BUON COMPLEANNO, GIANCA’!

Una Festa di Compleanno per festeggiare i 60 anni di Giancarlo Siani…

Ma non è morto? Fisicamente si, ma rimane vivo, ben vivo, nel cuore dei familiari, degli “Studenti contro la camorra”, di “Radio Siani”!

Cosicchè una torta caprese, due bottiglie di spumante, dei palloncini colorati e… “Buon Compleanno, Giancà!”.

Questo è stato l’augurio di quanti si sono radunati dinnanzi la nuova sede de “il Mattino” al Centro Direzionale di Napoli, giovedì 19 settembre, proprio in occasione del 60° anniversario di nascita di una delle tante, troppe Vittime innocenti di camorra.

Si, una festa perchè come riportato dagli Organizzatori, “Non muore mai chi si batte per la Verità”!

E Giancarlo è caduto proprio per la Verità, la Legalità, la Giustizia!!

L’ingresso del quotidiano napoletano, per una volta, è stato molto più colorato del solito, visto che l’intera zona del Centro Direzionale, a dir poco, è di uno squallore unico, di una sporcizia non da terza città italiana…

Gli “Studenti contro la camorra”, in stretta e proficua collaborazione con “Radio Siani”, avevano lanciato il concorso “Giancarlo scriverebbe di…”, a cui hanno aderito 18 persone, di diversa età, sesso, estrazione sociale.

Oggi, dunque, Giancarlo avrebbe 60 anni: forse avrebbe qualche filo d’argento sulle tempie ma avrebbe lo stesso sorriso cancellato dalla raffica di camorra.

60 anni: l’età dei bilanci…

Ci si avvicina alla terza età, il fisico mostra gli inevitabili segni del tempo inesorabile, si comincia ad intravedere il traguardo della propria attività lavorativa: insomma, è una tappa veramente fondamentale nella vita di un uomo.

Che scriverebbe di questa tormentata città, di questo mondo “inbastardito”?

Lui, più di vent’anni prima di “Gomorra” di Roberto Saviano, raccontò la malavita organizzata, non in un libro, ma su “il Mattino”, che, in quel periodo, aveva un “sapore” di vero giornalismo!

Per questo fu ammazzato la sera del 23 settembre 1985…

Per tale motivo anch’io ho partecipato alla Festa di Compleanno di Giancarlo Siani: mi sono immaginato come avrebbe scritto della tragedia di Petru Birladeanu, ucciso da una stesa camorristica il 26 maggio 2009, nella stazione della Cumana di Montesanto, dove io lavoro da un quinquiennio circa.

Anch’io ho mangiato la caprese, anch’io ho bevuto lo spumante, anch’io ho urlato “Buon Compleanno, Giancà!”, con la mia divisa di Autoferrotranviere dell’EAV.

Ed anch’io plaudo all’iniziativa degli “Studenti contro la camorra” e “Radio Siani”: giovani validi, preparati, in lotta per la costruzione di un mondo migliore.

Come agognava Giancarlo Siani…

EMILIO VITTOZZI

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