria Mediterraneo” è divenuta famosa è la pasta alla genovese, veramente super! Emilio, il garbato e dinamico cameriere in sala, ci informa che, oltre alla pizza alla genovese, che tanto successo sta riscuotendo, c’è la pizza alla mediterranea e il bucatino mediterraneo: quest’ultimo piatto condito con pomodoro all’insalata, pepe nero e pecorino romano, originalità del locale. Il rapporto qualità-prezzo è più che accettabile per cui invito i Lettori a fare una capatina a pranzo o a cena…

HOSTARIA MEDITERRANEO

Corso Meridionale, 49/50

NAPOLI

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Samir, il postino tunisino è in libreria

Una favola moderna dal sapore antico; una storia di partenze e di arrivi di un mondo tanto lontano ma molto vicino. Il piacere della scrittura, l’integrazione, la scoperta di nuovi mondi, la solidarietà, l’innocenza rivoluzionaria dei bambini e tanto altro. Questo è “Samir, il postino tunisino”, una favola per grandi e piccini. Con schede didattiche e disegni da colorare

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Una sinistra tutta da scrivere il mio intervento al congresso fondativo di Sinistra Italiana

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Lo Spicciafaccende – recensione

Copertina-spicciafaccende-isbndi    Floriana Mastandrea

 “36 Il simbolo con il quale Achille Occhetto cambiò la storia del più grande partito della sinistra italiana… sette lettere… lo so, lo so bene perché è da lì che sono iniziati i problemi. Perché cambiare il nome? Questo non l’ho mai capito. Quella bella falce e martello non andava bene? Cambiando cambiando, hanno modificato l’anima di un grande partito. Berlinguer si starà rivoltando nella tomba. I comunisti italiani sono stati un’altra cosa rispetto al comunismo. Ci hanno fatto diventare prima rafanielli rossi fuori e bianchi dentro e poi cipolle: tutti bianchi. Chi se lo sarebbe mai aspettato che il Partito comunista italiano si sarebbe trasformato in Democrazia cristiana? Assurdo, ma è proprio così! Ritorniamo al cruciverba altrimenti la bile al fegato aumenta ed io non mi posso intossicare… Sette lettere? Quercia… addò piscene e cane!”. Dalla sua macchina-ufficio ambulante, alle prese con il cruciverba, è Mario, un ex ispettore di  polizia, licenziato per aver protetto un suo collega, marito e padre di due figli. Durante una rapina, mentre Mario stava cercando di mediare, il collega, a cui si era inceppata la pistola nella fondina, gli aveva preso la sua e aveva ucciso i due ladri. Al processo, Mario non aveva raccontato come erano andati realmente i fatti e per questo si era guadagnato il licenziamento dalla polizia e il grande rispetto degli amici e colleghi. Cosa fare però, ora che a cinquant’anni era rimasto improvvisamente disoccupato?  La creatività napoletana, in coerenza con le sue origini e i luoghi in cui dopo aver lavorato nella nebbiosa Crema, era tornato a vivere, lo avrebbe salvato o quantomeno, gli avrebbe fornito qualche opportunità. A Castellammare di Stabia, in un monolocale, Mario cantava il neomelodico sotto la doccia e viveva di espedienti: avrebbe fatto qualunque cosa gli fosse stata chiesta, salvo spacciare o creare morte, perché aveva un’etica e una morale. Mario, dotato di quel senso di fatalismo e ironia che solo l’appartenenza a un mondo che aveva fatto della necessità di arrangiarsi, un’arte, poteva conferirgli, elogiava la lentezza, riuscendo a godere delle piccole cose fornite dal paesaggio e amava le donne, ma sebbene si inventasse qualunque cosa pur di conquistarle, non era un donnaiolo: delle sue si innamorava perdutamente. La sua vicenda si snoda proprio intorno a quella di una donna, che al cimitero ritrova sulla tomba la fede del marito morto in Qatar, del quale non ha più rivisto il corpo e che ora crede vivo. Un giallo che la donna chiede proprio a Mario, nel DNA rimasto un investigatore, di disvelare: ci riuscirà? Continue reading

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Al Pascale è arrivato ‘o Festival

Al Pascale fa freddo ma è arrivato ‘ o Festival. Sanremo quello che nessuno vede ma che tutti conoscono. Le canzoni sono nell’aria, negli sguardi. Canta che ti passa, ascolta… che ti passa lo stesso, almeno credo. La sala è già piena e sono le sette. Mi siedo, c’è un posto vuoto al fianco di due donne che non conosco: Sono qui per la prima volta. Una è l’accompagnatrice, si vede dal fatto che parla parla parla per provare a non far pensare la donna con la quale si accompagna; l’altra, si vede dal volto scuro, è la donna col mammone.

