’A sfugliatella

Chi non conosce il detto “Napule tre cose tene bbelle: ‘o mare, ‘o Vesuvio, ‘e sfugliatelle”? riportato, in bella vista, su tanta carta da involucro di pasticcerie?

E chi non ha mai sentito dire il più lusinghiero complimento ad una donna: “Signò, site bbella comm’a na sfugliatella”?

L’ultima fatica libraria di Renato Ribaud riporta questo ed altre curiosità dei dolci napoletani, dopo aver dato alla luce anche “’A tazzulella ‘e cafè” e “Cent’anni della pizza Margherita”, mentre è prossima l’uscita di “’A pizza”.

Ribaud, napoletano di Via Toledo, per “il Mattino” ha redatto, in oltre vent’anni, una rubrica quotidiana di eventi cittadini, firmando anche numerosi testi di satira di costume per il cabaret.

In quest’ultima sua opera Ribaud parla della nascita della sfogliatella, avvenuta nel Convento di Santa Rosa a Conca dei Marini (Salerno) nel 1600 circa ad opera di Suor Clotilde (delle Clarisse Alcantarine) in onore del Vescovo: così nacque la gustosa sfogliatella Santa Rosa…

Ribaud cita “Caflish”, “Pintauro”, “Cuori di sfogliatella – Ferrieri”, “Molinari”, “Carraturo”, “Bellavia”, “Attanasio”, “Leopoldo” e… “Scaturchio”.

Quest’ultima pasticceria è assai vicino al mio posto di lavoro, la Stazione di Montesanto “Petru Birladeanu” dell’ex Cumana, essendo in Via Portamedina 24 alla Pignasecca.

A pagina 53 c’è scritto “…Di queste ultime diventeranno i più stimati artefici, imponendosi con la loro bravura ad una vasta clientela. A tutt’oggi Armando, che appartiene alla quarta generazione dell’operosa famiglia Scaturchio, ne rinnova il prestigio mantenendo sempre alto il livello della propria pasticceria.”

Superando il dilemma sfogliatella riccia-sfogliatella frolla (che è un po’ simile a pizza al forno o pizza fritta /zeppola al forno o zeppola fritta), non svelando, neanche sotto tortura le mie preferenze (sic!), bisogna dire che superare lo scalino della “Antica Pasticceria Armando Scaturchio – dal 1903 – unica sede” e posizionarsi davanti alle vetrine colme di ogni genere di dolci è un vero e proprio colpo al diabete, al colesterolo, al peso del proprio corpo in generale…

Crostatine alla frutta, deliziose bianche o nere, bignè, pasticci all’amarena o al limone, cassatine, cannoli, zeppolone di frutta, tupella alla frutta, babà, pastiere ed altro ancora fra cui, ovviamente sfogliatelle ricce o frolle…

Stefania, Patrizia ed Annalisa attendono che il cliente scelga, Maurizio, Pino, Massimiliano e Maicol son pronti a porgerti un corroborante caffè, mentre la dinamica Marta sorveglia tutti dalla sua postazione “cassa”.

Il sarcastico Federico Salvatore in “’E sfugliatelle” così risponde al dilemma: “…latte, sèmmola e rricotta, ova, zucchero e ccandite… Riccia o frolla? Damme retta, tutt’’è ddoje so ssapurite!”.

Se Pintauro era stato indicato come il “Principe della sfogliatella”, io proporrei Armando Scaturchio quale “Artista del dolce”, in quanto abilissimo pasticciere vestito con mise coloratissime con tanto di cappello: chapeau, Armando!

Per l’Estate 2019 propongo una t-shirt al sorridente “Artista del dolce” recante la scritta “ Quant’è triste ‘a vita mia / si nun cè stà d’Armando ‘a pasticceria!”.-

 RENATO RIBAUD
“’A sfugliatella”
Adriano Gallina Editore
€ 10,00

EMILIO VITTOZZI

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