Programma Tonino Scala candidato a sindaco Leu Castellammare

 

Programma Amministrativo del Candidato Sindaco Antonio Scala (detto Tonino):

Riflessioni preliminari

Castellammare, dopo tre scioglimenti consecutivi del Consiglio Comunale, torna al voto e ci torna in condizioni difficilissime. Quali siano le condizioni della Città è sotto gli occhi di tutti, e ciò, insieme con le vicende che hanno determinato l’ultimo scioglimento non ci consente di considerare le prossime elezioni amministrative come una scadenza ordinaria.

Mi preme quindi indicare con chiarezza scadenze e tappe; concreti punti programmatici, con obiettivi perseguibili sia nell’immediato che nel medio e lungo termine e che possono rappresentare un modo serio per assicurare 5 anni di stabilità e le premesse per far ripartire la Città.

Partendo da un’azione sinergica tra istituzioni, cittadini, imprese, associazioni e rappresentanze economiche sul territorio si deve delineare un percorso comune per l’affermazione di una cultura della legalità e della trasparenza. La partecipazione, la lotta criminalità organizzata, la sicurezza dei cittadini saranno, quindi, al centro del mio impegno amministrativo nei prossimi 5 anni.

È noto ad ognuno di noi che la camorra nella nostra città è fortemente presente e agisce condannando pezzi della nostra città all’emarginazione, per questo intendo porre la trasparenza delle attività della pubblica amministrazione a garanzia del corretto svolgimento delle dinamiche politiche ed economiche, così come ritengo essenziale garantire la sicurezza dei cittadini nello svolgimento di tutte le attività quotidiane, attraverso il presidio e il controllo dei luoghi pubblici, in particolare dei luoghi di aggregazione quali la Villa Comunale, le piazze dei quartieri e le scuole.

Le tredici cose che farò subito appena eletto sindaco sono sintetizzabili così:

1. firmerò la convenzione con il Ministero dei beni culturali per la Reggia di Quisisana;

2. aprirò le Antiche Terme: le attività termali nel 2019 devono ripartire. Valuterò con il Consiglio e con la Città l’esito del procedure in corso per la privatizzazione e chiederò l’intervento della Regione per il rilancio del settore;

3. chiederò subito la convocazione di un tavolo per Fincantieri. Sulle prospettive del Cantiere serve chiarezza; il carico di lavoro fatto di tronconi di navi non dà garanzie per il futuro. Castellammare non solo per la sua storia, ma per l’impegno e le competenze dei lavoratori e dei sui tecnici, per i livelli di produttività raggiunti, merita di più;

4. chiuderò al traffico corso Garibaldi, favorendo le attività turistiche e commerciali;

5. avvierò subito un’attività per raddoppiare i posti auto del parcheggio FFSS;

6. mi attiverò per rendere fruibile l’arenile;

7. mi impegnerò al recupero dei 10 milioni di euro per il dissesto idrogeologico;

8. promuoverò un piano manutenzione per i quartieri;

9. potenzierò gli uffici comunali e il Piano sociale di zona. Aprirò un confronto sul stato della Sanità nella nostra città a partire dal funzionamento del S.Leonardo e dei livelli di assistenza. L’attuale funzionamento della Sanità mortifica tutti gli operatori e le competenze che ci sono e crea disagi fortissimi a chi ha bisogno di cure e assistenza.

10. Mi impegnerò in prima persona affinché la città sia vivibile dai diversamente abili, istituendo una commissione che abbia come obiettivo l’attuazione del PEBA (Piani Eliminazione Barriere Architettoniche)

11. terrò aperte le scuole nei quartieri per programmi rivolti ai ragazzi. Proporrò un’alleanza educativa tra scuola, associazioni e parrocchie affinché le attività possano essere fruibili anche nelle ore pomeridiane.

12. insedierò il Tavolo per lo sviluppo e il rilancio di Castellammare (con tutte le parti sociali) su Zes, fondi delle nuova programmazione europea, area di crisi complessa, Grande progetto Pompei;

13. organizzerò entro gennaio 2019 una Conferenza cittadina programmatica sul futuro di Castellammare di Stabia.

