Tramonti d’acqua dolce

di Tonino Scala

La campagna sterminata riposa a quest’ora. I fiori rosa, i fiori di pesco mi salutano. Salutano questo venerdì santo che va via tra un panino con formaggio senza carne una fetta di pastiera e di colomba mangiata per farci gli auguri. È una giornata che si consegna all’eternità, come tutti i santi giorni che passano e non tornano, non possono tornare. Il sole è dietro alle nuvole ha vergogna di mostrare la sua forza questa sera. Forse é un po’ stanco, ha sonno anche lui. Nonostante le nuvole veloci si riflette nel lago di Patria emettendo colori non comuni. Mi sono perso, succede, volevo tagliare per far prima e ho sbagliato strada, ci voleva proprio, ora ritorno alla base. Silenzio, deserto che si fa natura che puzza di vita. Mette tenerezza questa acqua stagnante che si muove insieme alle canne di bambù ai margini della strada, grazie a un venticello fresco che inebria questa pace. Apro il finestrino, inalo sensazioni che mi fanno vivere emozioni. L’andatura della mia auto ha andatura da crociera, le anatre nell’acqua e gli uccelli neri con delle macchie rosse mi superano. Non vado di fretta, son solo intorno al periplo di questa massa d’acqua che il sole stanco colora. L’atmosfera, il vento, le anatre e tutto il resto mi regalano emozioni. É bello perdersi. É bello perdersi per scoprire nuovi mondi. É bello perdersi per ritrovarsi.

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