Lettera aperta a Violante

Festa di San Giuseppe artigiano – Festa del lavoro

Cara Violante ti scrivo,

così le mie emozioni esterno un po’…

Forse, anzi sicuramente, il tuo arrivo ha reso felicissimi papà Emanuele e mamma Teresa ma anche, pur se non ne sono ancora consapevoli, il fratellino Andrea e i cuginetti Laura, Pietro, Sara, Chiara e Miriam, che avranno un’amichetta in più con cui giocare…

Violante è stato il nome di regine, principesse, imperatrici, duchesse e contesse; in pratica la somma di quello che sei tu in “Casa Nicastro” in quel di Bergamo…

Violante è la donna amata dal pittore Tiziano, modella dell’omonimo quadro; Violante è una delle tre principesse sorelle del romanzo “Le vergini delle rocce” di Gabriele d’Annunzio.

Non sono uno scrittore, né un giornalista anche se sono più di quarantacinque anni che esterno le mie emozioni, i miei sentimenti, il mio “essere” su carta o dinnanzi ad un microfono: per l’occasione ho realizzato un cd con canzoni di chi ha cantato il lieto evento, la nascita di un figlio, la crescita dello stesso.

Io qui scrivo gli auguri di tanti di noi, parenti ed amici, che ti festeggiano con mamma e papà, anche se non so se, un domani, da grande, tu vorrai leggere queste assai modeste riflessioni che, però, scrivo ugualmente perché sento il bisogno irrefrenabile di raccontarti tutta la gioia che la tua nascita ci ha dato.

Violante, stellina,

la notte s’avvicina,

la fiamma traballa,

la mucca è nella stalla,

la mucca e il vitello,

la pecora e l’agnello,

la chioccia coi pulcini,

la gatta coi gattini,

la capra ha la sua capretta,

la mamma ha la sua bimbetta,

ognuno ha la sua mamma,

e tutti fan la nanna…

Dolce Violante,

basta in cielo una stella

a far la sera più bella,

basta un canto da nulla

a dondolare una culla.

Ninna nanna, il cielo è blu,

dormon gli angeli lassù,

l’uccellino più non canta,

dorme lieto sulla pianta;

anche il cane fa nannuccia,

nella tiepida sua cuccia

e il gattino dormiglion

sul cuscino fa ron ron.

Nel pollaio la gallina

dorme fino a domattina,

dormon pure a lei vicini

gli anatroccoli, i pulcini.

Nella stalla al bel calduccio

dorme il bue col cavalluccio,

l’asinello, il maialino,

la mucca e il vitellino.

Ninna nanna, dorme il mondo

il suo sonno più giocondo.

Ninna nanna, il cielo è blu,

Violante dormi anche tu!

Qualcuno potrà chiedersi: “Perché zio Emilio ha scritto una ninna nanna per Violante?”. La risposta è estremamente semplice: la ninna nanna è, assieme all’allattamento, il mezzo più efficace per conciliare il sonno di una piccola creatura. Sia “ninna” che “nanna” sono termini che nel linguaggio infantile significano “sonno”.

E non c’è niente di più bello, delicato, incantevole di un neonato che dorma…

Buoni sogni, Violante!

EMILIO VITTOZZI

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