A)

• La lotta alla camorra e la legalità

Questi temi rimangono una priorità. Il Comune deve fare la sua parte in stretta collaborazione con le forze dell’ordine e della magistratura. Mai più dovremmo assistere al triste spettacolo di una maggioranza i cui componenti si sbattono in faccia accuse di poca trasparenza negli atti assunti, di condizionamenti dei poteri forti e criminali. La camorra nella nostra città è fortemente presente e agisce, sta penetrando in diverse attività e condanna pezzi della nostra città all’emarginazione e a vivere in condizioni precarie pur di poter far prosperare le proprie attività illecite, a partire dallo smercio della droga. Il Consiglio, il Sindaco e la Giunta devono rappresentare per la città un riferimento certo, sicuro, e quindi, consapevoli del fatto che nella nostra città la criminalità assume forme diverse, devono avviare un lavoro su più piani.

Ad esempio:

- incrementando la collaborazione con le forze dell’ordine in tutte le fasi delle gare d’appalto, anche quelle di esecuzione del contratto, e delle procedure di assunzioni;

- intensificando la lotta alle attività commerciali non autorizzate e ai parcheggiatori abusivi, con attenzione particolare alle fasce orarie e i luoghi dove il fenomeno si intensifica.

• La scuola

L’educazione alla legalità ha il suo fulcro nell’istituzione “scuola”, per questo è necessario realizzare – e nel contempo sostenere quelle già avviate – attività utili a creare alternative ai ragazzi dei quartieri, soprattutto in quelli dove si avverte in modo più forte la presenza della criminalità organizzata (si potrebbe iniziare mappando le buone pratiche che sul territorio stanno realizzando scuole, associazioni, parrocchie, etc.).

Partire dalle scuole e dai quartieri, dalla necessità di costruire un vero e proprio Patto tra scuole, famiglie e Comune con l’obbiettivo di realizzare il “progetto di scuole aperte di pomeriggio” significa, non solo mettere a disposizioni spazi, servizi, attività sportive e culturali, ma far partecipare la città valorizzando le forze e le energie che la abitano.

Le risorse necessarie si possono reperire, senza aggravi sul bilancio comunale, risparmiando oltre un milione di euro sulla bolletta energetica.

B)

1) Politiche Sociali.

Nei tempi più rapidi serve ricostruire la politica e le strutture completamente smantellate nel corso di questi anni. Le famiglie hanno vissuto sulla propria pelle le scelte sbagliate e gli sperperi che ci sono stati, dovendo accollarsi interamente i costi dello smantellamento dei servizi per anziani e portatori di disabilità.

Ripristino dei Servizi comunali

• Priorità – Definire la dotazione organica dell’Ufficio di Piano (Ambito Territoriale N27), inserendo nella programmazione del fabbisogno del personale comunale, le figure professionali che il legislatore ritiene indispensabili per l’attuazione delle Politiche Sociali sul territorio. È necessario, infatti, abbandonare l’idea di un Ufficio “instabile” dal punto di vista delle risorse umane, cosa che ha determinato indiscutibilmente gravi disfunzioni sia dal punto di vista della programmazione (frammentata nel corso degli anni e non organica) che delle dovute rendicontazioni alla Regione con conseguente impossibilità di attingere alle risorse finanziarie potenzialmente assegnate.

Attività per anziani

• Oltre a potenziare gli attuali interventi sociali dovrebbero essere attivati tutti quei progetti che si renderanno idonei alle reali esigenze dei nostri cittadini.

 In ogni caso occorrerà intercettare fondi e stanziamenti disponibili dai più recenti strumenti normativi:

o Invecchiamento attivo – Legge Regionale 12 febbraio 2018, n. 2.

o Captazione dei fondi per l’attivazione di servizi di “caregiver familiare” per l’assistenza domestica a familiari ed affini non autosufficienti.

o Inoltre il Servizio di cura agli anziani ricomprenderà in ogni caso la teleassistenza in forma personalizzata (telesoccorso salvavita).

Attività per disabili

• Bisogna assicurare che la struttura amministrativa assegnata all’Ambito Sociale N.27 sia in grado di esaminare e gestire con tempestività le domande, presentate in forma individuale, per la partecipazione al nuovo bando regionale 2018 che mette a disposizione circa 11 milioni di euro, ripartiti dal FNPS (Fondo nazionale Politiche Sociali) per sostenere progetti a sostegno di persone con gravi forme di disabilità, rimaste prive del sostegno familiare. Il bando prevede la realizzazione di programmi, della durata di un anno, da sviluppare mediante percorsi personalizzati, per un importo complessivo singolo entro i 40.000 euro.

Attività per minori

• Nidi e micro-nidi – Accesso ai fondi di cui decreto dirigenziale n. 11 del 05/02/2018 per consentire alle giovani famiglie di poter assumere lavori anche in presenza di figli in primissima infanzia. Poli per l’infanzia – Incentivare la realizzazione e la coerente microzonizzazione (per quartieri) sul territorio di strutture plurispecializzate a trattenere interattivamente i piccoli.

