Juve Stabia-Salernitana, il derby visto da due scrittori, Tonino Scala, gialloblù doc, e Corrado De Rosa, dal DNA granata

I due scrittori campani raccontano le proprie opinioni su questa partita, attraverso aneddoti e loro riflessioni “calcistico-letterarie”, lasciando trasparire la vena e l’essenza del vero sostenitore della squadra del cuore

da Domenico Ferraro – 20 novembre 2019

Juve Stabia-Salernitana è il “Derby”, quello con la “D” maiuscola per due sodalizi calcistici dalla storia ultracentenaria. Ben si adattano i versi del poeta romantico inglese John Keats, autore di “Ode su un’urna greca” che recitavano “Qualcosa di bello è una gioia perenne. Essa mai si tramuterà in qualcosa di poco valore”, per descrivere l’attesa e lo spettacolo che la “partitissima” di sabato al “Menti” saprà riservare in campo al cospetto delle calde tifoserie, dove al centro c’è la passione per il calcio, già superbamente narrata da Nick Hornby nel romanzo “Febbre a 90”. “il Gazzettino vesuviano” ha proposto un “gioco letterario-calcistico”, intervistando alla vigilia della sfida due noti scrittori, tifosissimi delle rispettive squadre, uno di Salerno e un altro di Castellammare di Stabia, che hanno squisitamente raccontato per i nostri Lettori il “derby” da loro vissuto attraverso un medesimo set di domande.

Si tratta di Corrado De Rosa e Tonino Scala. Corrado De Rosa, di professione psichiatra, ha scritto nel 2016 un saggio sul calcio dal titolo “L’allenatore sul divano – psicologia minima di un tifoso di provincia”, inoltre nel suo ultimo thiller-noir “L’uomo che dorme”, ambientato a Salerno, il personaggio protagonista, Antonio Costanza, è un dottore, fan sfegatato della Salernitana, alle prese con un misterioso caso di delitti ad opera di un serial killer.

Da contraltare gli fa Tonino Scala, anche politico e consigliere comunale a Castellammare, autore di vari romanzi e saggi, alcuni di temi calcistici legati alla Juve Stabia, come “Quando i sogni iniziano con la B”, per celebrare la promozione in cadetteria delle Vespe nel 2011 dopo 61 anni di assenza, e “Calcio d’amore”, dove la passione per il calcio si intreccia con il sentimento amoroso. Ne è nato uno spaccato tutto da gustare, per parlare di calcio in modo spassionato e divertente.

Per continuare a leggere mi sembra giusto andare su Il Gazzettino Vesuviano cliccando qui

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