La città ɐʇloʌodɐɔ

di Tonino Scala

I compagni, quelli di sempre, mi han chiesto di scrivere il mio “romanzo di vita”, quello che si scrive una sola volta, il più affascinante, divertente e difficile. Sono andati oltre, mi hanno indicato anche la protagonista. È bella, molto bella. Complessa, è donna e come tutte le donne… Formosa, e che forme! È leggera come l’acqua, è pesante come il ferro. Sinuosa, capricciosa, ingenua, sveglia, vergine e molte volte puttana, ha dato fiducia a tanti e in tanti l’hanno stuprata, violentata, utilizzata e dopo aver fatto le proprie cose, messa nel cantuccio. Vero, anch’io avrò fatto la mia parte, ma l’ho sempre trattata con rispetto, il nostro è stato un rapporto viscerale e catulliano oserei dire una sorta di ”Odi et amo”. Ci siamo amati, ci amiamo ancora, anche se abbiamo litigato molte volte e tante altre volte ancora lo faremo. La parte bella delle liti è quando si fa pace!

Una storia intensa, che ha come protagonista una città di mare, una città d’amare.

Ne ho parlato con mia moglie, la quale mi ha detto che non sto bene, e non solo con la testa, poi si è fermata e… vedi di non farti male, fisicamente intendo!

Mio fratello come sempre è d’incoraggiamento: stai facendo una cazzata, la città non è pronta, si lamenta tutto l’anno, ma poi vota sempre gli stessi… ci sono mille liste… o forse più…

Mio cugino Giuseppe ha aggiunto: nel momento in cui dovessi decidere, saremo tutti al tuo fianco, non dimenticare che Zio Umberto ha sempre pronto il secchio, la scopa e la colla!

Un vecchio compagno che mi ha visto crescere, mi ha guardato negli occhi e ha esternato: posso dopo sessanta anni di voto e militanza non andare a votare perché la sinistra non è in campo?

Mamma non mi ha detto nulla, ma ieri è andata a firmare per la lista. Mio padre sta zappando e non sa niente: menomale dico.

I giovani del partito con gli occhi lucidi mi han detto: dai ci divertiamo!

Antonio, caro amico e produttore cinematografico, con una grande risata mi ha fatto un augurio: Felicissime condoglianze. È il titolo di un mio libro diventato un film.

Ho riflettuto per due notti e due giorni, centinaia sono state le chiamate, contrastanti a dire il vero.

Che faccio?

Serve coraggio… e quello non manca.

Servono idee, programmi e quelli non s’inventano, fan parte del nostro percorso politico, lo abbiamo scritto facendo cose, incontrando gente non in queste settimane, ma in più di trent’anni di lotte e soprattutto di mazzate.

Servono soldi… e quelli… non ci sono mai stati e mai ci saranno.

Serve follia… e quella è nel mio DNA da sempre.

Serve un gesto di sana pazzia collettiva… al momento ci sono ventiquattro matti pronti a metterci la faccia per capovolgere tutto, per resistere e osare la speranza.

Accetto, mi metto a scrivere, mi rimetto in cammino, ci rimettiamo in cammino da dove eravamo rimasti. Manco, per scelta, da diciotto anni dalla politica comunale, ho fatto passi in questi anni che mi ha portato a fare altro e fuori dal perimetro cittadino.

Accetto la sfida, tanto la cosa peggiore che può capitare è quella di diventare Sindaco di Castellammare!

Dimenticavo, questo libro dobbiamo scriverlo insieme! Per farlo dobbiamo avere la capacità, il coraggio, la voglia di mettere tutto sotte ‘e ‘ncoppe!

Tonino Scala

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One Response to La città ɐʇloʌodɐɔ

  1. EMILIO VITTOZZI says:

    * Carissimo Tonino,
    non abito a Castellammare di Stabia e, quindi, non ti voterò…
    Altrimenti sarei stato al tuo fianco, come fatto in tante presentazioni di tuoi libri o di libri scritti a più mani: non so cantare, non so ballare, non so recitare, forse so scrivere e parlare ed in questo mi “spenderei” per te! Anche affiggendo manifesti con secchio, scopa e colla, in piena notte, anche se il giorno dopo bisogna andare a lavorare (meno male che c’è Zio Umberto che non è, grazie a Dio, Zio Silvio!).
    No, è vero, la Sinistra, come la intendiamo noi non c’è, nè a livello regionale, nè a livello nazionale: ci sono, però, i suoi Valori che io identifico in te. E credo che così sia per molti elettori di Castellammare di Stabia.
    Forza, Tonì, la “sana pazzia personale” non ti manca…
    In culo alla balena, carissimo amico mio; in bocca al lupo, grande giovane-vecchio; auguri-auguroni-augurissimi!!!

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