Attività per famiglie in difficoltà economica

• Occorrerà istituire un servizio per il monitoraggio costante delle reali esigenze territoriali e per utilizzare pienamente tutti gli strumenti nazionali e regionali per il supporto alle esigenze lavorative, abitative, di ascolto ed accompagnamento.

Sostegno alle politiche di contrasto alla violenza di genere

È necessario

• avviare un progetto di sostegno ai centri antiviolenza e le associazioni che, a vario titolo, si occupano di contrasto alla violenza di genere, nell’ottica di messa in rete anche con le forze di polizia;

• avviare un progetto di “educazione ai sentimenti” in cui siano coinvolte le scuole (insegnanti, genitori, studenti) insieme con associazioni e istituzioni pubbliche

2) La Sanità si presenta come una vera e drammatica emergenza, occorre un cambio di passo.

Castellammare non può più accettare l’attuale situazione di difficoltà in cui versa la sanità stabiese. La “gestione politica della sanità” ha prodotto guasti, sprechi – oltre 80 milioni di sovraffatturazioni – disfunzioni e disagi, che hanno mortificato le tante professionalità che vi lavorano, sarà compito del sindaco pretendere di più per il San Leonardo e per garantire i LEA.

C)

3) Terme.

La situazione e la prospettiva per il rilancio del settore Termale è diventata molto complessa e non di facile soluzione (è in atto la procedura fallimentare per la società Nuove Terme e lo stabilimento è stato completamente devastato). È stato pubblicato il bando per la privatizzazione sulla base degli atti approvati dal Consiglio Comunale. Prescindendo dalla valutazione circa i contenuti del piano, dal tipo di gara scelto, dall’assenza di qualsiasi tutela per i lavoratori, dal tentativo fallito in queste ultime settimane di mettere in vendita altri di pezzi del patrimonio, appare evidente che il tema della definizione di un piano condiviso con la città , rappresenterà la principale urgenza a cui dare risposte serie e non improvvisate. Occorrerà, inoltre, aprire un’interlocuzione con la Regione per non perdere gli accrediti sanitari e per definire un percorso, gli strumenti e i finanziamenti indispensabili per il rilancio del settore.

4) Fincantieri.

Gli accordi e le intese sottoscritti tra Governo, Fincantieri, la Regione Campania e Autorità Portuale, sono state ampiamente disattese. Oggi, nonostante Fincantieri abbia acquisito un ruolo rilevante sulla scena internazionale, mancano un piano, proposte, una missione chiara e investimenti per il nostro Cantiere. Se guardiamo a quanti lavoratori sono rimasti, ai tanti che sono “stati aiutati” a spostarsi presso gli altri cantieri, al ridimensionamento dell’indotto locale, non si potrà che arrivare alla conclusione che lo spegnimento lento di questa nostra attività stia in concreto già avvenendo. Occorrerebbe riprendere subito, come hanno richiesto i lavoratori e i sindacati, la strada dell’intesa con tutti i soggetti interessati per definire i contenuti per il rilancio del Cantiere.

5) Un piano per il Commercio e per il Turismo.

La nostra città ha le carte in regola per giocare un ruolo in questi settori nel panorama della nostra Regione. È urgente elaborare un piano condiviso, una sorta di carta di azioni da mettere in atto, con gli operatori del settore. Dopo la beffa dei dehors, che resta nonostante il parere della Soprintendenza, il fallimento dell’Hotel Stabia (un colpo serio per la città), la chiusura della libreria Mondadori, servono azioni e segnali forti per non disperdere le presenze di visitatori provenienti da altri Comuni e l’incremento turistico reso possibile dall’iniziativa dei nostri operatori. Dopo il calo dovuto alla crisi del termalismo, non ci possiamo permettere ulteriori distrazioni e politiche improvvisate. In tale ottica, dunque, per accelerare la riprese delle attività, specie nel settore del commercio, si rende indispensabile uno snellimento delle procedure amministrative che regolano e disciplinano le attività, sottoscrivendo con la Camera di Commercio di Napoli apposita convenzione.

6) La cultura per rigenerare la città.

