“BIANCOMANGIARE” – cucina e cantina -

Giovedì 21 settembre (Festa di San Matteo Apostolo, Patrono della Città di Salerno) si è inaugurato “Biancomangiare” – cucina e cantina – nato sulle ceneri ancora calde de “La Vecchia Cantina”.
In Via San Nicola la Carità 13/14 a Napoli c’è, dunque, una nuova-vecchia trattoria popolare, tipicamente napoletana. Tutto nuovo, tutto bello, tutto funzionale che ha preso il posto della “arte povera” della vecchia struttura culinaria.
Le mura sono quelle dove nel 1800 c’era la torrefazione del “Caffè Greco”, un prodotto assai rinomato all’epoca; in seguito i locali divennero un’enoteca, grazie alle mura spesse atte alla conservazione del vino.
Da circa 10 anni la gestione è affidata a Mamma Patrizia e allo Chef Mimmo in cucina e ad Antonio nelle sale. La clientela de “La Vecchia Cantina” era variegata: c’era il napoletano e si trovavano turisti provenienti da ogni dove, soprattutto per la postazione strategica della trattoria, veramente nel Centro Storico di Napoli!  Così sara’ anche per “Biancomangiare”, visto che i nostri-magnifici-tre son rimasti al loro posto di… combattimento (quotidiano).
Il vecchio o il nuovo cliente viene, infatti, sempre accolto dal sorridente Antonio, “anima” del locale, che consiglia ed è anche lesto a servire ai tavoli, senza, però, infondere a chi mangia la frenesia del “far presto”; anzi, l’atmosfera che si respira è quella delle vecchie case napoletane di una volta, con tutta la famiglia riunita a tavola, le foto di famiglia e un sottofondo musicale piacevole mai invadente.
Appena si entra, non si può non notare il pavimento, di parquet e mattonelle colorate di Vietri! I colori dominanti sono il giallo senape delle mura e l’azzurro delle sedie; caratteristica è la fontanella installata su di un lato della sala da pranzo dove il cliente può servirsi da solo di acqua naturale o gassata; tante foto in bianconero fanno bella mostra un po’ dovunque così come angoli accuratamente forniti di antichi oggetti da cucina e splendide porcellane, una originale e moderna cantina a vista.
E poi si arriva al menù che è diviso così: gli antipasti, i primi, i secondi, i capricci, le bruschette, i crostoni, in punta di dita, i piatti unici, i dessert.
Fra gli antipasti, su tutti il “Biancomangiare” (parmigiana di melenzane, gattoncino di patate, bocconcino di salsiccia a punta di coltello e friarielli) e il “Morro di baccalà” (su passatina di ceci al rosmarino).
Fra i primi: gnocchetto di patate con colatura di alici , cimette di broccoli e finocchietto e lo spaghettone cacio, pepe, piennolo e basilico senza, ovviamente, dimenticare il ragu’ e gli ziti alla genovese per cui, più volte, “La Vecchia Cantina” è stata menzionata e premiata da vari gourmet!
Fra i secondi: scaloppa di tonno rosso leggermente scottata, insalatina riccia con pomodorini e melenzane, olio al tartufo e il filetto di maialino nero casertano su zoccoletto di polenta e salsa di provolone del monaco, senza dimenticare le polpette al ragù napoletano con ricciolo di friarielli!
Fra i capricci: al primo posto, insuperabile, imbattibile, ‘o puparuol ‘mbtuttunat!
Fra i dessert: la pastiera e il “Biancomangiare”.
Ottima la carta dei vini, da intenditori, (non dimentichiamo che nella cantina sottostante, unica nel suo genere, la sera trovate una fornita enoteca!).
Come ben si evince da queste notizie, il menù è ben articolato e piuttosto variegato; esso sposa, in un perfetto equilibrio di gusto, la tradizione e l’innovazione, senza mai dimenticare la qualità degli alimenti.
Inoltre, il bravissimo Chef Mimmo è sempre disponibile ad accontentare richieste estemporanee dei clienti.
Mamma Patrizia, con il suo dolce sorriso, supporta tutto e tutti, in un ruolo veramente unico.
Di Antonio s è già scritto prima e l’invito è andare a conoscerlo di persona recandosi a pranzo o a cena da soli, in coppia, in compagnia, per “gustare” i sapori di una Napoli che, ahimè, è difficile trovare altrove ed un interessante rapporto qualità-prezzo.

EMILIO VITTOZZI

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