L’albero della buona idea

di Emilio Vittozzi

Valeria Verolino, quarantenne napoletana, durante la stesura di questo libro, ripeteva “Non sono una scrittrice ma sto scrivendo col cuore”…

Il desiderio irrefrenabile di scrivere per ricordare Attilio Romanò, suo collega al call center della Wind a Pozzuoli, ucciso il 24 gennaio 2005 nel suo negozio di telefonia Mediatel in Via Napoli a Capodimonte dalla camorra della zona, il clan Di Lauro.

Attilio, un ragazzo come tanti, impegnato su due fronti separati ma collegati: il call center e il suo negozio.

Era sposato da soli quattro mesi con Natalina, la sua fidanzata di sempre, conosciuta quando aveva sedici anni…

Attilio aveva la delicata abitudine di donare l’8 marzo rametti di mimosa alle sue colleghe; da quando è stato ucciso la signora Rita, l’amata mamma, ripete il suo gesto in quella data! Nel ricordo di Attilio, team leader della Wind, è stato piantato un albero di mimosa, tutto giallo, nel giardino del call center della Wind dove lavorava: si chiama “Albero della buona idea” perchè Attilio aveva sempre una buona idea e gli piaceva rispondere così ogni volta che poteva…

Attilio, una delle tante, troppe, Vittime innocenti della criminalità organizzata in Campania, non deve essere dimenticato: nè lui, nè tutte le altre…

Ecco il motivo di questo delicato libro di Valeria Verolino, che si legge con estrema facilità, lasciando al lettore un vago sapore di amarezza con una speranza: che la morte di Attilio, come quella di tutte le altre Vittime, non sia vana!

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