Castellammare di Stabia vive una crisi di identità. I cittadini appaiono disorientati. I tradizionali luoghi di aggregazione sociale stentano a organizzare la domanda di cambiamento che pure esiste tra la popolazione, specie tra i giovani. In linea con quanto accade nel resto del Paese, i luoghi dello stare insieme si caratterizzano sempre più come somma di individualismi piuttosto che come espressione di un’anima comune e del senso di appartenenza a una comunità. I beni e le attività culturali sono lo strumento principale per ricreare “comunità” in una città dalle grandi potenzialità come Castellammare di Stabia, mettere al centro dell’azione amministrativa i beni culturali diventa strategico per rilanciare la città e tentare di offrire risposte anche in termini di sviluppo economico e turistico ai bisogni delle giovani generazioni.

Occorre riprendere subito i rapporti con la Soprintendenza di Pompei, firmare la convenzione per la Reggia e lavorare a un protocollo che delinei le tappe e le iniziative comuni, anche con l’apporto della Regione, per valorizzare le nostre risorse.

A dare slancio e occasione di crescita è la riforma museale che ha attribuito autonomia ai grandi musei italiani e ha inserito il sito archeologico di Pompei in una rete di rilevanza internazionale.

Gli scavi di Stabiae hanno un’occasione storica: sono parte del Parco archeologico di Pompei che, dopo la riforma museale, non comprende più il sito di Ercolano, a sua volta divenuto museo autonomo. Pertanto Stabiae può beneficiare, nell’attuale fase conclusiva del Grande progetto Pompei da 105 milioni di euro, di una straordinaria attenzione da parte della soprintendenza pompeiana. Questo per due ragioni:

1) Il Parco archeologico di Pompei è pronto sulla base di un Accordo di valorizzazione (ai sensi del Codice dei beni culturali) ad aprire nel Palazzo reale di Quisisana, il Museo archeologico di Stabiae e la Scuola dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

2) La collina di Varano con il suo prezioso e poco conosciuto patrimonio archeologico è al centro di un progetto di studio e di valorizzazione finalmente a guida pubblica che vede coinvolto il Parco archeologico di Pompei e sei università italiane ed estere.

Questi due fattori rendono possibile la costruzione di una rete civica che guardi all’archeologia come occasione di formazione e sviluppo. Anche la nascita di una Scuola nazionale porta per la prima volta in città un’esperienza formativa che richiamerà docenti e studenti di livello universitario da altri parti del Paese. Allo stesso tempo, all’interno dei piani della “buffer zone” del sito Unesco di Pompei, Ercolano e siti vesuviani, va inserito il tema del collegamento ferroviario tra Pompei, Castellammare, Oplontis, Ercolano, Portici e Museo di Pietrarsa, attraverso un progetto di turismo ferroviario su linee storiche che valorizzi la stazione Fs di Castellammare (aperta nel 1842, oltre 175 anni fa, la più antica stazione “di testa” d’Italia) e la linea ferroviaria voluta dai Borbone, prima in Italia, anche per le possibilità di ripristinare i collegamenti turistici verso Gragnano, capitale della pasta.

L’amministrazione comunale deve pertanto non solo perseguire la collaborazione col Parco archeologico di Pompei, ma programmare a Castellammare una serie di attività di formazione e valorizzazione collegate. Va avviato il “Grande progetto Stabiae”: scuole, associazioni, giovani, imprese, istituzioni devono essere protagoniste. Si possono utilizzare il Palazzo di Quisisana e altri edifici in città (il Palazzetto degli sport del Mare, le Antiche Terme da subito, la nuova sede della Biblioteca comunale nell’ex Palazzo Gil e la sede della Biblioteca in corso Vittorio Emanuele che sarà dismessa, la sede dell’Azienda di cura soggiorno turismo di Castellammare di Stabia in piazza Matteotti) per ospitare mostre, laboratori d’arte, di lettura, di teatro e musica. La città deve essere vissuta e vivibile dai propri abitanti e solo così potrà essere meta di interesse turistico.

Va costruito il Calendario di Stabiae, una rassegna annuale che mese per mese offra a tutti – in forme gratuite e a pagamento – spettacoli, rassegne, mostre d’arte, laboratori, seminari, visite guidate, trekking.

Anche il patrimonio edilizio ed ecclesiastico del centro antico può essere oggetto di un apposito percorso di valorizzazione, d’intesa con la Diocesi e con gli enti religiosi, coinvolgendo giovani organizzati in associazione o microimprese, anche attraverso l’utilizzo delle forme di sostegno all’imprenditorialità giovanile disponibili.

Un’attenzione particolare va data alla promozione della lettura: attraverso le scuole va realizzato un programma di presentazione di libri e incontri con gli autori che possa avvicinare sempre più le persone al libro.

