Un musicarello estivo

Fa caldo, si suda. Suda anche il mio condominio in una sudata periferia della mia città periferica. Fa caldo ed è domenica. Si sente la carne arrostita sulle fornacelle di fortuna sui balconi. Dal balcone vedo il mondo in mutande che mangia a tavola con le tapparelle abbassate. Lo so perché perché lo faccio anche io! E proprio per questo penso che lo facciano anche gli altri. Le strade sono vuote. Qualche ragazzo in vespa con l’asciugamano sul sellino va al mare. Non mi resta che dedicarmi alla controra. La controra lega i paesi del sud. Ci lega alla siesta latina. Mi faccio compagnia, accendo la tv. È arrivata l’estate, la stagione, per mia mamma. È arrivata l’estate e con l’estate arrivano i musicarelli in tv. Ogni estate puntualmente con la chiusura della programmazione si prendono i film di una volta. Quelli tutto amore e niente più. Quelli dell’Italia che fu. I musicarelli che mi riportano nella mia musica. Sono un uomo nato negli anni settanta ed amo la musica anni sessanta e settanta. Non vi nascondo che questa programmazione non la disdegno, come non disprezzo i bellissimi su rete4. È l’unica cosa che riesco a vedere su questo canale. Il musicarello è un sottogenere cinematografico italiano che serve almeno due necessità, la prima è squisitamente commerciale: supportare un cantante di fama e il suo nuovo album discografico; la seconda è il riferimento costante alla moda e alla gioventù, anche in versione vagamente polemica nei confronti dei matusa. Sono presenti quasi sempre la vita da spiaggia e tenere caste storie d’amore, coadiuvate dalla voglia di divertirsi e ballare senza pensieri. Veniva e viene indicato come un sottogenere musicale. Sarà anche sottogenere a me: me piace! Si piace quella leggerezza, quella genuinità, quella musica che parte anche nel deserto. Lisa dagli occhi blu, Rita la zanzara, Zum Zum Zum, Appuntamento in riviera, Appuntamento ad Ischia, Una lacrima sul viso, Perdono, Cuore matto, Il suo nome è donna Rosa, Lady Barbara, Nel sole, Stasera mi butto e tanti altri. Ma come non ricordare i quattro film che mi hanno accompagnato nei pomeriggi estivi, da bambino, da radazzo, da adolescente e da uomo. Sono 38 anni che li vedo ogni domenica pomeriggio estivo. Se non sulle reti nazionali c’è sempre una emittente locale che non me li fa mancare. Non sono degno di te, Se non avessi più te, Chimera e In ginocchio da te. A dir la verità c’era anche Per amore per magia del 1967 ma quello è un altro Gianni Morandi e poi non c’è Laura Efrikian. Che bella quella che poi diventerà la prima moglie dell’eterno bambino con il microfono. Sono molto legato a Morandi perché somiglia a papà da ragazzo. Le foto del militare di Giovanni Scala sono le copie autentiche del Morandi nazionale. Poi papà è invecchiato e somigli al nonno di Gianni Morandi anche se papà è più giovane. Qui film, quelle canzoni hanno condizionato in un certo senso la mia cultura musicale e non solo. E poi per non dimenticare lì c’è la Napoli che sembra diversa. Gran parte dei film sono stati girai a Napoli e forniscono alcune ambientazioni dell’epoca, tra le quali il lungomare, con la fontana del Gigante del Bernini. Da alcune inquadrature girate al parco Virgiliano, a Posillipo è possibile vedere l’allora attiva Italsider di Bagnoli, in particolare il pontile Nord, all’epoca attrezzato con gru, che dal 2006 è stato restaurato e trasformato in area pedonale. Sono anche visibili le attrazioni e le giostre della Villa Comunale e gli studi RAI a Fuorigrotta. Insomma un musicarello estivo che porta un po’ di fresco e di buoni sentimenti che fanno bene al cuore e conciliano il sonno. Come da buona tradizione quei film non riesco a vederli mi addormento puntualmente e … alla prossima puntata, o meglio al prossimo film pomeridiano in una estate che è calda, sotto ogni punto di vista. Stasera gioca l’Italia e … speriamo bene; in settimana c’è il vertice dei paesi europei e … speriamo bene! Arriverà un po’ di fresco?

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2 Responses to Un musicarello estivo

  1. caminia says:

    chissà….con i musicarielli siamo cresciuti, davvero belli!

  2. EMILIO VITTOZZI says:

    * Ero piccolo ma composi questa filastrocca con i titoli delle canzoni di allora…

    Non pensare a me ma fa la rivoluzione, tira le pietre di Antoine nell’immensità. Questo cuore cuore matto ti fa una proposta perchè bisogna saper perdere. Quando la musica è finita gli amici se ne vanno e tu vedrai sventolar bandiera gialla. No, non è il colera, nè il tifo ma mettete dei fiori nei vostri cannoni.

    (Sono nato nel 1958 e quando scrissi ‘sta cosa non avevo, penso, che 10-11 anni al massimo)

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