Tanto tuonò che arrivò la neve

di Tonino Scala

 

Burian arrivò.

Arrivò in un febbraio caldo, caldo e ricco di cazzate elettorali, di antifascismi, di antagonismi, di giuramenti sul Vangelo, di giuramenti sulla verginità della propria madre, di balle su balle, di violenza verbale e fisica, di flat tax  e di pensioni a tutti anche a cani e gatti, di partite bloccate dalle avverse condizioni metereologiche e truccate perchè così deve andare, di bombe carta e di incaprettamenti, di inchieste giornalistiche, di camorristi nei metodi che chiamano camorristi chi fa il suo mestiere, di camorristi che incendiano case e bar, di tabelloni elettorali vuoti, di rimborsi non rimborsati e chi se ne fotte, di moralisti che fanno la morale e non vogliono essere messi alla berlina se si scoprono pecore nere in un gregge bianco con poche idee e pure confuse, di onestà e disonestà sbandierate ai quattro venti freddi e bagnate dalla pioggia che si fa neve, di canzoni alla radio e di fiction in tv, di pacche fredde che si posano sulla tazza del cesso che le rende ancora più fredde.

Burian arrivò.

Arrivò, tomo tomo, cacchio cacchio e portò ciò che doveva portare: il freddo.

Il freddo, sì, il freddo, uno sconosciuto che arriva ogni tanto da queste parti a ricordarci che gli inverni sono freddi non per la nostra bulimia, apatia, paura, cazzima, cazzencularia, per il nostro voler aiutare ma a casa loro, ma perchè deve fare freddo. Siamo a febbraio se non fa freddo ora, quando lo deve fare?

Burian arrivò e…Tutti a prendere il cappello, i guanti e le sciarpe di lana vera o sintetica cosa importa, il piumino con le piume d’oche vere e false, a tiral fuori i Moncler e i K-way trapuntati, le scarpe a carrarmato, la coperta di lana trafugata durante il militare ormai lontano, il pigiama da lasciare sotto il pantalone, i brodi di dado vegetale che fanno tanto male ma servono a riscaldare lo stomaco, i riscaldamenti da accendere, i condizionatori a pompa di calore, i termoconvettori, le vecchie stufe con quelle due resistenze incandescenti dove da piccoli buttavamo le bucce di mandarino perché all’epoca esistevano ancora i mandarini e prendevamo scappellotti perché è pericoloso, la bombola, cazzo la bombola che finisce proprio quando cazzo serve in quella stufa a gas del cazzo: che cacamiento di cazzo!

Burian arrivò.

Arrivò col suo strano modo di fare e portò anche sussulti del cuore. Sì, , sussulti del cuore e sorrisi a denti cacati camuffati da bravi dentisti. Portò anche i chitammurti ad onor del vero, ma i sorrisi furono di più.

Burian arrivò e portò anche tanta umanità. Umanità virtuale, emozioni per un fiocco di neve, foto da postare sul web, ricordi di un’infanzia passata, di amore fatto vicino ad un camino in una vecchia casa lasciata in eredità  dalla zia. Una casa dove si facevano le bottiglie di pummarola d’estate, i Natale insieme, i lunedì in albis, i 25 aprile, i primi maggio e poi il funerale. Quello dove tutti piangano ma già pensano: e mo’ chi se la prende questa casa? Conviene venderla almeno facciamo qualcosa di soldi. Ma chi la deve comprare questa sfaccima di costruzione vecchia che sta cadendo a pezzi in una campagna sperduta con la strada sterrata, senza illuminazione e senza fognature?

Burian arrivò…e con lui portò anche il freddo che riscalda gli animi tagliati dalla cazzima e dalla paura così come le facce. Arrivò tranquillo, nonostante il clamore mediatico. Arrivò perchè doveva arrivare.

Burian arrivò…e insieme al freddo portò semplici emozioni ormai sconosciute. Quando l’essere umano riscopre la sua umanità che traspare e traspira nel solo sguardo trafitto da un fiocco di neve sciolto, il mondo ha ancora qualche speranza: possiamo ancora salvarci!

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One Response to Tanto tuonò che arrivò la neve

  1. EMILIO VITTOZZI says:

    * Burian arrivò…
    - mentre si giurava sul Vangelo e non sulla Costituzione: su un testo, cioè, in cui si parla di emigrazioni e di migranti, dove il protagonista è un extracomunitario della lontana Palestina, lontana da Roma Capitale e lontana dal Potere!
    - mentre ci si impegnava sulla “famiglia tradizionale”, dimenticando, però, che chi prometteva ciò era divorziato e pluridivorziato, con figli ufficiali e figli semiclandestini, con mariti che andavano con prostitute minorenni, con l’organizzazione di festini a luci rosse con tanto di ragazze pon-pon…
    - mentre il leit-motiv è sempre cambiare tutto per non cambiare niente…
    - mentre aumentano disoccupati, sottoccupati, cassintegrati, esodati ma non i pensionati…
    - mentre aumentano i femminicidi…
    - mentre siamo sommersi dalla nuova merda che avanza…

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