Allo stesso tempo attenzione va data allo spettacolo dal vivo e quello riprodotto, offrendo sostegno e collaborazione a soggetti privati attivi nel settore. Il cinema, la musica, la danza e il teatro vanno diffusi non solo in quanto occasione di svago ma anche perché rappresentano, come modalità di fruizione, un esempio di consumo culturale collettivo non singolo.

Va ripresa l’idea e sottoposta a fattibilità l’istituzione di un Museo civico e del mare, dove raccontare la straordinaria storia delle costruzioni navali a Castellammare e, più in generale, la storia dell’abitato dall’età romana ai nostri giorni.

La Biblioteca comunale e l’Archivio storico vanno sempre più aperti alle nuove tecnologie per una loro condivisone e consultazione anche da remoto.

D)

7) Macchina Comunale.

Mettere mano alla macchina comunale, dopo i tanti pensionamenti e il blocco per le assunzioni dovuto alle procedure del dissesto, è assolutamente indispensabile. Oggi, nonostante gli sforzi di chi ancora ci lavora (circa 325 dipendenti rispetto alla dotazione organica che ne prevedrebbe 505, mentre secondo il rapporto popolazione/dipendenti si dovrebbe arrivare ai 625 di pochi anni fa), la situazione appare disastrosa e il Comune non è in grado di offrire servizi efficienti e adeguati alle esigenze dei cittadini. Prima di procedere a nuove assunzioni bisognerebbe discutere e ridefinire, consultando,già nel corso di questa campagna elettorale, la città, il modello di Comune che ci serve per affrontare le sfide del futuro

8) DISSESTO.

La procedura si è chiusa e si torna alla normalità? Sono inutilmente trascorsi 5 anni, non per colpa dell’attuale terna ai cui componenti va riconosciuto il merito di aver accelerato il lavoro, ma per responsabilità di chi li ha preceduti. Una gestione caratterizzata da sperpero di risorse e consulenze. La Corte dei Conti non ha niente da rilevare? Il punto è: sono state sistemate tutte le partite o l’Ente rischia un ulteriore e consistente contenzioso?

9) Riportare sotto controllo l’appalto per lo smaltimento dei Rifiuti. Il servizio non sta funzionando secondo quanto stabilito nel contratto, a partire dal raggiungimento della percentuale di differenziata prevista per legge. Del resto ciò si evince dal costo altissimo per i cittadini: complessivamente il Comune paga oltre 12 milioni all’anno, e quasi 70 per l’intera durata del contratto. Servirà una seria verifica sulla corretta e puntuale applicazione di tutti gli aspetti e gli obblighi previsti nel contratto sottoscritto tra la società privata e il Comune.

10) Manutenzione dei percorsi urbani

Attivazione di un servizio/presidio fisso e dedicato di rilevamento/intervento ai percorsi urbani pedonali, stradali ed aree verdi. In base alle effettive disponibilità rinvenibili in bilancio verranno accantonate annualmente somme per (inizialmente) il rapido ripristino della regolarità dei tracciati in tutto il territorio cittadino di competenza pubblica (primi tre anni) e (successivamente) il mantenimento in funzionalità degli spazi percorribili urbani. Il servizio provvederà anche alla riconfigurazione in modalità utile e decorosa della segnaletica verticale cittadina (pubblica e privata).

11) Piano di valorizzazione del patrimonio comunale.

Il tema va posto quale obiettivo strategico nell’ambito del Programma Politiche dell’Abitare e Demanio comunale, costituisce, infatti, una importante leva finanziaria per lo sviluppo della città, oltre che un progetto innovativo in linea con le realtà pubbliche più all’avanguardia in Italia e in Europa.

La valorizzazione dei beni immobiliari permetterà, nel rispetto delle regole del patto di stabilità, la liberazione di risorse finanziarie da utilizzare per la realizzazione di nuovi investimenti, tra cui gli interventi di riqualificazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, opere pubbliche e progetti speciali.

E)

12) Centro Antico Tutto.

