GIORNATE DI PRIMAVERA…

Son tornate le Giornate di Primavera organizzate dal Fondo Ambiente Italiano (F.A.I.) sabato 25 e domenica 26 marzo 2017. E’ un modo, assai apprezzato, di scoprire l’Italia, quella che non è conosciuta, quella che non è valorizzata come si deve.

La delegazione F.A.I. di Napoli ha redatto un programma veramente notevole: a Napoli – “Villa Rosebery” (Parco e Palazzina Borbonica), “Castel Capuano”, “Parco Letterario di Nisida”, “Complesso di Sant’Andrea delle Dame”, “Conservatorio di Musica di San Pietro a Majella – Chiesa di San Pietro a Majella – Reale Arciconfraternita di Santa Maria della Mercede e Sant’Alfonso Maria dè Liguori”, “Chiesa e Chiostro dei Santi Marcellino e Festo – Museo di Paleontologia” e tanti altri ancora…

Come ben si vede un programma estremamente significativo ed assai apprezzato visto che il successo dell’iniziativa del F.A.I. di Napoli (come d’altronde in tutt’Italia) è innegabile!

 

Il Complesso dei Santi Marcellino e Festo è stato preso d’assalto già dalle prime ore della giornata: comprende la Chiesa e il Chiostro conventuale che ospita il Museo Paleontologico. Il monastero ha una storia lunga e travagliata perché nasce dall’unione di due monasteri già esistenti nell’VIII secolo: quello dei Santi Marcellino e Pietro, fondato nel 795 sulla collina del Nonterone (attuale Via Palladino) e quello dei Santi Festo e Desiderio, di poco più antico. La chiesa, arretrata rispetto alla fronte del monastero, presenta una cupola maiolicata ornata da un motivo geometrico a rombi, dalla raffinante bicromia giallo-nero. Il punto di forza della chiesa è la spettacolare decorazione a marmi dell’altare maggiore opera di Dionisio Lazzari del 1666, ma tutta la struttura merita una visita non superficiale.

 

Il Complesso di San Pietro a Majella trae le sue origini nei tre orfanotrofi di Napoli: il Santa Maria di Loreto, il Sant’Onofrio a Porta Capuana e la Pietà dei Turchini. Nati come istituti della misericordia per “conservare la vita” e la dignità dei bambini orfani ed abbandonati, in circa sessant’anni si trasformarono in vere e proprie scuole musicali. Nel 1808 essi vennero spostati nel più capiente Convento delle Dame di San Sebatiano. Due chiostri veramente affascinanti, al primo piano l’Archivio e il Museo con l’importante collezione di strumenti antichi, cimeli artistici e musicali, dipinti e sculture, al piano nobile la raccolta di rari manoscritti, di partiture a stampa, di libri, di periodici e pubblicazione varie.

 

Visite affascinanti, ricche di significato, piene di emozioni, sature di storia, di tempi andati, che portano il visitatore in atmosfere “ovattate”, che tanto bene fanno alla mente e all’animo di ognuno di noi.

Senza nulla togliere, ovviamente, agli altri luoghi proposti dal F.A.I..-

 

EMILIO VITTOZZI

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