- Giuvinò ja dicite ‘a verità…Sergio ve piace!

- Sergio? – rispondo.

- Allora ve piace Elodia. – insiste la donna.

- Elodia? Perché la conoscete. Elodia di Gragnano ma ora vive fuori ora. Il lavoro maledetto lavoro.

Le due donne si guardano in faccia e si mettono a ridere. Poi la donna riprende:

- Ma voi il Festival non lo state vedendo vero?

- Sì, diciamo di sì!

- Allora scusate se ve lo dico: Ve lo state vedendo proprio bene! – E lo dice con grande ironia.

Mi guarda con aria strana, mi fissa proprio poi riprende il discorso.

- Vuie tenite ‘a faccia da’ Mannoia!

- Ma è un complimento oppure…- Dico col sorriso sulle labbra.

- Per l’amor di Dio non mi permetterei mai! Capisco voi comunque siete una persona di una certa età.

Rido, ma vorrei piangere. La signora dal volto triste prova a prendere in mano la situazione e interviene:

- Ja… mica è vecchio il signore?

Vorrei baciarla a questa donna. L’accompagnatrice riprende:

- Vecchio no, ma una cinquantina di anni di sicuro.

Continuo a ridere, ma vorrei piangere. Nella stanza tutti ascoltano anche se fanno finta di niente e ridono senza farsene accorgere: Mi hanno messo in mezzo.

- Forse sarà per i capelli bianchi. – continua la donna – la barba…un povo di pancia, dall’aspetto…che ne so. Dalla giacca, vuie ve mettite a giacca…ja è normale che poi uno vi prende per vecchio!

Rido, rido, rido ma vorrei piangere.

Poi la signora prende una bottiglina con un tappo rosso e mi offre un caffè.

- Ja…non ci pensate.

Prendo il caffè sorrido e…

- Amara terra mia…amara e beeeellla!

Canto che ti passa ma anche no.

E ci restano le canzoni in questo mare magno di pensieri: e meno male!

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PRONTI, FERMI… CLICK

 

Il Consiglio Direttivo del Cral Circumvesuviana ha organizzato l’ennesima significativa manifestazione nei locali sociali di Napoli Porta Nolana: una mostra fotografica, con più di cento immagini, a tema libero, realizzate dai lavoratori della Circum e dai loro familiari.

La cerimonia d’inaugurazione ha visto il tradizionale taglio del nastro d’ingresso a cura di Francesco Gravetti, giornalista de “il Mattino”, e la partecipazione entusiasta di vari lavoratori e molti viaggiatori, i quali, in attesa del treno, hanno potuto visitare la mostra, apprezzare i lavori esposti, curati da Gennaro Pallonetto e Marina Natangelo, “ideatori” dell’iniziativa.

Così, accanto alla Cappella di Stazione, per tre giorni c’è stato un via-vai di persone interessate alla manifestazione: tutti sono stati invitati a compilare una scheda e votare le tre foto ritenuti migliori (al vincitore una borsa per macchine fotografiche).

Il Presidente del Cral Circumvesuviana, Giuseppe Aurino, è soddisfatto per l’ennesima manifestazione riuscita, nonostante sia totalmente il sodalizio da lui presieduto sia autogestito ed abbia poche risorse economiche, ma sempre impegnato in iniziative sociali e culturali.

Nell’ambito della gloriosa (ex) Circumvesuviana, rimane intatta la fama di Ferdinando Kaiser, ora pensionato, ieri macchinista, capace di immortalare momenti ed espressioni veramente suggestive, così come le foto di Alessandro Cerrato, Sara Romani, Luigi Russo, Gennaro Pallonetto e tanti altri valenti lavoratori-fotografi.

Gli organizzatori Pallonetto-Natangelo sono stati ben lieti di registrare una notevole affluenza di pubblico, al tal punto che già si pensa alla prossima edizione! Mentre varie fotografie della mostra saranno installate in alcuni reparti ospedalieri della zona per rallegrare luoghi di sofferenza…

Dall’urna (una caratteristica realizzazione di una macchina fotografica fatta con cartone da Gennaro Pallonetto) è uscita vincitrice la foto n.50.

Questo per la cronaca di Emilio Vittozzi

 

 

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