Il programma strategico della Città, fondato sul tema della riqualificazione urbana e del recupero edilizio, finalizzati alla conservazione della memoria storica cittadina non può tralasciare il recupero del Centro Antico. È un nodo non più rinviabile, non solo perché vi è la memoria da preservare insieme con il patrimonio storico, ma anche per quello abitativo da recuperare in ragione dei pericoli esistenti per chi vi abita dovuti alla vetustà degli immobili e al dissesto idrogeologico. La necessità di intervenire sull’esistente Centro Antico, nell’ottica di ridurre il “consumo di territorio” ha determinato la nascita di programmi sperimentali innovativi (si pensi al progetto Fabbricati Sicuri, allo studio condotto dall’Università della Facoltà di Ingegneria (mai utilizzato dal 2010) sulla mappa del dissesto statico, alla costituzione del fascicolo fabbricato, il programma di incentivazione per la ripresa delle attività commerciali, il programma assistito da contributi per il recupero dei fronti degli edifici), sia sul piano tecnologico che su quello socio economico. Al tal proposito, un volano per il recupero del patrimonio pubblico e privato è il sisma bonus 2018, la nuova detrazione fiscale in vigore a partire dal 1° gennaio di quest’anno, un’agevolazione che consente ai contribuenti di ottenere una detrazione fiscale Irpef di una percentuale delle spese sostenute per lavori edilizi antisismici su abitazioni ed immobili per attività produttive: il Comune deve promuovere un’apposita campagna per informare gli abitanti di questa opportunità.

13) Il punto nevralgico dei Quartieri.

Oltre che su Savorito e Moscarella [i cui fondi stanziati per il “Contratto di Quartiere” relativi a Moscarella sono stati ritirati dalla Regione (5.100.000 euro) e quelli del Ministero sono in bilico (10.000.00 euro), mentre per Savorito il programma di “Housing Sociale” (63.000.000 euro) non ha trovato attuazione per mancanza di operatori economici)] è necessario intervenire anche sugli altri quartieri. riprendendo progetti e proposte e, aggiornandoli, (quello per la riqualificazione del CMI, a quello concernente Villa Gabola, Ponte Persica); occorre presentare e realizzare progetti per il riuso di spazi e strutture abbandonate (per tutti valga l’esempio della scuola di nuova costruzione abbandonata a Scanzano). Va riaperto un confronto ampio con i quartieri, definendo con i cittadini un’agenda pubblica di atti e interventi verificabili.

14) Mobilità e Viabilità.

Si debbono assumere iniziative immediate, nuovi parcheggi, attuazione del Piano Traffico, blocco del sottopasso in via Nocera, rilancio della Ferrovia dello Stato e stop a mire speculative sulle aree lungo la linea ferroviaria, riqualificazione delle stazioni della Circumvesuviana di Castellammare di Stabia e Castellammare Terme

È questo un elenco non completo, ma l’indicazione dei punti sui quali è necessario un urgente intervento.

15) Dissesto idrogeologico: un rischio reale

Tutti i percorsi e le aree ad elevato rischio sono riportate nella cartografia dell’Autorità di Bacino. Gran parte del centro cittadino e del centro storico è attraversato da alvei anche con portate idriche consistenti che sottopassando strade, chiese e varie strutture (ad es. chiesa del Gesù, cinema Montil), giungono al mare.

Con il passare del tempo i tratti tombati originari, già di per se insufficienti, in molti casi sono stati alterati ed oggetto di attraversamenti di vari sottoservizi che ne hanno ridotto od alterato la funzionalità idraulica.

Il compromesso rapporto con l’ambiente determina, e può in futuro determinare, gravi problemi di carattere idrogeologico sia per il rischio frane sia per il progressivo depauperamento del patrimonio idrico correlato alle sorgenti termali, ormai abbandonate sia dal punto amministrativo che tecnico.

Monte Faito – Rischio frane

Tutto il sistema montuoso che sovrasta la città è area ad elevato rischio, e su Centro Antico incombano seri pericoli; pertanto appare necessario recuperare il finanziamento, seppure insufficiente, di dieci milioni per la messa in sicurezza dei versanti del monte Faito.

Il progetto individua come prioritari gli interventi nei tratti a ubicati a monte della SS 145, (strada Quisisana – Faito, alvei Castello, Cognulo, Foiano), tralasciando i tratti a valle e le aree del centro storico.

Alle tematica del rischio idraulico è sempre più associata la problematica del bacino idrotermale per il progressivo depauperamento della risorsa stessa. Chiuso nei cassetti del Comune dal 2010, c’è lo studio condotto dall’Università, coordinato da Prof. Giovanni Talarico. E’ urgente riprenderlo e implementarlo. L’ipotesi dovrebbe prevedere: monitoraggio chimico fisico delle acque, studio delle sorgenti, nuova geometria delle acque sotterranee.

Abbiamo perso, inoltre, l’occasione per aderire all’Istituzione del Parco delle Acque, resta però il tema di realizzare gli interventi e la definizione dei criteri per vagliare quanto si preveda di realizzare in quella parte del territorio.

16) Programma Più Europa e opere non collaudate.

Quella delle opere non collaudate è una vera e propria priorità. Corriamo il rischio di ritrovarci per anni non solo di avere opere non completate o non realizzate perfettamente, ma di dover restituire le risorse impegnate per circa 5-6 milioni di euro. Il problema riguarda la Villa Comunale, la Casa del Fascio, il corso De Gasperi, il Palazzo delle Ancelle, Scuola Panzini, complesso delle Stimmatine.

17) Il mare e la linea di costa.

È sul mare che oggi Castellammare gioca in gran parte il proprio destino.

Va posto come prioritario l’obiettivo della riscoperta delle straordinarie e multiformi potenzialità di questa grande risorsa, oggi non pienamente sfruttata, anche attraverso una migliore distribuzione delle diverse attività che si affacciano sulla linea di costa, che va vista come grande risorsa economica, sociale, culturale e territoriale attorno alla quale occorre garantire una virtuosa convivenza fra diverse attività e vocazioni – portuale, industriale e diportistica – definendo i corretti limiti entro i quali farle convivere e divenire occasioni di rafforzamento dell’economia della città. Lo sforzo è quello di centrare sul rapporto con il mare le condizioni strutturali della riqualificazione urbana, innanzitutto con la ridefinizione del waterfront della città, ma anche con l’individuazione di nuove aree della costa da riqualificare, altre da valorizzare e utilizzare in modo più razionale e sostenibile.

Le iniziative imprenditoriali, che gravitano sull’area oggetto dell’intervento, si sono, in parte, sviluppate e si stanno sviluppando cogliendo solo alcuni di questi aspetti, senza valorizzarli e integrarli in rapporto alla città. Il risanamento ambientale dell’intero golfo ed in particolare lo specchio d’acqua in cui si riflette la linea di costa dovrà consentire, in tempi rapidi, la balneazione, elemento che caratterizza molte città di mare.

18) Marina di Stabia.

Quest’opera non può restare incompleta. È urgente che sia convocata una conferenza di servizi per definire quali debbano essere gli atti che spettano al Comune e quelli che sono di responsabilità del privato per la definizione delle opere a terra.

19) Sarno, Recupero della balneabilità, utilizzo dell’arenile.

Troppe volte abbiamo pensato che la soluzione per restituire il mare agli stabiesi fosse vicina. Sul Sarno, sui depuratori, sulla rete fognaria, sulle intercettazioni degli scarichi, sebbene siano stati fatti passi in avanti notevoli, questi non sono ancora del tutto sufficienti per poter dichiarare risolto il problema. Serve, attraverso un vero e proprio accordo tra le Istituzioni, la definizione dei tempi per concludere gli ultimi interventi. Sono un compito e una scommessa enorme per la nuova Amministrazione, ma darebbe concretamente il segno di una svolta. Castellammare deve essere “risarcita” per le conseguenze dell’inquinamento del Sarno prodotto da altri Comuni e dalle attività industriali che sversano nel Sarno. È una vertenza da aprire, esistono ipotesi per realizzare opere di adduzione a mare, utili per abbassare, assieme ai depuratori, il carico inquinante che arriva nel nostro mare. Chiedere, inoltre, che si possano realizzare ulteriori verifiche sull’inquinamento dell’arenile; promuovere, anche con il concorso dei privati, la creazione di un’area per lo sport, attività ricreative e per il tempo libero al servizio della città. No alla realizzazione di strutture che creino nuove barriere tra il mare e i cittadini. Castellammare potrebbe, attraverso l’utilizzo dell’arenile, realizzare una grande area attrezzate per il tempo libero che sarebbe, insieme con la Villa Comunale, occasione per attrarre visitatori, per creare occasioni di lavoro per i giovani, per sviluppare le attività legate alla ristorazione e al turismo. Per realizzarla entro il 2019 servono determinazione, impegno, e scelte coerenti.

20) La sfida dei Trasporti e di un nuovo piano traffico.

La città sta soffocando per il traffico caotico e per il disordine esistente. La qualità della vita dipende anche dalla volontà e determinazione di cambiare l’attuale situazione.

Da subito chiudere al traffico Corso Garibaldi e portare il parcheggio delle FFSS a una capienza di 600 posti auto con tariffe che incentivino la sosta. Attuare il piano parcheggi studiato nel corso degli anni. Nella misura del possibile, la città dovrebbe, in un contesto integrato, incoraggiare l’utilizzo di forme “dolci” di trasporto. Questo richiede la regolamentazione dell’accesso alle zone sensibili della città, la costruzione di piste ciclabili, nonché il potenziamento dei servizi pubblici, come la creazione di tram urbani. Ridiscutere con Regione e Eav l’intero progetto del rifacimento delle stazioni dopo quello in corso di Viale Europa – Pioppaino, Castellammare centro e Terme-, non eliminare la fermata Ponte Persica-le sei fermate urbane, compreso Pozzano. I parcheggi previsti con le realizzazioni delle stazioni darebbero respiro alla città con l’incremento dei posti auto previsti.

Un NO netto e definitivo alla chiusura della linea delle FFSS, che deve essere invece incrementata; a tal proposito vanno ridiscusse le scelte fatte nell’ambito della buffer zone del Grande progetto Pompei, in vista della imminente stipula del Contratto istituzionale di sviluppo: l’intera materia Gpp deve essere esaminata in consiglio comunale e con tutte le associazioni e le organizzazioni sociali della città.

21) Ottimizzazione aree mercatali e commerciali.

Nell’ambito della politica di rigenerazione urbana dovrà rientrare anche l’intervento di delocalizzazione del mercato ortofrutticolo e sistemazione dell’attuale area mercatale sita tra via Virgilio e via M. D’Auria, un’area oggi centrale caratterizzata dalla carenza di spazi pubblici e di parcheggi.

22) Porto, Silos e chioschi.

Altra emergenza. Il bando per l’assegnazione dei Chioschi non ha prodotto i risultati auspicati e intanto prospera in modo scandaloso, sotto gli occhi di tutti, un abusivismo commerciale assieme alla sosta selvaggia, che lascia la chiara sensazione che lo Stato sia assente. Portare a compimento l’abbattimento dei Silos rientra negli accordi sottoscritti da anni con la Soprintendenza e l’Autorità Portuale. Bisogna fare presto e realizzare una delle più grandi Piazze a Mare della Campania, ciò darebbe nuove speranze al centro Antico e nuovo impulso alle attività che si stanno sviluppando nell’area portuale.

23) Colonia Ferrovieri.

Oggi questa struttura rappresenta un pericolo per la pubblica e privata incolumità, mentre si sarebbe potuto già da qualche tempo, sulla base delle intese realizzate con il demanio, avviarne la riconversione; è necessario pertanto definirne l’uso e avviare rapidamente le procedure di gara.

24) Acqua Pubblica.

È necessario riprendere questo tema e questa lotta. Da troppo tempo il Comune di Castellammare ha assunto il ruolo di fanalino di coda rispetto a quanto stanno facendo gli altri Comuni. La piattaforma, le iniziative che i comitati stanno portando avanti insieme agli altri Comuni, sono condivisibili e vanno sostenute. Dobbiamo chiedere che la Regione faccia la sua parte: l’acqua va ripubblicizzata.

25) URBANISTICA e DOS.

Il tema dell’urbanistica è strettamente connesso alla direzione che si pensa di dare allo sviluppo della città. Negli anni precedenti era stato portato a termine l’adeguamento del PRG al PUT. Dobbiamo metterci subito al lavoro, coinvolgendo la città, le competenze di cui disponiamo, per scongiurare l’intervento sostitutivo da parte della Regione Campania. È urgente riprendere la discussione, anche in considerazioni delle novità intervenute con la definizione del PTCP, le modifiche alla legge R. n.35, la delibera sulle zone ASI. Lo stesso documento di orientamento strategico (DOS) dopo 10 anni andrebbe rivisto e aggiornato. Entrambi gli strumenti dovrebbero servire a orientare le azioni di sviluppo, di uso del territorio, di rispetto dell’ambiente, nonché ad attrarre investimenti privati e a utilizzare risorse pubbliche (fondi Europei, Aree di crisi complesse, forse le ZES, il grande progetto Pompei). PUC e DOS potrebbero attivare nuovi strumenti, stimolando la stessa iniziativa privata, per risolvere problemi complessi come ad esempio il Centro Antico, Savorito, il fronte a mare. Il nodo delle scelte urbanistiche, di come utilizzare le aree, comprese quelle del fronte a mare, dell’applicazione del piano casa restano le questioni irrisolte su cui tornare a confrontarsi.

Il Candidato a Sindaco

Antonio Scala detto Tonino

 11 maggio 2018

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